Sensori per ospiti e ambiente: la qualità dell’assistenza nelle RSA
Potenzialità e limiti dei moderni sistemi di monitoraggio al Centro di un convegno svoltosi a Milano e organizzato dalla Fondazione Don Gnocchi. Alla Casa domotica installato l’A-Cube, progetto il cui obiettivo è sviluppare e testare un sistema costituito da una rete distribuita di sensori per la raccolta dei dati dall'ambiente
Gli sviluppi tecnologici degli ultimi anni nell’ambito delle tecnologie sensoristiche per il monitoraggio dell’ambiente (attraverso, ad esempio, le reti di telecamere, i microfoni, le reti wireless di sensori…) e della salute (attraverso i sistemi indossabili di rilevazione dei segnali biologici) possono
rappresentare un’importante risorsa per migliorare la qualità del servizio offerto dalle strutture residenziali per persone anziane, ottimizzando nel contempo l’utilizzo delle risorse. La tematica si inserisce nel paradigma degli Ambienti Intelligenti (Ambient Intelligence), ovvero dello studio
di come le tecnologie avanzate possano favorire il miglioramento delle condizioni di vivibilità degli ambienti. I sistemi di monitoraggio dell’ambiente si inseriscono più in particolare nel settore dell’Ambient Assisted Living, di grande attualità nelle politiche di supporto alla ricerca dell’Unione Europea, che si occupa di studiare le applicazioni delle nuove tecnologie per migliorare la sicurezza e l’autonomia e delle persone con disabilità ed anziane nei propri ambienti di vita quotidiana. Se ne è discusso lo scorso aprile all’Irccs “S. Maria Nascente” di Milano della Fondazione Don Gnocchi in occasione dell’importante convegno “La qualità dell’assistenza nelle RSA. Sfide e opportunità delle nuove tecnologie per il monitoraggio degli ospiti”. L’obiettivo era approfondire la tematica del monitoraggio, ovvero del controllo, degli ospiti nelle strutture residenziali assistite come le RSA e i Centri specializzati per l’assistenza di anziani e disabili. In un momento in cui alle strutture
sanitarie e assistenziali si richiede sempre più un’ottimizzazione nell’utilizzo delle risorse, la tematica di come la tecnologia possa supportare le
attività degli operatori di questo settore è quanto mai attuale. Il convegno, organizzato dal Polo Tecnologico della Fondazione Don Gnocchi, era suddiviso in cinque sessioni che hanno approfondito sia gli aspetti tecnologici che quelli gestionali, etici e socio-economici legati all’introduzione di
nuove tecnologie nell’ambito delle strutture assistenziali. Come le nuove tecnologie possono supportare l’attività degli operatori nel settore
della cura e assistenza agli anziani? La relazione di apertura dei lavori, tenuta dal professor William Manndell’Università della Florida, è stata dedicata alla descrizione dello stato dell’arte e delle sfide aperte nell’ambito delle tecnologie al servizio delle persone anziane. Nella seconda sessione, il corso ha fornito un’ampia panoramica delle soluzioni tecnologiche di frontiera nel settore dei sistemi di monitoraggio, con particolare attenzione alle applicazioni di queste nell’ambito della cura e assistenza agli anziani: sistemi di monitoraggio e stato dell’arte nell’ambito degli ambienti intelligenti a supporto dell’autonomia e sicurezza delle persone anziane e disabili; applicazioni di frontiera nell’ambito dei sistemi basati su tecnologie video, sistemi RFID (ovvero le tecnologie per l’identificazione tramite l’utilizzo di sistemi a radiofrequenza), reti wireless di sensori e sistemi indossabili per la rilevazione dei segnali biologici e grandezze fisiologiche.
Sensori per cogliere situazioni di emergenza
Nell’occasione sono stati inoltre presentati obiettivi e risultati preliminari del progetto A-Cube (l’acronimo, che significa “A al cubo”, sta per Ambient Aware Assistance), progetto finanziato dalla Provincia Autonoma di Trento e capeggiato dal Centro di ricerca trentino Fondazione
Bruno Kessler, con la Fondazione Don Gnocchi come partner attraverso l’area delle Tecnologie Assistive del Polo Tecnologico di Milano. L’obiettivo del progetto A-Cube è quello di sviluppare e testare un sistema costituito da una rete distribuita di sensori per la raccolta dei dati dall’ambiente, connessa a un sistema informatico in grado di individuare situazioni di emergenza o di pericoloper gli ospiti di residenze assistive (quali ad esempio una caduta, un’emergenza sanitaria, l’allontanamento dal centro di un ospite, un comportamento anomalo o aggressivo…) e
di sviluppare un’adeguata risposta. I partecipanti al convegno hanno potuto assistere a una dimostrazione dal vivo delle funzionalità del nuovo prototipo del sistema A-Cube installato presso la casa domotica del servizio DAT della Fondazione Don Gnocchi. Ulteriori informazioni sul progetto sono disponibili sul sito http://acube.fbk.eu/. Nella sessione di tavola rotonda del pomeriggio, moderata dalla dottoressa Flavia Caretta dell’Università Cattolica di Roma, è stato dato spazio alle tematiche che riguardano gli aspetti etici, organizzativi, socio-economici e politico-strategici che l’introduzione di questi sistemi in residenze assistive implica. In questa sessione sono stati illustrati il punto di vista e le esperienze di chi opera sul campo. Non sono mancate comunicazioni diesperienze di realizzazione di sistemi di monitoraggio da parte di aziende che operano nel settore. Il tutto per fornire, in particolare a dirigenti e quadri delle strutture sanitarie assistenziali, ma più in generale a tutti gli operatori del settore, la conoscenza delle potenzialità, ma anche dei limiti, degli strumenti tecnologici per il monitoraggio degli ospiti, allo scopo di raccogliere elementi utili a decisioni informate e consapevoli su eventuali investimenti in queste tecnologie. Hanno preso parte ai lavori medici, fisioterapisti, terapisti occupazionali, operatori socio-assistenziali, infermieri, ma anche dirigenti e quadri delle strutture sanitarie assistive e ricercatori coinvolti nel campo.
Valerio Gower
Ricercatore Area Tecnologie Assistive del Polo Tecnologico
Articolo letto 811 volte

