Lo yoga della risata per la creazione del benessere della triade terapeutica (anziani, famiglie e operatori)
Con lo YdR si sta attivando un nuovo ramo della psicologia sociale, dove si cerca di promuovere degli interventi per migliorare la salute e la consapevolezza nei gruppi: di fatto, si tratta di una nuova area di intervento per un mondo stressato. L'argomento verrà approfondito nel workshop "La creazione del benessere della triade terapeutica attraverso lo yoga della risata" del 9 novembre (pomeriggio)
Illuminazione
Perché lo yoga della risata potrebbe essere utile per aumentare il benessere di coloro che vivono e quotidianamente frequentano una istituzione residenziale o semi residenziale? Per troppo tempo i servizi hanno concentrato tutte le loro attenzioni sugli anziani immaginando la produzione della qualità assistenziale stesse nella cura delle loro patologie e nel "mantenimento delle funzionalità residue". Oggi ci rendiamo conto che questo obiettivo di bassa intensità emotiva ha creato non pochi danni nella motivazione e nella relazione con gli operatori e con le famiglie. Lo stress lavoro correlato con tutte le sue variabili e la conflittualità delle famiglie sono esplose nelle strutture. Spesso sono voragini che si tenta di compensare con qualche corso di formazione, con l'istituzione dell'ufficio relazioni con il pubblico o con qualche gruppo di auto aiuto più centrato sulla funzione di "vomitatoio" delle tensioni che non di costruzioni di consapevolezza interiori. Molti strumenti sono ormai obsoleti e non daranno risultati. Quando il Centro Studi Perusini Alzheimer ha conosciuto lo Yoga della Risata è rimasto "folgorato". Ecco un semplice strumento che davvero può creare salute, benessere e aggregazione. E così alcuni di noi hanno partecipato al corso per diventare Leader di Yoga della Risata e abbiamo iniziato a sperimentarlo, prima di una riunione, come attività animativa per gli anziani, con gli operatori al termine di una giornata di lavoro. I risultati non si sono fatti attendere, anzi...
Una risata, infiniti benefici!
La dott.ssa Jane Yip, psicologa e ricercatrice australiana, afferma che lo YdR «(…)è l’inizio di un progetto sociale che porterà alla pace, con un potenziale per unire il mondo che non tiene conto della razza, del sesso, della classe sociale o dell’affiliazione politica o del credo religioso, in quanto si ride tutti allo stesso modo». Con lo YdR si sta attivando un nuovo ramo della psicologia sociale, dove si cerca di promuovere degli interventi per migliorare la salute e la consapevolezza nei gruppi: di fatto, si tratta di una nuova area di intervento per un mondo stressato.
A livello fisico il riso fa aumentare la produzione di quegli ormoni, quali l’adrenalina e la dopamina, che hanno il compito di liberare le nostre morfine naturali: endorfine, encefaline e simili. Le endorfine provocano una diminuzione del dolore e della tensione, permettendo il raggiungimento di uno stato di rilassamento e serenità. Le encefaline esaltano il sistema immunitario, stimolando una maggiore produzione di anticorpi; il Center of Public Health di Loma Linda, in California, ha riscontrato un netto incremento di molti parametri neuroimmunologici dopo l’esposizione a situazioni umoristiche. La risata amplifica la produzione di serotonina, un antidepressivo naturale, riducendo la secrezione di ormoni da stress come il cortisolo e l’epinefrina (adrenalina) in seguito alle quali la pressione sanguigna ed i livelli di glucosio aumentano danneggiando i vasi sanguigni. Il dott. I.Wittstein della John Hopkins University sostiene che l’adrenalina è devastante per il cuore, e può provocare una condizione detta cardiomiopatia da stress (simile ad un attacco di cuore). La risata, stimolando la produzione di betaendorfine (analgesici prodotti dall’organismo), protegge dallo stress e dalle sue conseguenze svolgendo una vera e propria funzione di antidoto.
Ridere combatte la debolezza fisica e mentale. Provocando una diminuzione degli effetti nocivi dello stress e degli stati di ansia e depressione, contribuisce a combattere efficacemente anche l’insonnia. Il nostro sistema immunitario ha un ruolo importante nel mantenerci in salute, bloccando le infezioni, le allergie ed anche il cancro. Tramite la psiconeuroendocrinoimmunologia si è dimostrato che tutte le emozioni negative come l’ansia, la depressione o la rabbia indeboliscono il sistema immunitario, riducendo la sua capacità di combattere le malattie. Secondo il dott. Lee S. Berk, dell’Università di Loma Linda (California, USA), ridere aiuta ad aumentare il numero delle cellule Natural Killer (NK), un tipo di cellula che ha la funzione di uccidere i virus, ed aumentare il livello di anticorpi. I ricercatori hanno dimostrato che dopo una terapia della risata il livello di anticorpi (immunoglobina A) aumenta nelle mucose del naso e delle vie respiratorie, negli apparati, cioè, che per primi svolgono una funzione difensiva contro virus, batteri e micro-organismi. La dott.ssa Karen Matthews psicologa dell’Università di Pittsburgh (Pennsylvania, USA), ha verificato che gli effetti benefici di una risata rallentano la progressione dell’arteriosclerosi; tenendo sotto osservazione per tre anni 209 donne sane in situazione di post-menopausa, ha scoperto infatti che le più ottimiste avevano un ispessimento delle arterie carotidee minore che nelle donne pessimiste. Inoltre l’aumento degli scambi polmonari che avvengono tramite la respirazione tende ad abbassare il tasso di grasso nel sangue con il conseguente beneficio sul colesterolo. Sembra lecito affermare, dunque, che il riso ha un ruolo di prevenzione dell’arteriosclerosi, dei problemi cardiaci (confermato da una ricerca condotta su persone reduci da infarto del miocardio: mezz’ora al giorno di umorismo riduce il rischio di ricadute) e della pressione alta. Ridere sembra quindi essere un elisir cardiaco e, come ha osservato il dott. Michael Miller dell’Università del Maryland (USA), una risata ha l’effetto di rilassare le arterie e di aumentare il flusso sanguigno come durante un esercizio aerobico. La risata aiuta la respirazione, che diviene più profonda. L’aria nei polmoni viene rinnovata attraverso fasi di espirazione ed inspirazione tre volte più efficaci che in stato di riposo. Le alterazioni del ritmo respiratorio intervengono sull’ossigenazione del sangue e sull’espulsione di anidride carbonica provocando un rilassamento muscolare delle fibre lisce dei bronchi per azione del sistema parasimpatico dando benefici in particolare a chi soffre di bronchite, di asma, ed a coloro che soffrono di enfisema. Una ricerca condotta presso l’Unità di Riabilitazione Respiratoria Don Gnocchi di Pozzolatico (Firenze) conferma: “… la risata è una ginnastica per i polmoni“. Ridere è un ottimo esercizio muscolare che utilizza oltre sessanta muscoli: pellicciai, mimici, cervicali ecc. Quando si ride, una parte della muscolatura a livello toracico e degli arti superiori, si contrae e si rilassa alternativamente innescando una ginnastica addominale che migliora le funzioni del fegato e dell’intestino. Ridere equivale a dieci minuti di vogatore o a un buon jogging, come afferma anche un autorevolissimo scienziato americano il professor William Fry della Stanford University : “la risata è un perfetto esercizio aerobico”. Una risata provoca una ginnastica addominale che muove in profondità l’apparato digestivo, combattendo la stitichezza. Ridere possiede una funzione depurativa dell’organismo, alcalinizza notevolmente cellule e tessuti, permettendo così un miglioramento delle funzioni intestinali ed epatiche.
Ridere per migliorare l’autostima e le relazioni interpersonali
Ridere dona un senso di benessere e di leggerezza, sviluppa la personalità e la maggiore consapevolezza di sé aumentando la propensione alla leadership e provocando un miglioramento della capacità di lavorare in team con un incremento della creatività. Ha effetto di ringiovanimento e di maggior durata della vita; come dimostrato dai ricercatori finlandesi del National Public Health Institute, esiste una stretta relazione tra durata della vita ed il pensiero positivamente orientato. Ridere cambia l’atteggiamento mentale, in ciò trova le sue basi la Gelotologia ma anche la medicina psicosomatica e l’immunologia neuro-psichica. A volte viene affermato che la qualità della risata naturale, rispetto a quella indotta, sia diversa. È una affermazione superficiale: la qualità della risata è la medesima in entrambi i casi, e l’unica differenza può consistere nel grado di intensità. Secondo gli studi condotti dalla psicoterapeuta Annette Goodheart, la risata indotta artificialmente viene interpretata dal corpo come reale, stimolando la produzione di molecole della felicità, che vanno a raggiungere i trilioni di cellule dell’organismo, stabilizzando il sistema ormonale e rafforzando quello immunitario. Due psicologi della Università della California, Paul Ekman e Robert Levenson, sono arrivati alla conclusione che il detto Put on a happy face (Indossa una faccia felice) può portare a dei risultati straordinari. La loro ricerca ha dimostrato che le espressioni facciali non sono soltanto un effetto degli stati emozionali, ma possono esserne anche la causa. Ekman e Levenson hanno dimostrato che il movimento crea l’emozione e che l’emozione crea il movimento. Quando ci si comporta come una persona felice, a lungo andare, ci si sente felici. Singolarmente non è facile comportarsi come una persona felice, mentre in gruppo questo diventa più naturale. È quello che succede esattamente nei Clubdellarisata. Ci si comporta come se fossimo felici fino a quando la chimica del nostro organismo ci rende felici. Il dott. Dale Anderson (Minnesota, USA) ha potuto verificare questa teoria visitando i Clubdellarisata ed in seguito ha coniato il motto, utilizzato nei clubs: “FAI FINTA, FAI FINTA…FINO A QUANDO NON È REALE”. Il libro di Norman Cousins (NORMAN COUSINS, op. cit.) spiega la proprietà taumaturgica delle risate, ed il dott. Paul Ekman è dell’opinione che, attualmente, non siamo ancora in grado di stabilire con esattezza dove sono situati e quanti sono i centri del piacere che vengono stimolati dal ridere, ma afferma che le ricerche hanno evidenziato una “autostrada” che porta alla generazione di queste emozioni. Il dott. Ekman ha identificato 18 tipi di sorrisi, ognuno dei quali viene attivato da gruppi di muscoli differenti. Inoltre, ha scoperto che un sorriso annoiato, un sorriso cinico o un sorriso basato sulle umiliazioni subite da altri, non migliorano l’umore. C’è soltanto un sorriso che attiva il centro della felicità nel cervello ed è il “Sorriso Duchenne”, così chiamato dal nome del neurologo francese Guillaume Benjamin Amand Duchenne (1806-1875) che per anni ha studiato i muscoli facciali coinvolti nel sorriso. In base agli studi compiuti, ha dimostrato che quando le labbra si inarcano leggermente in su e si formano delle borse sotto gli occhi, si registra una maggiore attività nella regione corticale della parte sinistra anteriore del cervello, area in cui si trovano i centri delle emozioni felici. In sintesi, ha dimostrato che anche un sorriso indotto può stimolare questi centri, attivando la felicità! Di rilievo anche il lavoro del dott. Dale Anderson, medico americano che partecipa al progetto ACT NOW in Minnesota. Il dott. Dale propone, nei suoi workshop, un esercizio molto interessante dove viene chiesto ad ogni partecipante di tenere una penna tra i denti e scrivere un paio di parole su di un foglio. Dato che l’espressione facciale che si struttura nel tenere la penna tra i denti somiglia ad un sorriso, vengono prodotte delle “risposte chimiche” nel cervello, collegate ai centri della felicità, che creano una sensazione positiva. Mentre, quando lo stesso esercizio viene effettuato tenendo la penna tra le labbra e l’espressione del viso strutturata somiglia ad una espressione triste, la persona inizia a deprimersi. Ridere è una tecnica “antistress” ed aiuta a sollevarsi dall’ansia e dalla tensione, i fattori che maggiormente predispongono alla malattia.
Letizia Espanoli
Centro Studi Perusini Alzheimer
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