11/10/2011 10:19

Ausili assorbenti e libertà di scelta in farmacia: una partnership virtuosa tra pubblico e privato

Nell’acquisizione dei prodotti e servizi necessari a soddisfare le necessità assistenziali della popolazione, in presenza di una domanda variegata, rapidamente mutevole e difficilmente segmentabile, può essere utile considerare situazioni distributive aperte a più fornitori alternativi che, messi in concorrenza tra loro dalla libertà di scelta dell’utenza, si trovano a dover competere all’interno di un mmercato chiaramente regolato e nei limiti di una spesa pubblica prefissata e controllata.


Partendo da questi presupposti, il contributo restituisce l’esperienza nata dalla partnership tra la ASL della Vallecamonica-Sebino e l’Associazione dei Titolari di Farmacia (Federfarma Brescia) che hanno attivato un modello innovativo e sperimentale per la fornitura di ausili assorbenti alla popolazione residente


Una domanda difficilmente segmentabile: i dispositivi medici ad uso ripetuto e gradimento altamente soggettivo
Il procurement e la distribuzione al territorio dei dispositivi medici ad uso ripetuto, con preciso riferimento agli ausili assorbenti per pazienti affetti da incontinenza urinaria e fecale, presentano una serie di difficoltà peculiari le cui radici sono intrinseche alla natura stessa della domanda e dell’offerta che animano i relativi mercati di riferimento. Questi dispositivi, infatti, sono presenti sul mercato in moltissime tipologie, livelli di assorbenza, taglie fisiche e varianti, classificabili soltanto in macro-categorie di natura generalista (es: “pannoloni a mutandina”, “pannoloni sagomati”, “assorbenti a pullup”, “assorbenti a cintura”, ecc.), al punto da essere difficilmente valutabili a priori in termini di qualità e performance, ovvero in modo asettico rispetto alle aspettative ed alle esigenze del singolo paziente. Questa complessità dipende dell’elevato livello di soggettività che entra in gioco nel giudizio di adeguatezza al bisogno da parte dell’utilizzatore finale; si tratta infatti di un prodotto che viene indossato e che deve necessariamente adattarsi alle esigenze ed alle preferenze intime e personali del singolo nutente, e dunque fortemente soggettive e variabili. Il medesimo dispositivo può essere preferito da un npaziente in quanto considerato estremamente valido, e incontrare parallelamente un giudizio di inadeguatezza da parte di un altro utente, ancorché in presenza di quadri clinici altamente sovrapponibili. Addirittura, uno stesso ausilio può risultare più o meno idoneo per il singolo paziente in ragione delle diverse fasi evolutive della propria patologia. Il fatto stesso che negli anni il mercato di riferimento abbia favorito lo sviluppo e la coesistenza di molte tipologie e varianti per ciascuna macro-categoria di ausili assorbenti, testimonia l’esistenza di una domanda molto diversificata e mutevole e quindidifficilmente segmentabile in modo standardizzato. Un altro aspetto fondamentale da tenere in considerazione concerne i volumi di consumo giornalieri. In altri termini, trattandosi di ausili ad utilizzo ripetuto, il paziente necessita di più “pezzi” nell’arco delle 24 ore, al punto che per ottenere la risposta più efficace alle proprie necessità, molto spesso si avvale di una combinazione di tipi e varianti diverse, talvolta di produttori differenti. A fronte di questo contesto, valutare a priori in una procedura di gara su larga scala gli aspetti qualitativi degli ausili assorbenti al fine di selezionare un fornitore unico, può comportare seri rischi di ninsuccesso per ciò che concerne la capacità di rispondere ncon appropriatezza alle esigenze dell’utenza da servire. Ciò nonostante, la scelta e l’acquisto di questi prodotti da parte dei diversi attori del Sistema Sanitario Regionale (SSR), in particolare ASL o loro aggregazioni, è normalmente effettuata tramite procedure di gara d’appalto volte ad identificare un solo fornitore che, attraverso una gamma di prodotti più o meno allargata, risulti in grado di offrire una risposta alle esigenze dell’utenza servita secondo le specifiche tecniche evidenziate dalla stazione appaltante in sede di gara. Anche quando le procedure di gara, pur nel rispetto delle esigenze di contenimento della spesa pubblica, sono formulate per tenere in dovuta considerazione gli elementi qualitativi dei prodotti e dei servizi correlati offerti dai produttori concorrenti, risulta molto difficile garantire mla piena e totale soddisfazione delle esigenze individuali di tutta l’utenza servita. Non stupisce, dunque, che anche in presenza di procedure d’acquisto progettate ed eseguite con la chiara volontà di rispondere in modo adeguato alle esigenze dell’utenza, la scelta del fornitore unico, per lo meno in mercati come quello descritto, possa comunque determinare un livello medio di soddisfazione dell’utenza non particolarmente elevato. A parità presunta di caratteristiche tecnico-qualitative dell’offerta, un ulteriore e non secondario limite delle gare d’appalto è quello di spingere i concorrenti al massimo ribasso. In sostanza, in un contesto
dove la qualità risulta difficilmente oggettivabile e misurabile, la dimensione del prezzo tende spesso a diventare l’unico reale fattore di competizione, senza che ciò garantisca necessariamente unrisparmio di risorse pubbliche nel medio periodo. Infatti, per i dispositivi ad utilizzo ripetuto, le lacune qualitative dei prodotti acquistati possono generare un aumento dei consumi e quindi degli sprechi.


L'articolo di Ivanna Lascioli, Silvia Gari, Gabriele Guardigli, Giuseppe Garatti e Clara Mottinelli prosegue nel pdf allegato: continua la lettura e iscriviti al Forum!



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