Casa amica notte e giorno: la sperimentazione di un sistema di domiciliarità in Provincia di Torino
Una sperimentazione di servizi a supporto della domiciliarità per anziani non autosufficienti. Gli strumenti utilizzati, i risultati conseguiti, i problemi incontrati e le prospettive
La sperimentazione e la valutazione nei servizi sociali sono possibili: lo dimostra l’esperienza del progetto Casa Amica Notte e Giorno, realizzato, tra il 2005 ed il 2009, dal CIdiS – ente gestore delle funzioni socio-assistenziali del territorio di sei Comuni della prima cintura di Torino, avente una popolazione di 94.849 abitanti di cui gli anziani ultrasessantacinquenni sono 18.699. Il progetto è stato ideato dl CIdiS in collaborazione con lo Studio Come di Roma e finanziato dalla Compagnia di San Paolo di Torino e dal Consorzio medesimo. È stato sperimentato un sistema domiciliarità in favore di anziani con ridotte autonomie. Il progetto è stato concepito come un insieme di azioni interconnesse e complementari, al fine di promuovere e sostenere la domiciliarità. L’idea era quella di sperimentare un’innovativa modalità di erogazione dei servizi con uno svilup- Una sperimentazione di servizi a supporto della domiciliarità per anziani non autosufficienti. Gli strumenti utilizzati, i risultati conseguiti,
i problemi incontrati e le prospettive po di interventi nell’ambito della “cura” e del sostegno a “chi si prende cura”, siano essi familiari o personale di assistenza. Si volevano fornire offerte più variegate e maggiormente idonee per i differenziati bisogni delle famiglie che intendono mantenere nella propria casa i congiunti anziani. L’articolo presenta il modello e i principali risultati della valutazione compiuta mentre sul sito
della rivista Welfare Oggi si trova, tra l’altro, la presentazione del percorso valutativo compiuto e degli strumenti utilizzati.
Il modello sperimentato
Il modello sperimentato si basa sull’utilizzo coordinato di una varietà di strumenti (tabella 1, vedi pdf). Vediamoli.
1. Lo Sportello
Collegato con i servizi della rete, rivolto agli anziani, ai loro familiari ed alle assistenti familiari. I cittadini possono rivolgersi allo
sportello per richiedere l’elenco delle lavoratrici o il registro delle organizzazioni; viene fornita una presentazione guidata di questi elenchi, allo scopo di facilitarne la consultazione e la scelta, che i cittadini effettuano liberamente. Lo sportello ha, inoltre, la funzione di fornire informazioni sulle risorse e sui diritti relativi all’assistenza delle persone anziane, di orientare alla scelta dei servizi e di effettuare, quando necessario, segnalazioni ai servizi sociali. Alle assistenti familiari è dato appoggio per le pratiche burocratiche e per la definizione di un rapporto di lavoro regolare. Lo sportello, poi, cura e gestisce l’elenco delle assistenti familiari. Svolge, inoltre, una funzione di osservatorio, registrando gli accessi e la natura dei servizi richiesti. Alle persone che si rivolgono allo sportello è garantita la massima informazione sui servizi offerti. Solo in tal modo si favorisce e si garantisce la libertà di scelta. Questa esperienza ha di fatto anticipato la realizzazione dello Sportello Unico Socio Sanitario, porta unica di accesso ai servizi in favore della non autosufficienza, e ne ha facilitato l’avvio, pur continuando a svolgere e mantenere una sua specificità riguardo alla gestione dell’elenco delle assistenti familiari. Parte della metodologia di lavoro sperimentata è diventata patrimonio dello Sportello Unico Socio Sanitario.
2. L’Elenco delle lavoratrici
Consiste in un registro delle assistenti familiari, aventi i requisiti previsti, indicante caratteristiche e disponibilità al lavoro di cura (esperienze e referenze lavorative, formazione, disponibilità al lavoro residenziale, notturno, diurno, part time, ecc.). Tale elenco è consultabile sia dai beneficiari dei buoni sociali (vedi sotto) sia da coloro i quali ricerchino personale di assistenza. Nell’elenco sono indicati dati anagrafici, qualifiche, esperienze professionali, referenze, disponibilità (diurna, notturna, residenziale, ecc.) delle assistenti familiari.
3. Il Buono sociale
Finalizzato alla fruizione di servizi continuativi o di sollievo, prevede la concessione di buoni, spendibili per ottenere servizi di sollievo presso le organizzazioni. In caso di beneficiari che hanno stipulato un regolare contratto di lavoro per assistenza continuativa con un’assistente familiare è previsto il rimborso di parte delle spese, sostenutee dimostrate. Il buono sociale è stato sperimentato per circa quindici mesi ed è stato erogato a eguito di bando e di stesura di una graduatoria, definita prendendo in considerazione una serie di elementi (situazione economico
patrimoniale, valutazione di non autosufficienza/ invalidità civile, presenza di coppia di anziani con ridotte autonomie). I criteri utilizzati per l’erogazione prevedevano un valore massimo di 7.000,00 euro per dodici mesi per i beneficiari con ISEE pari a 8.000,00 euro ed importi percentualmente inferiori per gli anziani con ISEE superiore.
Il Registro delle organizzazioni
Un elenco di agenzie disponibili a fornire servizi e prestazioni mediante i buoni. Le famiglie possono consultare il c.d. catalogo che
riporta una breve presentazione di ogni organizzazione, i servizi offerti, i tempi di fornitura, i costi delle prestazioni. Il registro è messo a disposizione degli anziani interessati all’acquisto dei servizi, diretto o mediante buoni, affinché potessero individuare l’agenzia maggiormente idonea a rispondere ai loro bisogni.
Il Tutoraggio
Svolto a domicilio, rivolto all’anziano, alla lavoratrice e al familiare, ha la finalità di condividere responsabilità, integrare aspetti carenti, migliorare la qualità professionale della cura. Consiste in un servizio svolto da un OSS esperto che affianca l’assistente familiare sia nel momento del suo ingresso in famiglia, sia nelle situazioni di emergenza o criticità. In particolare il tutor aiuta l’assistente familiare a meglio programmare, organizzare e gestire l’attività assistenziale, ponendo attenzione sia agli aspetti tecnico-professionali sia a quelli relazionali. Le attività previste dal tutoraggio sono: accompagnamento e addestramento dell’assistente familiare, supporto alle famiglie, mediazione dei conflitti, promozione della formazione e della gestione di gruppi di assistenti familiari, facilitazione nell’uso delle risorse, supporto in momenti di criticità e altre. Tutti gli strumenti del progetto, tranne il tutoraggio, sono stati sottoposti a valutazione.
L'articolo di Maria Luisa Occhetti prosegue nel pdf allegato: continua la lettura!
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