Distretto, disuguaglianze e non autosufficienza: ci pensa Agenas
L'agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali presenta, al Forum di Bari, un workshop dedicato ai Distretti sanitari intesi come soluzione unica, a livello organizzativo, per controbattere la crisi attuale. Aumenta infatti l'età media e diminuiscono le possibilità di assistenza delle famiglie: serve coordinazione e presa di coscienza per farsi carico in modo coordinato, unitario e continuativo delle necessità sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali dei cittadini
Più vecchi e meno assistiti: un rischio concreto
Il 3° Rapporto promosso dall’Irccs-Inrca per il Network nazionale per l’invecchiamento ricorda come, secondo le proiezioni dell’Istat, la popolazione ultraottantenne in Italia, quella presso cui si concentra il maggior fabbisogno assistenziale, passerà dagli attuali 2,9 a ben 7,7 milioni nel 2030, con un numero di persone non autosufficienti pari a 3,5 milioni contro gli attuali 2 milioni. Come noto, oltre questa età cresce enormemente la prevalenza ed incidenza di perdita dell’autonomia. A fronte di questa richiesta di assistenza sempre maggiore, siamo di fronte all’ormai progressivo indebolimento delle strutture familiari che ancora oggi, più del sistema pubblico, si stanno occupando degli anziani non autosufficienti. Le statistiche sulla povertà in Italia, inoltre, confermano ogni anno la sostanziale stabilità del fenomeno di cui la non autosufficienza è uno dei fattori aggravanti. Né si può ignorare il nuovo scenario che si andrà a configurare con le nuove età di pensionamento (soprattutto delle donne, tradizionalmente perno dell’assistenza informale). Occorre programmare con lungimiranza come mantenere un sistema di protezione individuale e sociale adeguato, in cui siano salvaguardate le caratteristiche fondanti di universalità.
Integrazione e federalismo: l'importanza vitale del Distretto
La solidarietà e l’equità nell’accesso alle cure, la partecipazione dei cittadini e la centralità dei bisogni delle popolazioni, l’integrazione delle aree di assistenza ed infine la continuità assistenziale, mediante una visione complessiva ed indirizzo delle persone nelle adeguate sedi di cura-trattamento, sono i punti chiave per affrontare il tema della non autosufficienza, in linea del resto con i contenuti della Dichiarazione di Alma-Ata, confermati e ripresi, di recente, da altri documenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (tra cui la carta di Tallinn del 2008 e il report “Primary Health Care – Now More Than Ever” di Almaty, 2008). L’assistenza agli anziani non autosufficienti può essere adeguata ed appropriata solamente se per principio rispettosa della dignità e libertà dell’individuo. Vanno costruite reti a baricentro territoriale, con esplicito mandato di governo ad un’organizzazione unitaria, che oggi appare poter essere preferibilmente il Distretto. In Italia, la legge istitutiva del Servizio sanitario nazionale assegna al Distretto la funzione di realizzare servizi di prossimità, di rappresentare la comunità locale, conoscerne i bisogni e di garantire “l’erogazione dei servizi di primo livello e di pronto intervento”. Dal punto di vista della legislazione nazionale, il Distretto sanitario ha vissuto un’evoluzione sostanziale dal 1978 al 1999 diventando una struttura operativa della Azienda Sanitaria Locale deputata a contribuire alla garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) riferibili al sistema della primary health care. L’integrazione sanitaria e sociosanitaria è una delle sue finalità caratterizzanti, che si traduce principalmente nella proposizione, attuazione e verifica del processo organizzativo di presa in carico istituzionale e nella realizzazione della continuità assistenziale, specialmente per persone con bisogni di cure ed assistenza long term, per situazione quasi sempre di elevata complessità. Lo sviluppo verso il federalismo sanitario, che trasferisce dallo Stato alle Regioni ed Autonomie locali poteri di programmazione ed organizzazione dei servizi sanitari ed una maggiore responsabilità nel reperimento autonomo delle risorse per la sanità, ha fatto sì che anche per il Distretto si attuino diversi modelli organizzativi nelle differenti realtà regionali nei contesti differenti. Tuttavia, pur nelle diverse interpretazioni e declinazioni regionali o locali, il Distretto appare essere la prima organizzazione candidata ad esercitare un ruolo chiave nel progresso dei sistemi di long term care per la non autosufficienza.
Coordinazione e condivisione
In considerazione dell’attuale andamento demografico, del contesto economico-finanziario del servizio sanitario e dei servizi sociali, il tema della non autosufficienza si colloca al primo posto tra quelli che nel breve e medio periodo devono essere affrontati per trovare nuovi equilibri tra offerta e domanda, tra costi e benefici. Le scelte di politica sanitaria, incentrate sulle valutazioni di appropriatezza nell’utilizzo delle risorse con riguardo al setting ambulatoriale, dei ricoveri ospedalieri e delle prescrizioni farmaceutiche con lo scopo di ottimizzare la spesa nel rispetto dei LEA, impongono al territorio di caratterizzarsi come nuovo soggetto attivo in grado di intercettare il bisogno sanitario e di farsi carico in modo coordinato, unitario e continuativo delle necessità sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali dei cittadini. Il workshop porrà in luce gli elementi della attuale crisi finanziaria e di crisi del welfare, con particolare riguardo alla riduzione della spesa sociale e ad altri fattori che rischiano di colpire le persone non autosufficienti e le famiglie. Sarà l’occasione per discutere e approfondire il tema delle risorse e dell’assistenza territoriale, partendo dalle priorità assegnate dalla programmazione sanitaria nazionale e regionale al fine di migliorare, uniformare e rendere più appropriati i LEA collegati alla condizione di non autosufficienza, e di avanzare proposte in grado di attivare strategie strutturali al fine di governare le differenziazioni e ricondurle a un piano di equità sociale e territoriale rispondente ai bisogni di salute delle persone. Si terrà anche conto dei risultati dell’indagine condotta dall’Agenas nel 2010, in collaborazione con le Regioni e un gruppo di esperti, sullo stato di attuazione dei Distretti sanitari in Italia.
Destinatari
Operatori sanitari e sociosanitari del sistema dei servizi territoriali, responsabili e dirigenti dei servizi alla persona, esperti e studiosi del tema.
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