V edizione

Strumenti, idee e soluzioni
per l'innovazione sociale e il welfare di cura

Bologna, 20-21 novembre 2013

Centro Congressi Savoia Hotel

12/06/2012 12:17

Forum, ecco le prime anticipazioni!

14-15 novembre, Bologna: la figura essenziale dell'operatore sanitario, il delicato rapporto tra genitori e professionisti del socio-sanitario, l'accettazione del dolore e della sofferenza, gli impatti medici e legali della contenzione, tutt'ora praticata nonostante violi la Costituzione

La Bottega del Possibile
L’OSS (Operatore socio sanitario) è figura essenziale nel Sistema Domiciliarità. È un operatore di base e non di basso livello, impegnato nel lavoro di cura a domicilio, nei Centri diurni, nelle strutture residenziali, in ospedale. Deve operare in modo integrato, attraverso un lavoro di squadra, con gli assistenti familiari, gli infermieri, i terapisti della riabilitazione, i medici di famiglia per poter, insieme anche alla famiglia, aiutare le persone più fragili. Ha bisogno di muoversi in un contesto organizzativo di qualità per star bene e far star bene le persone seguite nella relazione d’aiuto. Nel progetto sociale, culturale e politico dell’Associazione “La Bottega del Possibile”, l’OSS ha una parte importante, richiamata nel suo Statuto, in cui ci si impegna a dedicare a tale operatore “un’attenzione privilegiata”. L’operatore OSS costituisce un “pilastro portante” nella presa in carico della persona nel quadro del lavoro di cura e della rete dei servizi.


Università degli Studi di Bologna
La questione della relazione tra genitori e professionisti (medici, psichiatri, terapisti, educatori, operatori sociali) nella presa in carico e nella costruzione del progetto di vita della persona disabile. Verrà affrontata la questione della famiglia come risorsa e anche quella delle competenze genitoriali che troppo spesso vengono poco ascoltate e misconosciute dal sistema esperto. I genitori non più come oggetto di assistenza o origine di problemi ma come fonte di conoscenze e produttori di sapere.


Marta Roncaglia e Roberto Biancat
Daranno attraverso approcci teorici e operativi agli operatori ad accettare ed accogliere il dolore e la sofferenza come elementi intrinseci ed imprescindibili nella vita umana; approfondire il concetto di morte nella nostra società; offrire strumenti di gestione del contatto con persone sofferenti e/o con morenti; introdurre concetti utili quali speranza e ricerca di senso nella cura dell’uomo nella sua complessità.


Azienda Servizi Sanitari n.1 Triestina e Ipasvi Milano
La contenzione viola diritti sanciti dalla Costituzione, ma è tuttora praticata nonostante ci sia anche un’ampia letteratura internazionale ad evidenziare che è disabilitante e coincide sempre con un aumento delle infezioni e delle lesioni da decubito. Si associa anche ad un aumento della traumatologia indotta dal tentativo della persona oggetto della contenzione di liberarsi. La contenzione si intreccia con pratiche assistenziali che costituiscono un retaggio della cultura prestazionale, centrata sull’organo e sulla patologia e non già sulla persona. Eliminare la contenzione è battaglia di buon senso contro il non senso.


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