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Bondi e Balduzzi uniti per risparmiare fino a 4 miliardi all'anno soprattutto intervenendo sul settore acquisti di beni e servizi da parte delle aziende sanitarie
Comincia a prendere corpo, la parte 'socio-sanitaria' della spending review voluta da Enrico Bondi e Renato Balduzzi: il prossimo 2 luglio infatti il Consiglio dei Ministri dovrebbe varare un unico provvedimento nel quale confluirebbero sia i tagli suggeriti dal commissario alla spending review, sia i provvedimenti messi a punto dal ministro della Salute. All'ordine del giorno, e del risparmio, ci sono soprattutto revisione della filiera del farmaco, responsabilità professionale dei medici e regime intramoenia. Prima, però, si parlerà del riordino dell'Istituto Superiore della Sanità, Agenas e Croce Rossa.
Trentaquattro miliardi di euro, la spesa stimata da Bondi e riferita all'aquisto di beni e servizi da parte delle Asl. L'obiettivo è quindi ridurre gli sprechi ed efficientare al meglio la spesa pubblica, anche se l'effetto concreto nell'immediato sarà un risparmio strutturale sulla spesa sanitaria che, secondo gli esperti, potrebbe arrivare a 4 miliardi all'anno. Ai quali si aggiungerebbero i risparmi previsti dal piano Bondi applicato agli acquisti di beni e servizi delle altre amministrazioni pubbliche. Tra le altre misure attese in Consiglio dei ministri per la Sanità ci sarebbe anche la proroga del regime intramoenia per i medici, l'aumento della quota della spesa farmaceutica ospedaliera dal 2,4 al 3,6% della spesa complessiva per i farmaci, con la contestuale riduzione del tetto alla spesa territoriale (attraverso le farmacie) dal 13,3 al 12,1% del totale. Col nuovo meccanismo per la compartecipazione delle imprese al ripiano degli eventuali sforamenti.
Non si è comunque fatta attendere la reazione del segretario di Cgil Susanna Camusso, contraria alle sforbiciate sul settore pubblico e in particolare sulla sanità. "Sono interventi inaccettabili, tagli lineari alla sanità sarebbero insopportabili. Già ora non ce la si fa a garantire le prestazioni essenziali". Stop anche sul lavoro pubblico, per il quale "già molte manovre sono intervenute".
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