II edizione

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Bari, 5-6 Giugno 2013

Hotel Parco dei Principi

03/07/2012 11:43

Dieci domande sull'assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia

Network Non Autosufficienza (NNA), giugno 2012: la politica dimentica troppo spesso gli anziani non autosufficienti, ma è giunta l'orda di parlarne cercando di ottimizzare servizi alla persona e assistenza con un progetto ad ampio respiro, sempre tenendo presenti costi e competenze territoriali

Perchè la politica dimentica gli anziani non autosufficienti?
Non certo per i numeri. Gli ultra-ottantenni, i principali utenti dell’assistenza, sono – da tempo – in costante crescita: da 1.8 milioni nel 1990 (3% della popolazione) a 3.5 milioni nel 2010 (6%) e agli attesi 4.5 milioni del 2020 (7,5%) (tab. 1, vedi pdf allegato). La politica non ne parla perché asseconda un sentimento di rimozione collettiva, che riguarda tutti coloro i quali non siano - in qualche modo – coinvolti nella realtà degli anziani non autosufficienti. La ragione è semplice: nessuno di noi ama pensare che potrebbe esserne, un giorno, toccato né immaginarsi – ad esempio – come un 85enne con l’Alzheimer. La politica non ne parla, nondimeno, perché nel nostro paese i Governi hanno tradizionalmente una ridotta capacità di decidere in autonomia e sono assai soggetti all’influenza di lobbies e corporazioni di vario genere. Non esistono, però, incisivi gruppi di pressione a favore degli anziani non autosufficienti.


Perché oggi bisogna parlarne?
Perché il Governo Monti si trova davanti a un bivio, poco visibile ma cruciale. Deve decidere se lasciare che il sistema pubblico di assistenza agli anziani non autosufficienti inizi il proprio declino - di cui già si vedono i primi segni – o se porre le basi per il suo consolidamento. Scegliere la seconda possibilità vorrebbe dire dar vita a un Patto per le persone autosufficienti insieme a Regioni e Comuni. Un Patto che definisca una visione strategica di questo cruciale ambito del welfare nel medio periodo (cinque anni) e che preveda alcune azioni per cominciare a tradurla in pratica. Nell’altro documento reso disponibile presentiamo una proposta concreta che va in questa direzione.


Cos’è l’assistenza agli anziani non autosufficienti?
L’assistenza alle persone anziane non autosufficienti (long-term care) comprende la varietà di servizi e interventi - sociali e sanitari - forniti con continuità a persone anziane che hanno bisogno di assistenza costante a causa di disabilità fisica o psichica. I principali interventi a (almeno parziale) finanziamento pubblico sono i servizi territoriali (servizi domiciliari e centri diurni), le strutture residenziali e l’indennità di accompagnamento. I principali interventi privati sono l’assistenza fornita direttamente dalle famiglie e il ricorso alle badanti. Ai fini statistici vengono definite anziane le persone con almeno 65 anni ma la maggior parte degli utenti dell’assistenza continuativa ne ha almeno 80 (tab. 2, vedi pdf allegato).


Perché fate riferimento al Governo nazionale, se i servizi per gli anziani competono a Regioni e Comuni?
Perché lo Stato può svolgere un ruolo decisivo per la promozione dell’assistenza agli anziani, attraverso una riforma nazionale che metta il welfare locale in condizione di operare adeguatamente. Riforme di questo tipo, negli ultimi 20 anni, sono state compiute in gran parte dei paesi europei (a partire da Francia e Germania, sino allo Spagna). Tutte hanno condiviso i medesimi ingredienti:
- la definizione di alcuni standard (quantitativi e, a volte, qualitativi) validi per l’intera nazione;
- lo sviluppo dei servizi alla persona, a lato dei trasferimenti monetari;
- il maggior coinvolgimento finanziario dello Stato, in forma di co-finanziamento;
- il ruolo di cabina di regia svolto dallo Stato (monitoraggio, accompagnamento dei territori, verifica).

In Italia l’ipotesi di una riforma è stata discussa durante gran parte della Seconda Repubblica (in particolare tra il 1997 e il 2008) senza mai venire realizzata. Tra i paesi dell’Europa centro-meridionale, quelli più simili al nostro, solo due non hanno introdotto una riforma nazionale: Italia e Grecia (tab. 3, vedi pdf allegato).


Perché le recenti scelte dello Stato in materia di finanza pubblica hanno penalizzato particolarmente i servizi per gli anziani non autosufficienti?
La responsabilità di questi servizi è suddivisa tra le politiche sociali (Ministero del Welfare) e la sanità. Il precedente Esecutivo ha ridotto del 92% i fondi dello Stato dedicati alle politiche sociali, delle quali gli anziani costituiscono il più ampio gruppo di utenti. I finanziamenti sono in discesa da 2.526 milioni di Euro annui (2008) a 200 (2013) (tab. 4, vedi pdf allegato). Tra le diverse linee di finanziamento per il sociale ne esisteva una interamente dedicata alla non autosufficienza (il fondo nazionale per la non autosufficienza, 400 milioni nel 2010), che non esiste più (tab. 5, vedi pdf allegato). Per quanto riguarda la salute, invece, la preoccupazione per le scelte nazionali riguarda il futuro prossimo venturo. L’atto fondamentale dello Stato per determinare finanziamenti e interventi in sanità è il Patto per la Salute, che ha valore triennale. Il Patto per la Salute 2013-2015 deve essere approvato in autunno: la bozza esistente non contiene obiettivi a favore della non autosufficienza.


L'articolo-inchiesta, corredato dalle tabelle informative, prosegue nel pdf allegato: completa la lettura!


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