VIII edizione

Forum della non autosufficienza (e dell'autonomia possibile)
Strumenti, idee e soluzioni per l'innovazione sociale e il welfare di cura

Bologna, 16-17 Novembre 2016

Centro Congressi Savoia Hotel

27/11/2012 12:40

Felicità, terapie, economicità: l'attività di cura e i beni relazionali

Valori economici non evidenti e valori non economici nelle attività di cura: l'aspetto relazionale prende il sopravvento e moltiplica la ricchezza percepita. Parola di Benedetto Gui

Persone, felicità, finanze. Tutto collegato? In un certo modo si, visto che dal Forum di Bologna è emerso, in maniera evidente, quanto il benessere del singolo individuo sia legato a doppia mandata con la capacità di un servizio di migliorare la vita del paziente/anziano/non autosufficiente a livello di legami, rapporti, interazioni. I soldi (spesi per migliorare tecnologie di cura e terapie farmacologico-mediche), quindi, non fanno la felicità? Da soli assolutamente no. Ma perché nell'attività di cura la relazione tra le persone e la loro felicità possono avere anche un valore economico? Dove sta, questo valore?


"Il grande messaggio della letteratura tra economia e felicità - è l'incipit del professor Benedetto Gui, Ordinario di Economia Politica dell'Università di Padova - è che i valori economici tipicamente danno un contributo molto piccolo alla felicità che invece molto più è legata ai fenomeni della sfera relazionale. Se uno quindi entra in attività produttive in generale si riscopre la rilevanza del contesto organizzativo e l'importanza delle relazioni tra colleghi, utenti e altri, il tutto è chiaramente accentuato nelle attività di cura dove ciò che porta benessere all'utente non è solo l'aspetto terapaeutico e assistenziale ma tutte le dimensioni delle relazioni, quei cosidetti beni relazionali che si creano tra utente e operatore nel contesto sociale dell'attività di cura".





L'aspetto relazionale, quindi, è preponderante. Ma questa non è una novità. La vera rivoluzione sta nelle quantificazioni economiche del valore che possono avere delle relazioni di qualità. "Calcolando con metodi statistici un paniere interessante e numeroso di risposte di persone intervistate, sono uscite delle cifre che sono un multiplo del reddito annuale di una persona. Cioè: vivere in un contesto di benessere organizzativo, in termine di benessere, moltiplica la sensazione di ricchezza". I soldi non fanno la felicità, ma la felicità - data dalle relazioni - ci fa quindi sentire molto più ricchi. E, in un momento così, il rapporto assume rilevanze clamorosamente importanti.


Matteo Peppucci


Articolo letto 1621 volte

Torna indietro Vai all'archivio

Anteprima workshop 2016

Leggi il programma

Iscriviti alla newsletter

I Partner di ForumN.A. 2015

Scarica scheda workshop

In collaborazione con le riviste