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Alimentarsi è un bisogno primario, ma le esigenze dei consumatori, in particolare di soggetti fragili, richiede una attenzione ancora maggiore, che contempla molteplici figure/azioni, che tra loro devono essere coordinate e debbono coordinarsi in continuo.

Quando si intende parlare di servizio di ristorazione, occorre partire da lontano: cioè come si intende l’organizzazione e il centro di cottura, in funzione del risultato finale che si vuole ottenere, e soprattutto cosa si intende per programmazione.

L’analisi delle attrezzature, dei locali, dell’organizzazione del personale, della tipologia di servizio che si vuole erogare, delle modalità esecutive, della tipologia di utente finale, delle materie prime che si intendono utilizzare, portano anche a scelte di tipo economico molto diverse a seconda dell’obiettivo prefissato.

Occorre anche prevedere un obiettivo a lungo termine, al fine di poter programmare tutta l’attività che deve essere in grado di proseguire, a prescindere dalla mancanza di uno degli elementi succitati. Questo in un’ottica di programmazione che può essere prevista anche all’interno di un capitolato appositamente predisposto.

Questo, per arrivare a soddisfare le diverse esigenze che contraddistinguono i vari residenti dei centri di servizio alla persona: persone autosufficienti o cognitivamente integre, persone con disfagia lieve o grave, persone che abbisognano di diete personalizzate. Sempre, comunque, per dare, non solo il necessario apporto nutritivo, ma garantire anche la soddisfazione del gusto, che, molte volte, è l’unico piacere che ancora può essere soddisfatto e che può dare un senso alla quotidianità.

Pertanto essere protagonisti come operatori per cogliere le esigenze dei vari utenti e con gli stessi sapersi rapportare, ed essere dalla parte degli utenti per poter essere corrisposti nelle relative aspettative.