0541/628840 fax 0541/628768
convegni@maggioli.it

Il T.A.R. Lombardia, con la Sentenza 23.03.2017 n. 703, ha condannato un Comune per non aver fornito risposta all’istanza di richiesta di progetto individuale per persona disabile ai sensi dell’art. 14 della l. n. 328/2000.

L’accusa di inerzia mossa al Comune, che non ha dato alcuna risposta entro i 30 giorni stabiliti dalla legge, verrebbe meno soltanto di fronte ad un provvedimento espresso di approvazione del citato progetto. A nulla valgono invece gli incontri intrattenuti con gli interessati, riferiti dalla difesa dell’Ente Locale.

La richiesta di progetto è una cosa seria a cui bisogna dare risposta entro i tempi previsti dalla legge (30 giorni dall’istanza). Nel caso in cui l’Azienda Sanitaria e il Comune interessati non riescano a ottemperare il rischio che corrono è quello di essere condannati al pagamento delle spese di causa e obbligati ad adottare il progetto per persona disabili entro i 30 giorni massimi previsti. Se anche quest’ulteriore obbligazione dovesse essere evasa, l’ente corre il concreto rischio di essere commissariato, come testimoniato da questo passo della Sentenza in esame:

“In caso d’inerzia del Comune e dell’Azienda Sanitaria, ossia della mancata predisposizione definitiva del piano, d’intesa tra le amministrazioni, si nomina sin da ora, come Commissario ad acta, ai sensi dell’articolo 117, comma 3°, del c.p.a. il Direttore regionale reddito autonomie di inclusione sociale della Regione Lombardia che provvederà, direttamente o tramite funzionario delegato, ad adottare il citato piano individuale per persona disabile, nei successivi 30 giorni”.