0541/628200 fax 0541/628768
convegni@maggioli.it

News

Stimolare le potenzialità cognitive residue e relazionali non completamente deteriorate, massimizza la capacità a mantenere un ruolo, un’autonomia e ad agevolare il miglior adattamento della persona affetta da demenza. Per farlo in aiuto vengono attività complementari di tipo non farmacologico di visione olistica, che nel settore, stanno acquisendo sempre più una validazione scientifica. Si tratta di attività che si caratterizzano per il coinvolgimento attivo della persona e si fondano sulla preliminare valutazione delle potenzialità residue su cui impostare l’intervento.

Di questo e molto altro se ne parlerà al workshop “L’Alzheimer che non ti aspetti … come liberare la memoria emozionale. Stato dell’arte delle terapie non farmacologiche e stimolazione sensoriale con gli idrolati”, mercoledì 27 novembre dalle ore 14,30-17,15, nell’ambito dell’undicesima edizione del Forum della Non Autosufficienza, organizzato dal Gruppo Maggioli.

Il workshop è organizzato dalla Fondazione E. Cerino Zegna residenza per anziani in Provincia di Biella riconosciuta nel settore per la sperimentazione di numerose attività di sostegno alla persona affetta da demenza e alla sua famiglia in sinergia con il “Centro Studi e Ricerche Innovative Elder Research Onlus San Paolo D’Argon” (IER) presieduto dal dott. Ivo Cilesi.

Di tipo seminariale e laboratoriale (massimo 30 persone divise in due gruppi), il workshop spazierà dagli approcci innovativi di cura nell’ambito delle terapie non farmacologiche a livello italiano ed europeo alla presentazione di progetti e strumenti di cura, sulla scorta de “Il Naso di Pinocchio”, gli Idrolati, la Doll Terapy.

Sono diversi i “canali” che possono essere utili per la stimolazione della memoria emozionale dei malati di demenza. Tra questi appunto, il canale olfattivo, che se opportunamente stimolato, agisce sul sistema nervoso centrale, entrando in contatto con il sistema limbico: così un odore può riportare ad un ricordo o rievocare relazioni dal particolare spessore o, ancora, creare stati di rilassamento. Da qui nasce l’idea della stimolazione sensoriale tramite utilizzo di acque aromatiche (gli Idrolati), che si ottengono con la distillazione in corrente di vapore. Alla loro sperimentazione ed approfondimento è dedicato un intero laboratorio del workshop.

Per citare altri tra i più interessanti canali per stimolare la memoria emozionale dei “pazienti”, si possono richiamare la Doll Terapy e il Treno Terapeutico. Il primo costituirà l’oggetto di un ulteriore laboratorio del workshop citato. L’attivatore delle potenzialità cognitive residue è in questo caso una bambola, una “Dollcreata ad hoc: ha gli occhi molto grandi, visto che l’individuo con Alzheimer tende a concentrarsi soprattutto su questa parte, ha una specifica posizione di gambe e braccia, è fatta con particolari materiali. La sua funzione è strategica perché riattiva in queste particolari individui il piacere dell’accudimento, della comunicazione, dell’affetto derivato dai rapporti interpersonali.

Il Treno Terapeutico si presenta invece come uno spazio, sempre strutturato ad hoc, un contenitore affettivo ed è strategico, così come lo è il viaggio ed è utile per l’attivazione di dinamiche relazionali e sociali, le quali possono stimolare emozioni, ricordi, contatti.

Ideatore della Terapia del Viaggio e del Treno Terapeutico, dei Protocolli riguardanti la Terapia della Bambola (solo per citarne alcuni) è Ivo Cilesi, docente in numerosi master accademici e presidente del citato Centro di Ricerca IE, tra i massimi esperti di terapie non farmacologiche.

Cilesi sottolinea l’importanza di questi percorsi non farmacologici che ritiene debbano “essere flessibili contenitori affettivi di cura”. Quattro per lui le caratteristiche fondamentali che devono avere questi percorsi creatività, flessibilità, organizzazione, condivisione: “perché, sottolinea lo stesso Cilesi – solo se esiste una stabile organizzazione nei percorsi di cura possono esserci flessibilità e creatività nell’ottica di una condivisione globale dei diversi gruppi di lavoro”.

Oltre ad Ivo Cilesi, anche Responsabile Terapie non Farmacologiche Centro Eccellenza Alzheimer Gazzaniga Fondazione Europea di Ricerca Biomedica FERB e  Supervisione Terapie Non Farmacologiche Gruppo Korian interverranno: Paola Brignoli, Direttore di The Care Group – Certificatore VDT, Sonia Osella, Psicologa Responsabile Settore Alzheimer Fondazione Cerino Zegna Impresa Sociale di Biella, Rosella Rasori, Naturopata, Nicoletta Bocca, Psicomotricista Fondazione Cerino Zegna Impresa Sociale di Biella

Il workshop riconosce 3 crediti ECM.

Per iscrizioni al workshop e visionare l’intero programma del Forum: clicca qui.

Barbara Riva

Il Forum della Non Autosufficienza spegne quest’anno 11 candeline. Si terrà dal 27 al 28 novembre, come di consueto, a Bologna presso il Centro Congressi Savoia Hotel.

L’evento punta a far emergere le esigenze di un paese sempre più anziano e quindi le grandi sfide che l’Italia si trova ad affrontare in termini di assistenza sanitaria e socio-assistenziale agli anziani non autosufficienti o parzialmente tali, senza trascurare le persone con disabilità e quelle in molteplici e varie situazioni di fragilità.

Numerosi gli stimoli che il Forum NA offrirà grazie ad un articolato programma fatto di sessioni plenarie e oltre 40 workshop.

Per quanto riguarda gli anziani, ad esempio, se ne contano oltre 2,5 milioni in Italia con limitazioni funzionali di qualche tipo (mobilità, autonomia, comunicazione, ecc.), che li rendono parzialmente o totalmente non autosufficienti e il fenomeno è in continua crescita.

Secondo recenti previsioni ISTAT (2017a), la percentuale di individui di 65 anni e più, crescerà infatti di oltre 10 punti percentuali entro il 2050, ricoprendo addirittura il 34% rispetto al 22% attuale della popolazione e l’indice di vecchiaia (rapporto percentuale tra la popolazione anziana – 65 anni e più – e la popolazione più giovane – 0-14 anni -) si attesterà al 283% nel 2050 rispetto all’attuale 161%.

Indubbiamente ci troveremo di fronte ad una nuova struttura della popolazione italiana e dei suoi bisogni, tra i quali, in primis si riscontreranno quelli sanitari e socio-assistenziali.

Torna quindi a gran voce la questione di un’appropriata assistenza continuativa da parte dello Stato e la necessità che la politica inserisca nella propria agenda il problema, considerando sia supporti di tipo diretto (assistenza e cure personali) che finanziario (acquisto di beni e servizi socio-sanitari, costo del personale per l’assistenza, servizi di assistenza continuativa per Long-Term Care – LTC) per sostenere le persone con fragilità e le loro famiglie.

Del resto, non sarà di certo possibile continuare a far fronte alle sempre più complesse situazioni di assistenza basandosi principalmente sul caregiving familiare, così come a tutt’oggi avviene. Né tanto meno si può pensare che questo possa continuare a esistere con la stessa tipologia e sistematicità, viste le mutate e mutevoli strutture della famiglia e della società.

Nell’attesa che l’Italia affronti in modo concreto e organizzato il sistema di servizi pubblici a sostegno della non autosufficienza, diventano sempre più fondamentali e, si spera di stimolo, le occasioni di incontro, confronto, formazione e diffusione di buone pratiche, quale quella del Forum Non Autosufficienza.

Volutamente inserito nella zona franca che c’è fra convegni dedicati al tema prettamente scientifici  e corsi di formazione, il forum è infatti un luogo in cui si fanno circolare idee e spunti al di fuori dei canali istituzionali, si presentano e discutono innovazioni organizzative, si apprendono pareri e indicazioni di esperti giuridico-legali e del diritto amministrativo, nonché spunti e riflessioni da altri mondi professionali.

Spazio né troppo strutturato, né tanto meno blindato, il Forum offre contenuti operativi e spazi per un incontro tra addetti ai lavori, che così hanno l’occasione per diffondere le Best Practice e i loro Know how. Fa parlare idee molto diverse fra loro, se non addirittura opposte, tratta dei problemi della vita reale delle persone, della realtà dell’integrazione socio-sanitaria, della concretezza della vita delle persone fragili, delle loro famiglie, degli operatori

Partito con questa intenzione già nel 2009, il Forum ha riscontrato negli anni massima attenzione da parte di un pubblico sempre più numeroso e ha vantato la presenza di autorevoli relatori, tra cui, Salvatore Natoli, Mauro Magatti, Gianluca Farina, Fiamma Satta, Don Ciotti, Flavio Pagano, Cristiano Gori, Marco Trabucchi, Franco Pesaresi, Lidia Goldoni. Diventato un convegno professionale di tipo multidisciplinare, è ancora oggi uno degli eventi in cui il pubblico è il più variegato: assistenti sociali, infermieri, psicologi, medici, educatori professionali, animatori, terapisti occupazionali, OSS, cooperative sociali, responsabili e funzionari di servizi sociali di Comuni, Enti Locali, Asl, direttori di RSA e Centri Diurni, soggetti diversi che si occupano di demenza, assistenti sociali e i diversi addetti all’assistenza della persona…

A garanzia della diversificazione dei partecipanti è il programma del forum: composto solitamente da due sessioni plenarie e da oltre 40 workshop, conferenze e seminari.

I vari professionisti, partecipando a specifiche sessioni, possono vedersi riconosciuti crediti formativi, quali crediti ECM per tutte le professioni sanitarie, crediti formativi per assistenti sociali, crediti formativi per Oss.

L’appuntamento è quindi per il 27 e 28 novembre prossimi presso il prestigioso Centro Congressi Savoia Hotel, luogo ideale per organizzare incontri informali e creare occasioni di contatto e relazioni, il tutto accompagnato da una qualificata esposizione delle tecnologie e dei prodotti del settore.

Per iscriversi al Forum della Non Autosufficienza clicca qui.

 

All’11ª edizione del Forum della Non Autosufficienze e dell’Autonomia Possibile organizzato dal Gruppo Maggioli il 27 e 28 novembre a Bologna sarà allestita una vera e propria Stanza Snoezelen.

In questa particolare stanza si svolgerà un workshop esperienziale condotto da docenti certificati Isna-Mse, ovvero appartenenti a International Snoezelen Association / Multisensory Environment, l’associazione che riunisce in molti paesi – grazie al volere dei fondatori dello Snoezelen, Verheul e Hulsegge – i professionisti di diversi ambiti (disabilità, invecchiamento, stress lavorativo) interessati a conoscere, approfondire e sviluppare l’utilizzo dello Snoezelen e delle sale dedicate.

Chi vi prenderà parte potrà sperimentare in prima persona gli effetti dell’approccio multisensoriale, comprendere quali sensazioni il proprio corpo percepisce in quell’ambiente e come i propri sensi rispondono alle diverse stimolazioni. In particolare all’esplorazione guidata attiva dell’ambiente multisensoriale, alla manipolazione tattile degli stimoli multisensoriali (materiali UV, fibre ottiche, tubo a bolle, ecc), alla stimolazione visiva (proiezioni ad olio, lampade UV, proiezioni naturalistiche realizzati secondo un preciso metodo in grado di agire sulla percezione cerebrale e indurre alla contemplazione, tubo a bolle, fibre ottiche), a quella multisensoriale integrata (musica, stimolazione tattile e movimento a dondolo) attraverso la poltrona “Wellness Nordic Relax Chair”  e agli esercizi di rilassamento guidato.

 

Per saperne di più, ne abbiamo parlato con Giorgia Monetti Psicologa, fondatrice e amministratore di Hr Care Focos Argento unica società italiana certificata ISNA MSE.

“Lo Snoezelen è uno strumento “pedagogico” – afferma Monetti – in quanto stimola attivazione dell’interesse e dei processi di apprendimento (curiosità), maggiore consapevolezza del proprio corpo e della propria sfera sensoriale, l’affinamento delle abilità cognitive tramite l’esercizio, la relazione ed il creare collegamenti, l’apprendimento attraverso l’esperienza pratica, il rilassamento.

La stimolazione è multisensoriale e ha finalità di integrazione delle sensazioni, cioè diretta a tutti gli organi di senso (la propriocezione, il senso vestibolare, etc., oltre i classici cinque sensi) e non per separazione di un senso alla volta, cosa a volte impossibile, basti pensare all’olfatto ed al gusto ed a come funzionano in sinergia!”

Da dove deriva il termine Snoezelen?

“Da due verbi olandersi “snuffelen (cercare ed esplorare) e “doezelen (rilassarsi), indica un trattamento di stimolazione multisensoriale controllato”.

Qual è l’obiettivo di coinvolgere persone nella stimolazione multisensoriale?

“L’obiettivo finale è quello di arricchire la qualità di vita delle persone coinvolte (di tutte le età: prima infanzia, età adulta, terza età…) e trova la sua applicazione in numerosi contesti: come mezzo terapeutico per le persone con disturbi psichici, con autismo, con disabilità, con demenza, nel palliative care, durante la gestazione, come prevenzione del burnout, per aiutare nei passaggi di vita (trasferimento, lutto, separazione, etc.), nelle condizioni di allettamento”.

Perché la stimolazione è particolarmente utile nella cura di persone con demenza avanzata?

“Perché il metodo Snoezelen richiede esclusivamente l’utilizzo di abilità senso-motorie senza la necessità di abilità cognitive. In questo senso si sono già registrati molti risultati positivi soprattutto nel modulare le manifestazioni comportamentali in ottica di miglioramento del benessere soggettivo”.

Saranno diversi i docenti/coach dell’esperienza che si alterneranno durante le due giornate del Forum. Oltre a Giorgia Monetti Psicologa, Marcella Vitiello, Neuropsicologa, Hr Care – Focos Argento certificata ISNA MSE, Caterina Pacenza, Psicogeriatra, Hr Care – Focos Argento certificata ISNA MSE, Elisa Mazzocco, Psicomotricista, consulente Hr Care Focos Argento certificata ISNA MSE.

“Sono tutti formatori “certificati”, che adottano l’approccio Snoezelen, – continua Monetti – ovvero una filosofia di accompagnamento, basata sul rispetto e la libera scelta e sulla condivisione di momenti, di gioia o dolore, all’interno di un ambiente organizzato, dotato di stimoli multisensoriali modulabili e controllabili, che ha come finalità uno stato di benessere”. Questi formatori adottano un percorso teorico in aula ed uno pratico all’interno di ambienti multisensoriali che si rifanno ai molteplici aspetti dello Snoezelen. Infatti “non bastano stimoli e ambienti sensoriali per fare Snoezelen, perché esso è una filosofia di accompagnamento, si fonda sulla relazione, la libera scelta e la conoscenza della persona. Il modello di cura è Person Centred Care”.

Una curiosità: cosa è e cosa fa Hr Care Focos Argento?

“Focos Argento HR CARE è una società che porta e sviluppa l’applicazione degli approcci psicosociali con evidenze scientifiche di efficacia all’interno degli ambienti di cura. È la partner in Italia dell’Università di Stirling (Scozia) del Dipartimento DSDC Dementia Services Development Centre, che si occupa di ricerca applicata alla demenza ed all’invecchiamento, il nostro compito è di divulgare supportare le strutture nell’applicazione pratica degli approcci evidence based del modello Person Centred Care. È l’unica società accreditata per l’Italia da ISNA-MSE alla formazione di operatori professionisti Snoezelen”.

Per sperimentare i percorsi di tipo multisensoriale e l’approccio Snoezelen, la stanza e i formatori saranno al Forum della Non Autosufficienza e dell’Autonomia Possibile di Bologna dalle 11 alle 18 del 27 novembre e dalle 11 alle 13 del 28 novembre prossimo. Per saperne di più sull’intero evento clicca qui.

 

Barbara Riva

1 2 3 4 18