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Il Forum della Non Autosufficienza 2019 si apre con l’interessante sessione Plenaria “Elogio della non autosufficienza. Il valore del lavoro con le persone fragili” condotta dall’Arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la vita.

Particolarmente apprezzato per la grande capacità di affrontare tematiche di interesse etico e sociale, i suoi scritti hanno acceso interessanti dibattiti a livello nazionale ed internazionale su: la storia della povertà, il crollo del noi, la coscienza e la legge, la ricerca dell’anima. …

Con lui, sarà Rita Cutini, assistente Sociale, insegnante di discipline di servizio sociale presso l’Università Lumsa e l’Università Internazionale “Dante Alighieri” di Reggio Calabria. Nota a livello nazionale, attualmente membro del comitato scientifico della Rivista di Servizio Sociale dell’Istiss e di quella Esperienze Sociali, nonché del Consiglio Direttivo della SOSTOSS.

Due le provocazioni che Cutini muoverà per la “Lectio Magistralis” dell’Arcivescovo Paglia: la non autosufficienza considerata un peso in questa società e la non autosufficienza degli operatori sociali, troppo spesso lasciati soli, senza adeguata formazione, senza un sostegno di reti di fronte ad una società e ad esigenze sociali, che sono sempre più complesse. Operatori lasciati soli ad affrontare la solitudine delle persone non autosufficienti, la loro sempre maggiore mancanza di legami e possibilità di poter contare su qualcuno.

La vera malattia sociale, ovvero la frantumazione dei legami, oggi affligge infatti anche gli operatori sociali. Questi ultimi si trovano a ricoprire un ruolo di grande importanza sociale, senza poter vantare di basilari legami relazionali/professionali per farne fronte. Essi devono essere sempre più in grado di svolgere un lavoro sociale, che non può che essere di comunità e fatto di ibridazione del sapere e di interdisciplinarietà della forma e dell’approccio, ma che ancora così non è.

La Plenaria elogerà la non autosufficienza e aiuterà i presenti a riscoprirla come valore, li condurrà in questa riscoperta, proprio perché questo valore è spesso laddove non lo si vede. La capacità motivazionale dell’arcivescovo Paglia farà da volano nell’attivare nei partecipanti lo spirito giusto per ri-trovare quotidianamente la motivazione a lavorare con persone non autosufficienti, uno spirito fondamentale, essenziale, per poter svolgere questo compito, o meglio, questo ruolo sociale, in un’epoca che va controcorrente, che è alimentata da quella che Papa Francesco ha definito “Cultura dello Scarto”.

La professionalità in questo campo viaggia in stretta interdipendenza con la motivazione al ruolo e si alimenta con la riconferma del valore della non autosufficienza. Come molto probabilmente sentiremo durante la sessione Plenaria, sono proprio i malati invece che ci rendono virtuosi se li accogliamo con compassione, se con loro creiamo un rapporto di tipo empatico. La dignità di ognuno di noi, del resto, si riconosce nella differenza, nel modo in cui la accogliamo, la capiamo, l’accompagniamo. E qui sta il paradosso: il valore sociale del lavoro con le persone sta nel saper assumere la differenza, intenderla come la vivacità della società e quindi nel non considerare la non autosufficienza come un peso.

Lo dice bene Johan Sacks nel suo “La dignità delle differenze”: “Le civiltà non sopravvivono con la forza bensì con il modo con cui rispondono alla debolezza (…). L’ironica e tuttavia profondamente umana lezione della storia è che ciò che rende invulnerabile una cultura è la compassione che essa mostra nei confronti dei vulnerabili”.

Barbara Riva