Il Forum della Non Autosufficienza e dalla autonomia possibile, organizzato dal Gruppo Maggioli, mercoledì 27 e giovedì 28 novembre prossimi A Bologna ospiterà, due workshop di Humanitude Formations.

Humanitude è una metodologia di cura multimodale che professionalizza la relazione stabilita tra paziente e caregiver con l’obbiettivo di ravvicinare il curante e il curato in una relazione di Umanità. Si tratta di un approccio non farmacologico, sviluppato nel corso di 40 anni e ideato dai francesi Yves Gineste e Rosette Marescotti, allora docenti di scienze motorie, che si distinsero a livello nazionale in una competizione per progetti innovativi di miglioramento del servizio di cura operatori/pazienti, oggi professori associati in diverse Università giapponesi.

A parlarne, tra gli altri, per la prima volta in Italia, in occasione del Forum, sarà João Pärtel Araújo, conferenziere a livello internazionale, istruttore e formatore Humanitude, responsabile collaboratore presso il Dipartimento Nursing/Discipline Infermieristiche, Università degli Studi di Coimbra, Portogallo.

La metodologia valorizza e rende condizione sine qua no il consenso relazionale per qualsiasi intervento di cura, che diversamente, secondo gli esperti, può promuovere iatrogenesi, ovvero comportamenti difensivi o sindromi di disadattamento, con conseguenze dannose nelle persone affette da demenza e nei loro caregiver che si trovano a dover affrontare una gestione dei sintomi comportamentali e psicologici sempre più complessa.

Utilizzabile da tutto il personale di struttura/servizio adeguatamente formato, la metodologia in questione permette di ottenere risultati in tutte quelle situazioni in cui l’età anziana, la fragilità, la disabilità e la perdita di autonomia, in particolare di tipo cognitivo, rendono difficile e faticosa la relazione tra curante e curato e di conseguenza l’accudimento quotidiano, sia in struttura di ricovero che al domicilio.

I pilastri del metodo Humanitude® sono lo sguardo, la parola, il tocco e la verticalità, condizioni che vengono meno durante gli atti di cura più complessi e difficili rivolti a persone fragili che necessitano di assistenza. Conta di 150 tecniche, scientificamente validate, che possono essere introdotte nella pratica della cura attraverso un training formativo dalla massima efficacia: la riduzione della presenza di BPSD (Behavioral and Psychological Symptoms of Dementia) raggiungerebbe secondo gli esperti del metodo, il 95%.

La metodologia punta sull’acquisizione di nuovi strumenti operativi, immediatamente utilizzabili, organizzati in una sequenza di atti di cura quali ad esempio, la “Cattura Sensoriale®”, la cui corretta applicazione può trasformare, secondo i promotori, l’83% degli atti di cura difficili in atti rassicuranti, accettati e senza sforzo, come diversi studi scientifici hanno dimostrato. Lo stare bene insieme comporterebbe, secondo la metodologia in questione, -83% dei disturbi del comportamento; –80% dello stato di stress del caregiver+82,5 di accettazione di cure/interventi assistenziali/altre azioni-88% di riduzione dei farmaci neuroletticiRiduzione significativa di denutrizione/disidratazione, piaghe da decubito, contenzioni, allettamento, ospedalizzazione e affaticamento del caregiver; costi della spesa sanitaria. Aumento della voglia di vivere (di alzarsi, lavarsi, vestirsi, mangiare, partecipare alle attività proposte ecc…).

Basata su 5 principi (zero cura di forza, senza rinunciare; rispetto dell’individualità e dell’intimità; vivere e morire in piedi®; apertura verso l’esterno; trasformare un luogo di cura in un luogo di vita e di voglia di vivere) viene proposta per ogni azione e pratica quotidiana, a tutto il personale debitamente formato, che ritrova nuova consapevolezza e nuovo significato del proprio ruolo professionale. Si integra in sinergia con altre metodologie e buone prassi già applicate. 

I risultati ottenuti negli anni l’hanno resa una metodologia di cura molto importante e in continua espansione in numerosi paesi europei ed extra-europei (diffusa prevalentemente nei paesi di lingua francofona).

Per evincere come acquisire gli strumenti della Metodologia per Individuare le “Trappole” della Geriatria, utilizzare la Memoria Emozionale come chiave d’accesso, sapere Cosa Fare, Come Fare, Quando Fare; ottenere il consenso e la collaborazione del paziente, essere li CON Lui e non PER Lui, l’appuntamento è per mercoledì 27 novembre ore 14,30-18,00, Forum Non Autosufficienza, Centro Congressi Savoia Hotel Regency, Bologna (Titolo del workshop: “Paziente e caregiver in-sofferenti? L’approccio Humanitude. Il Nuovo ABC della relazione d’aiuto professionale – La relazione al centro per migliorare la qualità della vita e del lavoro di curati, curanti e organizzazione attraverso un approccio non farmacologico validato scientificamente”).

Di tutto questo ne parleranno, João Pärtel Araújo, conferenziere a livello internazionale, istruttore e formatore Humanitude, responsabile collaboratore presso il Dipartimento Nursing/Discipline Infermieristiche, Università degli Studi di Coimbra, Portogallo, Franck de Vivie, direttore Istituto Gineste-Marescotti/Humanitude Formations International, Parigi (Francia), Maria Cristina Villa, psicologa dell’invecchiamento e formatrice esclusiva Humanitude per l’Italia.

Il workshop, si rivolge a tutte le figure professionali che, a qualunque livello, operano nel campo della fragilità, della disabilità, della perdita di autonomia, in particolare di tipo cognitivo, sia in strutture residenziali che in servizi domiciliari e Hospice  (ASA/OSS, Medici, Infermieri, Fisiokinesiterapisti, Psicologi, Animatori, Educatori, Direttori, Responsabili e Coordinatori di Servizi/Strutture Residenziali e Domiciliari così come AF-Assistenti Familiari / Badanti e Volontari inseriti in OdV operanti nel settore)

Il secondo workshop dal titolo “L’approccio Humanitude. Come e perché introdurlo in una RSA – La Filosofia di cura Humanitude al servizio del cambiamento… anche sul conto economico aziendale risparmiando mezzi e risorse!” è previsto invece per giovedì 28 novembre ore 11,45-13,00.

Qui sarà Franck de Vivie, direttore Istituto Gineste-Marescotti / Humanitude Formations International, Parigi (Francia) a dibattere alcuni importanti questioni: come aiutare l’organizzazione a cambiare per offrire un reale servizio personalizzato ai residenti e costruire un Progetto di Struttura (vision, mission, descrizione di azioni e prestazioni, obiettivi da raggiungere, valutazione, certificazione)? Cosa deve fare un direttore di struttura per preparare un terreno fertile al fine di impiantare una metodologia come Humanitude? Come sensibilizzare l’organizzazione a recepire una metodologia di formazione che diventi stile di lavoro comune e condiviso, in modo che dal percorso formativo si ottenga il massimo obiettivo per residenti, operatori e l’intera organizzazione? Come integrare tutte le formazioni possibili che si possono fare in una struttura /servizio? Qual è l’impatto dell’applicazione della Metodologia Humanitude sul benessere della struttura e sul conto economico aziendale?

Tra i destinatari principali del workshop: direzione e management, responsabili e coordinatori di Strutture e Servizi residenziali e domiciliari e Hospice, Assistenti Sociali

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