0541/628200 fax 0541/628768
convegni@maggioli.it

Allo “Stato dell’arte della stimolazione cognitiva nei pazienti affetti da disturbi cognitivi” sarà dedicato un intero workshop dell’11° edizione del “Forum della Non Autosufficienza” di Bologna (27 e 28 novembre 2019).

Il punto sulla stimolazione cognitiva sarà sviscerato in diversi suoi aspetti da professionisti, medici e neuropsicologi del Centro Disturbi Cognitivi e Demenze di Bologna, Ausl città di Bologna e dell’Ospedale Maggiore di Bologna UO Geriatria.

Sarà Luciano Romano, neuropsicologo ad aprire i lavori con una relazione su “Esperienza della Stimolazione Cognitiva, condotta presso il Centro Disturbi Cognitivi e Demenze di Bologna: un percorso di gruppo rivolto a persone affette da Mild Cognitive Impairment”. Il percorso fornisce alle persone uno spazio nel quale poter esprimere i propri vissuti legati alle difficoltà cognitive, apprendere alcune semplici strategie per migliorare la gestione nel quotidiano e svolgere esercizi per allenare e stimolare direttamente le funzioni cognitive.

Seguirà Sabrina Stinziani, anche lei neuropsicologa, con un intervento sul Setting della stimolazione cognitiva, quindi condizioni esterne od ambientali del setting e condizioni interne.  La Stinziani punterà sull’importanza degli ambienti in cui si svolgono le sessioni della stimolazione cognitiva, le caratteristiche dello spazio, la frequenza degli incontri, la durata del percorso, il costo, nonché sulla relazione che si sviluppa tra operatore/caregiver e utente, e la comunicazione che funge da strumento per sostenere la relazione.

Punterà invece sulla stimolazione cognitiva da includere a domicilio, Cristina Gueli, geriatra. Lo farà con una relazione dal titolo “La stimolazione cognitiva del paziente con deficit lievi-moderati dall’ambulatorio a domicilio”. Lo scopo è fornire strumenti idonei per la realizzazione della stimolazione cognitiva, un obiettivo che rientra tra le prescrizioni terapeutiche non farmacologiche. Porterà la sua esperienza sul campo. Un’esperienza che la tocca anche personalmente e dalla quale lei è riuscita a creare uno strumento utile e giocoso per aiutare i malati di demenza e i loro familiari: una sorta di “canale comunicativo” utile a rallentare un po’ gli effetti della malattia e per trascorrere in modo attivo ore insieme.

Toccando con mano il problema, grazie alle competenze maturate nel settore, ad un’attenta osservazione partecipata e al forte coinvolgimento emotivo che legava madre e figlia, Gueli è riuscita a mettere a punto un interessante strumento di lavoro per affrontare e contenere il più possibile la degenerazione mentale. Si tratta di una sorta di “ginnastica mentale” che ben si inserisce in un programma di stimolazione cognitiva, fatta di veri e propri esercizi di ginnastica per la mente, che l’autrice ha strutturato sotto forma di gioco e pensato al di fuori dei classici schemi didattici. Questi esercizi/gioco assumono un ruolo terapeutico per i disturbi della memoria e altri deficit cognitivi lievi-moderati. Sfruttando la plasticità neuronale è possibile infatti stimolare le funzioni cognitive residue, rallentando il processo degenerativo e incidendo in modo positivo anche nella sfera comportamentale. Sempre da sfruttare anche a domicilio, con lo stesso obiettivo, possono esserci anche altri interessanti strumenti, tra questi: i sudoku facilitati, la tombola visuale, il mandala, i puzzle ecc. Gli esercizi/gioco Gueli li ha pensati, affinché possano essere utilizzati per quei pazienti che vivono a casa o che non vogliono frequentare centri diurni o strutture similari. L’importante è scegliere tra questi strumenti quelli più idonei per il soggetto con quale si interagisce.

 

Barbara Riva