(Aggiornato al 08/08/2019)

Mercoledì 27 novembre 2019  – mattina

 

M01 Ore 11,30 – 13,00

COMUNICARE IL SOCIALE, FRA STEREOTIPI E COMPLESSITÀ

Il workshop ha l’obiettivo di condividere coi partecipanti una visione strategica della comunicazione sociale, in particolare relativa ai temi del welfare sociale e della non autosufficienza. I contenuti che verranno proposti saranno mutuati dal volume che reca lo stesso titolo del workshop in uscita per Maggioli e curato dai relatori stessi del workshop che contiene analisi, visioni e approfondimenti, ma anche strumenti concreti di lavoro.

La comunicazione sociale è intesa come comunicazione prodotta da una pluralità di soggetti – Enti di Terzo Settore, Pubblica Amministrazione, Imprese – con l’obiettivo di modificare identità (individuali e organizzate), idee e comportamenti (individuali e collettivi), ma anche come insieme di attività volte a rendere visibili e trasparenti gli obiettivi, i processi, le attività e i risultati – culturali, sociali ed economici – degli enti che la producono.

Il suo interesse per il pubblico del Forum è legato all’importanza delle rappresentazioni mediatiche della non autosufficienza e all’individuazione di codici e strategie narrative per una corretta percezione del fenomeno e della sua complessità.

Saranno inoltre proposti percorsi per lo sviluppo sociale delle comunità territoriali nella direzione di una maggiore accoglienza per la non autosufficienza anche grazie alla comunicazione sociale

 

Destinatari

Il workshop è rivolto a tutti coloro che operano nel sociale – comunicatori, volontari, dirigenti e dipendenti di enti locali, operatori di imprese o enti del terzo settore – e ha l’obiettivo di far crescere competenze e consapevolezza, capacità di programmazione e di organizzazione dei processi comunicativi, pensiero e pratiche della comunicazione orientata al cambiamento e alla crescita culturale.

 

Programma

La comunicazione sociale come processo di crescita culturale e di sviluppo di comunità. A cura di Andrea Volterrani (Università di Roma Tor Vergata)

Strumenti e strategie narrative per una corretta rappresentazione del welfare sociale. A cura di Giulio Sensi (Giornalista e comunicatore)

Primo giro di dialogo coi partecipanti: come il contesto narrativo influisce sulla qualità del lavoro?

Secondo giro di dialogo coi partecipanti: quali azioni migliorative partendo dalla propria realtà specifica?

Conclusioni a cura dei relatori

 

Relatori

Andrea Volterrani, Università di Roma Tor Vergata

Giulio Sensi, Giornalista e comunicatore

 

 

M02 Orario  11,30 – 13,00

IN MANICOMIO NON C’È PIÙ NESSUNO.

COME COMINCIA IL CAMBIAMENTO NELLA SALUTE MENTALE: RIFLESSIONI E PROPOSTE

 

Presentazione
Sono passati più di 40 anni dalla legge Basaglia ed è necessario orientare il discorso pubblico verso una attenzione rinnovata verso il tema della salute mentale, nel dibattito generale e non solo in quello dei servizi dedicati. I dati e la realtà della salute mentale in Italia, il tema della formazione degli operatori, le proposte innovative di intervento, sono gli argomenti da affrontare per proporre una “cultura” della salute mentale che parte dal rispetto delle persone con disturbi mentali.

 

Introduce e coordina

Rita Cutini Università per stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria

 

Relatori

Peppe Dell’Acqua Psichiatra già direttore del DSM ASL Trieste

Massimo Magnano Dirigente Medico, Dipartimento di Prevenzione ASL Roma 4

Marina Marconi Assistente sociale, DSM ASL Roma3

 

Mercoledì 27 novembre 2019 – pomeriggio

 

M22 Orario  14,30 – 17,15

L’ALZHEIMER CHE NON TI ASPETTI … COME LIBERARE LA MEMORIA EMOZIONALE.

STATO  DELL’ARTE DELLE TERAPIE NON FARMACOLOGICHE E STIMOLAZIONE SENSORIALE CON GLI IDROLATI

 A cura di: Fondazione A. E. Cerino Zegna – Biella

 

Presentazione

Negli ultimi anni l’approccio alla malattia di Alzheimer ha lasciato spazio alle cosiddette attività complementari non farmacologiche, abbracciando una visione olistica del percorso di cura e accompagnamento della persona demente.

L’obiettivo consiste nel sostenere e attivare quelle funzioni cognitive e relazionali non completamente deteriorate, intervenendo sulle potenzialità residue, senza dimenticare che stiamo parlando di malattia progressiva e degenerativa.

Queste attività si caratterizzano per il coinvolgimento attivo della persona e si fondano sulla preliminare valutazione delle potenzialità residue su cui fondare l’intervento così da massimizzare la capacità a mantenere ruolo e autonomia e agevolare il miglior adattamento.

E da qualche anno richiedono sempre più una validazione scientifica.

Il Cerino Zegna da anni sperimenta attività di sostegno alla persona affetta da demenza, quali l’ortoterapia, la pet-therapy, la musicoterapia, i laboratori occupazionali personalizzati, l’ambiente protesico, la doll-therapy e la stimolazione sensoriale all’interno della stanza bianca o Snoezelen.

Dal 2004, il Settore Alzheimer ha attivato una Stanza di Stimolazione Multisensoriale (Stanza Bianca) finalizzata alla ricerca di nuove strategie relazionali con la persona affetta da demenza e, in modo particolare, alla comprensione e gestione dei disturbi del comportamento.

A questo proposito si è voluto approfondire l’utilizzo del canale olfattivo, per ampliare la relazione sperimentando gli idrolati.

Gli stimoli olfattivi, agendo sul sistema nervoso centrale, entrano in contatto con la parte più antica del cervello, il sistema limbico, sede delle emozioni e dell’inconscio, e possono generare memorie associative che durano a lungo nel tempo, per questo sono così potenti ed evocativi: la percezione di un odore contiene in sé tutta l’energia di una realtà esistenziale in quanto i ricordi che può far emergere o le reazioni che può suscitare hanno uno spessore e un’intensità tali da rendere vivide anche esperienze molto lontane, risvegliando energie creative profonde o interessanti stati di rilassamento.

Sono alcuni mesi che Cerino Zegna ha attivato una sinergia con Ivo Cilesi, e soprattutto con il suo Gruppo di Ricerca e Valutazione “Centro Studi e Ricerche Innovative Elder Research Onlus”, che ci hanno portato al workshop di oggi.

 

Obiettivi del work shop

Fornire informazione su una metodologia sperimentata per promuovere il benessere delle persone affette da malattia di Alzheimer.

 

A chi è rivolto

Il workshop si rivolge a tutte le figure professionali che lavorano nell’ambito socio-sanitario e della relazione d’aiuto, Operatori OSS, Fisioterapisti, Infermieri, Animatori ed Educatori,  ed a tutti coloro che a diversi livelli sono coinvolti dalla tematica.

 

Metodologia

Il workshop è di tipo seminariale e laboratoriale, con il coinvolgimento  dei partecipanti

 

Programma

Presentazione del work-shop

Conoscenza del gruppo e dei partecipanti

Alzheimer: Terapie Non Farmacologiche, approcci innovativi di cura. Lo stato dell’Arte in Italia e in Europa  a cura di Ivo Cilesi

Mettersi nei panni di…Virtual Dementia Tour a cura di Paola Brignoli

Il percorso del Cerino Zegna nel Settore Alzheimer a cura di Sonia Osella

Gli idrolati: la nuova aromaterapia energetica a cura di Rosella Rasori

Il Naso di Pinocchio: presentazione di un progetto sperimentale a cura di Nicoletta Bocca

Laboratorio esperienziale con gli idrolati  a numero chiuso (max 30 persone divise in due gruppi)

Laboratorio esperienziale di approfondimento Doll Therapy a cura di Ivo Cilesi

Ore 17,15 conclusione

 

Docenti

Ivo Cilesi, Presidente del Centro di Ricerca IER – Centro Studi e Ricerche Innovative Elder Research Onlus, Responsabile Terapie non Farmacologiche Centro Eccellenza Alzheimer Gazzaniga Fondazione Europea di Ricerca Biomedica FERB;  Supervisione Terapie Non Farmacologiche Gruppo Korian

Paola Brignoli, Direttore di The Care Group – Certificatore VDT

Sonia Osella, Psicologa Responsabile Settore Alzheimer Fondazione Cerino Zegna Impresa Sociale di Biella

Rosella Rasori, Naturopata

Nicoletta Bocca, Psicomotricista Fondazione Cerino Zegna Impresa Sociale di Biella 

 

M21 Orario  14,30 – 18,00

SOCIALIZZARE, PREVENIRE, CURARE LE DEMENZE: INIZIATIVE ESEMPLARI ATTUATE IN MONZA E IN BRIANZA

 

Presentazione

Le demenze sono epidemiologicamente e socialmente rilevanti tanto da costituire un’emergenza e, secondo il Rapporto OMS e ADI (Alzheimer’s Disease International) del 2016, “una priorità mondiale di salute pubblica”.

Monza è la prima grande città a diventare Dementia Friendly Community, mentre la Brianza ha diverse iniziative e servizi, uno tra tutti il Villaggio Alzheimer, che costituiscono argomenti di grande interesse per i programmatori regionali e comunali oltre che per i professionisti e gli operatori attivi in ambito sociale e sociosanitario.

Monza e la Brianza nel suo insieme hanno visto una popolazione in costante crescita, al di sopra della media dell’intera Lombardia. Vi risiedono poco meno del 9% dei lombardi, a fronte di un territorio che non arriva al 2% della superficie complessiva della Regione, per una densità abitativa di 2.136 abitanti per chilometro quadrato, maggiore anche della città metropolitana di Milano che arriva a 2.036 (Fonte: 2017 Elaborazione Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Istat).

Sono, peraltro, realtà caratterizzate da grande dinamismo imprenditoriale nei più diversi settori delle attività economiche, da quelle tradizionali alle più recenti dei servizi, e sanno cogliere le novità dei tempi con piena consapevolezza e risposta prontamente efficace.

In questo propizio contesto si colloca l’impegno a:

consolidare la conoscenza delle demenze e delle forme di tempestiva prevenzione o di rallentamento evolutivo;

ridurre lo stigma sociale verso le persone ammalate e i loro famigliari;

sviluppare indicazioni di semplice comprensione e dare facile accesso alle informazioni e ai servizi di supporto;

studiare e avviare appropriate attività ricreative, culturali e sociali che evitino l’isolamento e sviluppino inclusione;

favorire un ambiente urbano accogliente e capace d’intervenire in appoggio alla vita quotidiana dei malati e dei loro parenti.

 

COORDINATORE

Antonio Monteleone, Relazioni Scientifiche Kos Care Anni Azzurri

 

RELATORI

Désirée Chiara Merlini, Assessore del Comune di Monza alla Famiglia, Politiche sociali, Piani di Zona ATS Brianza (Brugola)

Lorenzo Brugola, Direttore Sociosanitario ATS Brianza

Gianluca Peschi, Direttore Sociosanitario ASST S. Gerardo di Monza.

Lucia Li Bergolis, Direttrice Rsa Villa Reale Anni Azzurri di Monza

 

 

Giovedì 28 novembre 2019  – mattina

 

G01 Orario  11,30 – 13,00

DISABILITÀ E PARTECIPAZIONE: PERCORSI DI CURA CON GLI ANIMALI

 

I percorsi di cura mediati dagli animali (Interventi Assistiti con gli Animali) sono processi relazionali ufficialmente riconosciuti come strumento terapeutico e di supporto in una pluralità di patologie attraverso un approccio multidisciplinare che vede collaborare professionalità diverse.

La base del successo di questo intervento è l’attivazione emozionale comunicativa espressa dal rapporto uomo/animale.

Al fine di praticare tali percorsi di cura con gli animali è tuttavia necessario attuare un iter formativo, autorizzativo e di verifica che prenda in considerazione l’idoneità degli operatori coinvolti, degli animali impiegati e delle strutture in cui questi si realizzano.

Il workshop vuole presentare e condividere l’attuale quadro normativo in materia di Interventi Assistiti con gli Animali, nonché il ruolo dei membri dell’equipe (coadiutore, veterinario, medico, psicologo e

fisioterapista) e illustrare i principi della Riabilitazione Equestre nell’ambito clinico della  Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (organizzazione, modalità operative e casistica).

Nell’ambito delle presentazioni sarà documentata, con l’ausilio di contenuti multimediali, la valorizzazione del  ruolo dell’equipe multidisciplinare per la definizione dei bisogni del singolo paziente e la co-costruzione di percorsi articolati, non solo terapeutici, con gli animali, nel rispetto di cura della persona che sia insieme ecologica e partecipativa.

 

Destinatari

Il workshop è rivolto a tutte le figure professionali e agli operatori (anche volontari) di Aziende Socio Sanitarie, Residenze Sanitarie Disabili e Anziani interessate a conoscere e condividere gli aspetti motivazionali e clinici degli Interventi Mediati dagli Animali, attraverso un confronto diretto con erogatori ed Autorità di Controllo.

 

Programma

IAA: contesto normativo nazionale a cura di Francesco Brescianini

Il ruolo del Veterinario a cura di Roberta Vitali, medico veterinario responsabile della U.O.S.D Igiene Urbana Tutela Animali d’affezione e Pet Therapy ATS Brescia

Il ruolo del Medico  a cura di Michela Marzorati, Medico Specialista in Neuropsichiatra Infantile – A.S.S.T. Grande Ospedale Metropolitano Niguarda

Il ruolo dello Psicologo a cura di Michela Riceputi, Psicologo Psicoterapeuta, Clinica dello Sviluppo e Neuropsicologia – A.S.S.T. Grande Ospedale Metropolitano Niguarda

Il ruolo del Fisioterapista a cura di dott.ssa Aurora Sotgiu, Dottore in Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica- A.S.S.T. Grande Ospedale Metropolitano Niguarda

 

Moderatore

Francesco Brescianini Medico veterinario Direttore UOC Servizio Igiene Allevamenti e Produzioni Zootecniche ATS Brescia

 

Relatori

Roberta Vitali, Medico veterinario responsabile della U.O.S.D Igiene Urbana Tutela Animali d’affezione e Pet Therapy ATS Brescia

Michela Marzorati, Medico Specialista in Neuropsichiatra Infantile – A.S.S.T. Grande Ospedale Metropolitano Niguarda

Michela Riceputi, Psicologo Psicoterapeuta, Clinica dello Sviluppo e Neuropsicologia – A.S.S.T. Grande Ospedale Metropolitano Niguarda

Aurora Sotgiu, Dottore in Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica- A.S.S.T. Grande Ospedale Metropolitano Niguarda

 

Giovedì 28 novembre 2019  – pomeriggio

 

G21 Orario  14,30 – 17,30

LA RIABILITAZIONE NELLA CRONICITA’: QUALE VALORE AGGIUNTO PER LA NON AUTOSUFFICIENZA?

A cura della SIMFER – Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa

 

Presentazione

Negli ultimi decenni i progressi delle procedure e delle cure mediche nel mondo occidentale hanno ridotto di molto la mortalità di molte malattie gravi ma hanno anche progressivamente aumentato il numero delle persone che vivono in condizioni di non autosufficienza. La non autosufficienza è spesso legata strettamente  alla cronicità e alla disabilità che l’accompagna, soprattutto negli anziani. La materia rappresenta una sfida per il Servizio Sanitario Nazionale sia per le modalità nuove con cui il malato cronico non autosufficiente chiede di essere approcciato che per le scelte organizzative ed economiche che questo comporta. Il Piano Nazionale della Cronicità (PNC) del 2016 ha affrontato la tematica della cronicità stabilendo alcuni principi di base: la persona al centro, le cure domiciliari, la riorganizzazione dei servizi, l’”information and communication technology”, i percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali. In questo contesto la riabilitazione, proprio quale medicina della disabilità, riveste un ruolo di crescente importanza e deve raccogliere la sfida della non autosufficienza.

 

Obiettivi

Questo workshop vuole fare conoscere a tutto il mondo che ruota intorno alla condizione di non autosufficienza di estrazione sanitaria, sociale, economica, politica e ai cittadini stessi, che cos’è la moderna riabilitazione, qual è la sua mission, la sua metodologia di lavoro e qual può essere il valore aggiunto che offre alle persone non autosufficienti e alle loro famiglie. Vengono affrontati i temi della cronicità, del progetto riabilitativo individuale e della scelta e condivisione degli obiettivi tra team e persone, delle diverse modalità di approccio multiprofessionale nel team e delle scelte organizzative che comporta una moderna riabilitazione. Non da ultimo la voce, spesso critica, degli utenti che vivono sulla loro pelle quotidianamente la non autosufficienza. Il tutto in modalità aperta in un dibattito tra pubblico ed esperti.

 

Programma

Disabilità e non autosufficienza: cosa ci dice il Piano Nazionale Cronicità. A cura di Bruna Lombardi, Direttore SOC Medicina Fisica e Riabilitativa II° Direttore ff. SOC Medicina Fisica e Riabilitativa I°, Direttore SOS Medicina Fisica e Riabilitativa – Prato.
La riabilitazione in cronicità è attenzione alla persona ed al suo ambiente. A cura di Maurizio Massucci, Direttore SC Riabilitazione Intensiva Ospedaliera, Ospedali Passignano e Pantalla (Pg) – USL Umbria 1

Il progetto riabilitativo individuale, l’organizzazione conta. A cura di Paolo Boldrini, Past President Società Italiana Medicina Fisica e Riabilitazione (SIMFER)
Quale specificità per la fisioterapia in cronicità. A cura di Matteo Paci, SOC Attività di Riabilitazione Funzionale Az. Usl Toscana Centro
I modelli di Terapia occupazionale che affrontano la cronicità. A cura di Barbara Volta, Direttrice Didattica CdS Terapia Occupazionale Unimore e Referente Aito Emilia Romagna

Vivere la grave non autosufficienza giorno per giorno. A cura di Ivana Cannoni, Presidente Associazione Traumi Cranici Toscani (ATRACTO)

Discussione e conclusioni, conduce Piero Fiore, Professore Ordinario di Medicina Fisica e Riabilitazione dell’Università “Aldo Moro” di Bari, Presidente SIMFER – Società Italiana Medicina Fisica e Riabilitazione

Moderatore

Giovanni Checchia, Direttore UOC Medicina Fisica e Riabilitativa Ospedali Riuniti Padova Sud AULSS6 Euganea

 

Relatori

Bruna Lombardi, Direttore SOC Medicina Fisica e Riabilitativa II° Direttore ff. SOC Medicina Fisica e Riabilitativa I°, Direttore SOS Medicina Fisica e Riabilitativa – Prato.

Maurizio Massucci, Direttore SC Riabilitazione Intensiva Ospedaliera, Ospedali Passignano e Pantalla (Pg) – USL Umbria 1

Paolo Boldrini, Past President Società Italiana Medicina Fisica e Riabilitazione (SIMFER)

Matteo Paci, SOC Attività di Riabilitazione Funzionale Az. Usl Toscana Centro

Barbara Volta, Direttrice Didattica CdS Terapia Occupazionale Unimore e Referente Aito Emilia Romagna

Ivana Cannoni, Presidente Associazione Traumi Cranici Toscani (ATRACTO)

Piero Fiore, Professore Ordinario di Medicina Fisica e Riabilitazione dell’Università “Aldo Moro” di Bari, Presidente SIMFER – Società Italiana Medicina Fisica e Riabilitazione

 

G22 Orario  14,30 – 18,00

IL SOCIALE NELLA SALUTE: ESPERIENZE A CONFRONTO

A cura di Ordine Assistenti Sociali Lombardia, Ordine Assistenti Sociali Marche, Università Politecnica delle Marche, Federazione Medici Medicina Generale delle Marche

 

Presentazione

Il mandato del Servizio Pubblico in ambito sanitario e sociosanitario, negli anni, sta subendo cambiamenti consistenti che, pur nella differenziazione tra i diversi assetti regionali, orienta la risposta al cittadino in direzioni diverse.

Sia in ambito sanitario che in ambito psico-socio-educativo risulta sempre più parcellizzata la risposta ai bisogni delle persone fragili. La tendenza è quella di rispondere ponendo al centro la malattia e non la persona nella sua complessità.

Anche l’Assistente Sociale, professionista presente all’interno dei Servizi Socio Sanitari, s’interroga sul suo ruolo, sui princìpi che indirizzano la programmazione, sulle politiche regionali, sullo sviluppo di posizioni gestionali e di governo dei processi e delle progettazioni zonali e aziendali.

Cosa s’intende per “salute” oggi e come si risponde alle vulnerabilità che interrogano il Servizio Sociosanitario?

Si propone uno spazio di confronto tra Assistenti Sociali e professionisti che, all’interno del Sistema SocioSanitario, lavorano sui temi della qualità, della valutazione sociale e della programmazione.

 

Obiettivi

Il workshop si propone di stimolare una riflessione a “due voci” tra sanitario e sociale, su alcune aree programmatorie, gestionali ed organizzative che possono qualificare meglio l’integrazione socio-sanitaria:

  1. Le politiche di sviluppo della Qualità e il tema della valutazione dei Servizi. Accountability dell’agire professionale come elemento di innovazione e di qualità
  2. L’approccio integrato: quali paradigmi? Cura o promozione della salute?
  3. La costruzione di strumenti di valutazione, nell’ambito della fragilità/cronicità, che diano voce ai determinanti sociali della salute

 

A chi si rivolge?

Il workshop vuole essere uno spazio di confronto e di dibattito tra professionisti che lavorano in Sanità all’interno di strutture socio-sanitarie pubbliche e private accreditate, con particolare riferimento alla professione dell’Assistente Sociale.

 

Programma

Discussant: Renata Ghisalberti, Assistente Sociale

  1. Il Servizio Sociale in Sanità: un errore o uno spazio riconosciuto? Dialogano:

– Paola Ferraguti, Assistente Sociale Senior – Dipartimento Interaziendale Prestazioni erogate nell’area delle Dipendenze – Azienda Socio Sanitaria Territoriale Santi Paolo e Carlo di Milano

– Merj Cai, Dirigente Struttura Organizzativa Semplice Qualità Professionale- Dipartimento Servizi Sociali – Azienda USL Toscana Centro

  1. Fragilità e non autosufficienza: determinanti sociali della salute, approcci integrati alla valutazione e complessità organizzative. Dialogano:

– Mirella Silvani (in attesa di conferma), Ordine Assistenti Sociali Regione Lombardia

– Carla Moretti, Centro di Ricerca e Servizio sull’integrazione Sociosanitaria-Univ. Politecnica delle Marche

– Raffaella Fusaro, Ordine Assistenti Sociali Regione Marche

  1. Servizio Socio Sanitario e cronicità: quale tutela al diritto alla salute? Dialogano:

– Vittorio Agnoletto, medico del lavoro, docente dell’Università degli Studi di Milano

– Massimo Magi, Medico di Medicina Generale – Segretario FIMMG Regione Marche

 

Relatori

Renata Ghisalberti, Assistente Sociale

Paola Ferraguti, Assistente Sociale Senior – Dipartimento Interaziendale Prestazioni erogate nell’area delle Dipendenze – Azienda Socio Sanitaria Territoriale Santi Paolo e Carlo di Milano

Merj Cai, Dirigente Struttura Organizzativa Semplice Qualità Professionale- Dipartimento Servizi Sociali – Azienda USL Toscana Centro

Mirella Silvani (in attesa di conferma), Ordine Assistenti Sociali Regione Lombardia

Carla Moretti, Centro di Ricerca e Servizio sull’integrazione Sociosanitaria-Univ. Politecnica delle Marche

Raffaella Fusaro, Ordine Assistenti Sociali Regione Marche

Vittorio Agnoletto, medico del lavoro, docente dell’Università degli Studi di Milano

Massimo Magi, Medico di Medicina Generale – Segretario FIMMG Regione Marche

 

G23 Orario 14.30-18.00

SULLA SOGLIA DEL CENTRO. STRUMENTI PER IL LAVORO TRA SERVIZI E FAMIGLIE DI PERSONE CON DISABILITÀ

 

Presentazione

Il workshop tratta il tema del rapporto tra famiglie di persone con disabilità e servizi. A partire dagli esiti di una ricerca, realizzata in diversi servizi, si coinvolgeranno i partecipanti in alcune attività che vogliono favorire la condivisione delle rappresentazioni degli operatori di cosa sia disabilità, di come si comunichi tra famiglie e servizi, su come si debba intendere un servizio…

Si promuoverà un dibattito su quanto sia utile riconsiderare questa relazione e inserirla nelle pratiche di lavoro quotidiane, come condizione necessaria per la costruzione di percorsi di miglioramento della qualità della vita delle persone accolte, e su come sia importante individuare delle linee guida per la riorganizzazione dei servizi che comprendano luoghi, strumenti e professionalità attenti alla relazione famiglia-servizio.

 

Obiettivi:

– promuovere una riflessione sul rapporto tra servizi e famiglie di persone con disabilità;

– favorire l’attenzione sull’opportunità di individuare specifici programmi nell’ambito dei servizi che si occupino di questa relazione;

– presentare gli esiti di una ricerca e alcuni strumenti utili per lavorare tra famiglie e servizi.

Il workshop proporrà sia momenti di coinvolgimento dei partecipanti in attività strutturate, sia situazioni nelle quali verrà chiesto di condividere le proprie modalità di intervento, sia comunicazioni da parte del conduttore.

 

Destinatari

Il workshop è rivolto a responsabili e operatori di ogni professionalità di servizi per persone con disabilità, interessati a ragionare sul tema del rapporto tra famiglie e servizi.

 

Relatore

Lorenzo Fronte, consulente, formatore e ricercatore a orientamento psicosociologico.