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Stimolare le potenzialità cognitive residue e relazionali non completamente deteriorate, massimizza la capacità a mantenere un ruolo, un’autonomia e ad agevolare il miglior adattamento della persona affetta da demenza. Per farlo in aiuto vengono attività complementari di tipo non farmacologico di visione olistica, che nel settore, stanno acquisendo sempre più una validazione scientifica. Si tratta di attività che si caratterizzano per il coinvolgimento attivo della persona e si fondano sulla preliminare valutazione delle potenzialità residue su cui impostare l’intervento.

Di questo e molto altro se ne parlerà al workshop “L’Alzheimer che non ti aspetti … come liberare la memoria emozionale. Stato dell’arte delle terapie non farmacologiche e stimolazione sensoriale con gli idrolati”, mercoledì 27 novembre dalle ore 14,30-17,15, nell’ambito dell’undicesima edizione del Forum della Non Autosufficienza, organizzato dal Gruppo Maggioli.

Il workshop è organizzato dalla Fondazione E. Cerino Zegna residenza per anziani in Provincia di Biella riconosciuta nel settore per la sperimentazione di numerose attività di sostegno alla persona affetta da demenza e alla sua famiglia in sinergia con il “Centro Studi e Ricerche Innovative Elder Research Onlus San Paolo D’Argon” (IER) presieduto dal dott. Ivo Cilesi.

Di tipo seminariale e laboratoriale (massimo 30 persone divise in due gruppi), il workshop spazierà dagli approcci innovativi di cura nell’ambito delle terapie non farmacologiche a livello italiano ed europeo alla presentazione di progetti e strumenti di cura, sulla scorta de “Il Naso di Pinocchio”, gli Idrolati, la Doll Terapy.

Sono diversi i “canali” che possono essere utili per la stimolazione della memoria emozionale dei malati di demenza. Tra questi appunto, il canale olfattivo, che se opportunamente stimolato, agisce sul sistema nervoso centrale, entrando in contatto con il sistema limbico: così un odore può riportare ad un ricordo o rievocare relazioni dal particolare spessore o, ancora, creare stati di rilassamento. Da qui nasce l’idea della stimolazione sensoriale tramite utilizzo di acque aromatiche (gli Idrolati), che si ottengono con la distillazione in corrente di vapore. Alla loro sperimentazione ed approfondimento è dedicato un intero laboratorio del workshop.

Per citare altri tra i più interessanti canali per stimolare la memoria emozionale dei “pazienti”, si possono richiamare la Doll Terapy e il Treno Terapeutico. Il primo costituirà l’oggetto di un ulteriore laboratorio del workshop citato. L’attivatore delle potenzialità cognitive residue è in questo caso una bambola, una “Dollcreata ad hoc: ha gli occhi molto grandi, visto che l’individuo con Alzheimer tende a concentrarsi soprattutto su questa parte, ha una specifica posizione di gambe e braccia, è fatta con particolari materiali. La sua funzione è strategica perché riattiva in queste particolari individui il piacere dell’accudimento, della comunicazione, dell’affetto derivato dai rapporti interpersonali.

Il Treno Terapeutico si presenta invece come uno spazio, sempre strutturato ad hoc, un contenitore affettivo ed è strategico, così come lo è il viaggio ed è utile per l’attivazione di dinamiche relazionali e sociali, le quali possono stimolare emozioni, ricordi, contatti.

Ideatore della Terapia del Viaggio e del Treno Terapeutico, dei Protocolli riguardanti la Terapia della Bambola (solo per citarne alcuni) è Ivo Cilesi, docente in numerosi master accademici e presidente del citato Centro di Ricerca IE, tra i massimi esperti di terapie non farmacologiche.

Cilesi sottolinea l’importanza di questi percorsi non farmacologici che ritiene debbano “essere flessibili contenitori affettivi di cura”. Quattro per lui le caratteristiche fondamentali che devono avere questi percorsi creatività, flessibilità, organizzazione, condivisione: “perché, sottolinea lo stesso Cilesi – solo se esiste una stabile organizzazione nei percorsi di cura possono esserci flessibilità e creatività nell’ottica di una condivisione globale dei diversi gruppi di lavoro”.

Oltre ad Ivo Cilesi, anche Responsabile Terapie non Farmacologiche Centro Eccellenza Alzheimer Gazzaniga Fondazione Europea di Ricerca Biomedica FERB e  Supervisione Terapie Non Farmacologiche Gruppo Korian interverranno: Paola Brignoli, Direttore di The Care Group – Certificatore VDT, Sonia Osella, Psicologa Responsabile Settore Alzheimer Fondazione Cerino Zegna Impresa Sociale di Biella, Rosella Rasori, Naturopata, Nicoletta Bocca, Psicomotricista Fondazione Cerino Zegna Impresa Sociale di Biella

Il workshop riconosce 3 crediti ECM.

Per iscrizioni al workshop e visionare l’intero programma del Forum: clicca qui.

Barbara Riva