CARE-LINE ha intercettato un bisogno invisibile: quello dei giovani caregiver, ragazzi e ragazze che si fanno carico della cura familiare in silenzio.
Attraverso presa in carico psico-educativa, musicoterapia e attività di green-care, il progetto ha restituito voce, appartenenza e strumenti di resilienza a un target fragile e poco riconosciuto.
La rete territoriale con scuole, servizi sociali e medici ha reso possibile un modello replicabile e snello, capace di documentare risultati concreti.
CARE-LINE dimostra che il welfare può innovare partendo dai più giovani, trasformando fragilità in risorsa e costruendo comunità più giuste e inclusive.

Un modello integrato di presa in carico socio-sanitaria che evita dimissioni improprie e favorisce inclusione sociale.
Il progetto utilizza beni confiscati alla criminalità, trasformandoli in appartamenti per la cura e il reinserimento: un simbolo potente di legalità e rinascita.
La governance condivisa tra Comune, ASP e Azienda Ospedaliera rende questa esperienza replicabile e capace di generare coesione sociale.
È un esempio di come le istituzioni possano dare risposte solide e innovative in contesti complessi.

Gli Sportelli di facilitazione del Fascicolo Sanitario Elettronico hanno affrontato il tema del divario digitale, offrendo supporto concreto alle fasce più fragili della popolazione.
Presidi fisici, volontari formati e collaborazione tra servizi hanno reso possibile un modello replicabile e sostenibile.
Questo progetto dimostra che l’innovazione digitale può diventare inclusione sociale, garantendo accesso equo ai diritti di cittadinanza sanitaria.

La rete MADER – ha reso i musei luoghi di cura e inclusione per persone con Alzheimer e demenze.
Un bar-ristorante inclusivo che diventa laboratorio di autonomia e comunità.
Lavoro, territorio e solidarietà offrono opportunità concrete a persone con disabilità medio-gravi.
Diurno, Domiciliare, Digitale: tre dimensioni che si integrano per portare i servizi direttamente nelle case degli anziani.
Tecnologia e prossimità si incontrano nel progetto IRMA, che integra sensori ambientali e assistenza relazionale per sostenere gli anziani fragili.
Una sperimentazione innovativa che apre nuove prospettive di welfare urbano.
La Working School riproduce ambienti aziendali per preparare giovani con autismo e disabilità intellettive al mondo del lavoro.
Un percorso concreto di inclusione, che coinvolge imprese e territorio in un’ottica di sussidiarietà.