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NEL PERCORSO DI RETICOLAZIONE LE RSA POSSONO DIVENIRE CASE DELLA SALUTE?

A cura di
Associazione Rinata
Relatori

Paola Garbella, Presidente Associazione RINATA e Direttore Generale Fondazione Cerino Zegna
Roberto Franchini, Responsabile settore strategia, sviluppo e formazione Opera don Orione, Docente Università Cattolica
Franco Iurlaro, Manager Socio Sanitario
Elena Weber, Direttore generale dell’Istituto regionale Rittmeyer per i Ciechi di Trieste

 

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NEL PERCORSO DI RETICOLAZIONE LE RSA POSSONO DIVENIRE CASE DELLA SALUTE?

 

Discutere le prospettive delle politiche di assistenza agli anziani, oggi, risulta particolarmente complicato; come sappiamo, è in corso un dibattito sulla riforma del settore, ed alcuni elementi fondamentali devono, essere valutati preliminarmente, per ricercare le soluzioni più opportune, ma contrapporre assistenza domiciliare e accoglienza residenziale rischia di distogliere l’attenzione dal fatto che entrambe le soluzioni fanno parte di una rete dei servizi per gli anziani.
Presso le RSA, operano diverse professionalità, altamente qualificate nella presa in carico di persone anziane e dei loro caregivers: questa presenza di équipe multiprofessionali, unita alle attrezzature specialistiche (v. implementazione della telemedicina) presenti nelle RSA, oltre a garantire una gestione efficace e completa delle complesse problematiche dell’ospite, può essere messa a disposizione del territorio.
Le Residenze Sanitarie Assistenziali dovranno divenire Centri Servizi orientati a 360 gradi sulle risposte ai bisogni e desideri delle persone fragili e dei caregiver: dal domicilio alla residenzialità assistita, passando attraverso i centri diurni e le comunità di senior housing.
Una sfida SOCIALE e POLITICA da affrontare per organizzare e promuovere la trasformazione delle RSA che si prendono cura a livello socio-sanitario assistenziale degli anziani e delle loro famiglie, in particolare, di anziani fragili (non autosufficienza), con deficit cognitivi, malattie neuro-degenerative, fine vita, ecc., in CENTRI DI SERVIZI TERRITORIALI, aperti alla Comunità per rispondere alle diverse richieste di interventi, dalla domiciliarità fino all’hospice, passando attraverso servizi semi-residenziali, co-housing, comunità alloggio, case protette, residence, servizi specializzati (es. nucleo Alzheimer, ecc.).

Obiettivi del workshop
– Promuovere la consapevolezza che le RSA non sono “Strutture Private”, bensì ACCREDITATE con il servizio pubblico sanitario (N.B. sistema regionale tramite servizi sanitari locali) per i servizi Residenziali e semi-residenziali.
– Sostenere la necessità/opportunità che le RSA vengano INSERITE nel PNRR e nei Decreti attuativi conseguenti
– Formalizzare i bisogni emergenti:

• ATTIVITA’ MEDICA nelle RSA,

• INTEGRAZIONE dei SERVIZI agli ANZIANI dalla residenzialità alla  domiciliarità in rete tra RSA e Enti Pubblici

• FORMAZIONE ed INFORMATIZZAZIONE condivisa con le Istituzioni di riferimento

Scaletta
Paola Garbella: “Presentazione di “RINATA”: una nuova associazione per far rifiorire il management e i professionisti sociosanitari dopo la crisi.
Roberto Franchini: “FAMIGLIE E TERRITORIO”
Franco Iurlaro: “Le Residenze Sanitarie Assistenziali quali Centri Servizi orientati a 360 gradi sulle risposte ai bisogni e desideri delle persone fragili e dei caregiver”
Elena Weber: Long-Term Care e gli obiettivi di sviluppo sostenibili: un binomio possibile per l’Ente del Terzo settore “RINATA”
Dibattito e conclusione

 

Data Sala Ora
23 Novembre 2022 REGENCY 1 16.30 - 18.30