MERCOLEDÌ 24 NOVEMBRE

PLENARIA 1
ORE 9:30 – 11:00
LA CURA DELLE INNOVAZIONI NELLA CURA
 

Le tecnologie informatiche, domotiche, wearable technology rappresentano indubbiamente un’ottima opportunità di miglioramento della vita della persona, soprattutto di chi vive situazioni di svantaggio, disabilità, malattia e invecchiamento. Ma le tecnologie digitali, affinché costituiscano un’occasione di promozione della capacità di self empowerment e di cura della salute, non possono essere disgiunte da almeno tre valutazioni: il coinvolgimento dell’utente, l’attenzione olistica alla persona e non solo alle sue funzioni e la conseguente percezione degli operatori del “valore” della tecnologia
Le innovazioni tecnologiche costituiscono occasioni preziose di potenziamento e di affrancamento, a condizione però che, accanto a una funzione assistenziale-terapeutica, che è sovente subita dalla persona, esse siano progettate come mediatori per la valorizzazione del soggetto attraverso l’acquisizione delle strategie e degli strumenti funzionali al potenziamento dell’autostima, delle reti di relazione, della sicurezza nelle proprie capacità di esercizio della propria libertà.
Relatori
Flaviano Celaschi, coordinatore dell’Unità di ricerca Advanced Design dell’Università di Bologna, Presidente Clust-ER Industrie Culturali e Creative e Università di Bologna
Mario Tubertini, Direttore Generale Montecatone Rehabilitation Institute S.p.A.
Pietro Ravagli, founder start-up innovativa società benefit Cuorami
Giorgio Casoni, CEO & FOUNDER NEOCOGITA SRL
Antonio Francesco Maturo, Coordinatore del Corso di Dottorato in Sociologia e ricerca sociale
Modera
Renzo Colucci, Direttore Generale Seneca srl Impresa Sociale


WORKSHOP MM01
ORE 11.45 – 13:00
DISABILITÀ E NON AUTOSUFFICIENZA TRA SERVIZI E TERRITORIO
a cura delle Rete di Immaginabili Risorse

 

Parte 1^ – SERVIZI DIURNI

  • Cos’è inclusione sociale – il progetto di vita inclusivo

Quando parliamo di inclusione sociale e di progetti di vita che la promuovano, ci riferiamo alla relazione tra la persona con disabilità e il contesto nel quale vive. La disabilità è il frutto della relazione tra persone con menomazioni e il loro contesti di vita (Convenzione ONU). Per lavorare con le persone con disabilità è necessario rivolgersi anche alla comunità nella quale le persone con disabilità vivono. Costruire progetti di vita significa costruire nuclei comunitari con e per la persona con disabilità.

  • L’inclusione sociale e il territorio

Le persone con disabilità forniscono alle comunità l’opportunità di imparare a pensare e agire per convivere nelle differenze, ponendole di fronte ad una diversa concezione della qualità della vita potenzialmente evolutiva per tutti.
In questo senso promuovere il benessere e la qualità della vita delle persone con disabilità rappresenta un’opportunità di crescita per tutti ed è possibile farlo se si creano opportunità di scambio e relazione tra persone con disabilità e territorio, nella logica della reciprocità. E’ necessario che le persone con disabilità abitino i territori come cittadini e non solo come utenti.

  • Inclusione sociale ai tempi del Covid

Cosa è successo quando è arrivata la pandemia?
La pandemia da Covid 19 ha comportato uno stravolgimento ella vita nei servizi diurni e residenziali. D’improvviso è stato necessario riorganizzare le modalità concrete di erogazione del servizio tenendo in considerazione tutti i vincoli legati alla prevenzione del contagio.
Le esperienze nei vari servizi sono diversificate e ricche di intuizioni, coraggio, fantasia.
Questa trasformazione ha permesso di mantenere un legame con le persone con disabilità e le loro famiglie, generando nuovi spazi di ascolto e vicinanza dentro una rinnovata relazione di fiducia ed ha anche generato nuove possibilità di incontro facendo mergere nuove abilità e capacità di resilienza inaspettate.
PROGRAMMA
Quale inclusione sociale ai tempi del Covid – Riccardo Morelli, Assistente Sociale
Nuove rotte per i servizi diurni ai tempi del Covid – Celestina del Carro, Educatore professionale
OBIETTIVI
Il workshop si pone i seguenti obiettivi:

  • Condividere il significato di inclusione sociale maturato nella Rete di Immaginabili Risorse
  • Come questo concetto così costruito è passato attraverso la prova della pandemia
  • Quali sono state le ricadute organizzative della pandemia dentro i servizi e quali sui territori di appartenenza.
  • Creare un’occasione per riflettere sul tema dell’identità professionale e della sua possibile trasformazione dentro questa nuova cornice di riferimento che la pandemia ci ha imposto.

DESTINATARI
Coordinatori dei servizi legati alla disabilità, educatori professionali, assistenti sociali, associazioni culturali, sportive e di volontariato.
RELATORI
Riccardo Morelli, Assistente Sociale
Celestina del Carro, Educatore professionale


WORKSHOP MM02
ORE 11.45 – 13:00
VERSO LA TRASFORMAZIONE DIGITALE DELL’ASSISTENZA

EVENTO ACCREDITATO ECM
La conferenza mira a far riflettere l’uditorio attorno alle potenzialità di innovazione presenti nel contesto della longevità da ora ai prossimi anni a venire, e che attualmente sono già in uso nei contesti statunitensi, europei ed asiatici e potrebbero essere adattate e introdotte nel contesto culturale italiano.
Orientando lo sguardo al 2050, e tenendo presente lo scenario attuale di scarsità di professionalità sociosanitarie, nonché di limiti economici a sostegno della popolazione anziana proposti dall’erogatore pubblico, viviamo un momento nel quale è forse necessario rivisitare la filosofia di fondo di approccio all’invecchiamento, andando a superare la concezione per cui – ad un certo punto nella linea del tempo – si diventa vecchi. Si tratta di spostare il focus sul processo, sul divenire, valorizzando le conoscenze scientifiche che possono guidarci alla massimizzazione delle potenzialità di salute presenti in noi. All’interno di tale prospettiva di longevità e di proattività trova posto il connubio tra i bisogni ed i desideri umani con le possibilità offerte dalla tecnologia, sempre più integrata e armonizzata con le scelte personali. Al centro vi sono le scelte e “ciò che conta” per la persona, e in tale scenario l’estensione tecnologica de sé diviene una risorsa e talvolta compensazione della perdita della capacità e della funzione senza però eterodeterminare le opzioni esistenziali individuali.
PROGRAMMA
Gli argomenti della conferenza

  • Longevity come nuova pensabilità, come postura esistenziale basata sullo stile di vita e l’espansione della vita in salute.

L’attuale segmentazione stadiale delle fasi della vita, età correlate, sulle quali si basa l’intero impianto socioeconomico è di fatto mutata verso una comunanza di stili di vita, di consumo e di bisogni trasversali alle generazioni che si proiettano nel tempo: dall’housing, alla salute, alla domanda di autonomia e indipendenza ci si trova a vivere nella dimensione di “perennials” rispetto ai quali i servizi di cura attuali e futuri dovranno misurarsi

  • Un modello di coproduzione della salute concepito come un continuum lungo il quale si collocano i bisogni di protezione sociosanitaria delle persone. Come le persone possono essere ingaggiate nel co-produzione della salute nella dinamica di erogazione-fruizione dei servizi anche mediante il supporto progressivo delle soluzioni digitali.

Lo scenario che si profila prevede quindi una duplice modalità di implementazione tecnologica: l’una reattiva, ovvero in grado di monitorare i comportamenti e l’ambiente cogliendo eventi critici inerenti l’ambiente e la persona rispetto alla sua sicurezza (cadute, comfort ambientale, eventuali rischi di incendio, ecc), e l’altra proattiva cioè capace di prevedere, grazie ai dati attinti dai comportamenti del soggetto, e al loro processamento mediante l’intelligenza artificiale, il declino cognitivo, funzionale e socio-relazionale della persona sapendo proporre interventi personalizzati in grado di modificare positivamente il corso degli eventi. Nell’accezione proattiva dell’impiego digitale si inseriscono gli spazi di manovra offerti dell’assistenza da remoto supportata dalla sensoristica indossabile ed ambientale armonizzati con l’ambiente di vita fisico e sociale.

  • L’housing sociale come progettazione di architetture relazionali, oltre che strutturali, capaci di creare contesti salutogenici nei quali persone, ambienti, comunità rappresentano un unicum a sostegno della quotidianità.

DESTINATARI
L’intervento è rivolto ad un pubblico vasto composto da policy makers, manager del sociale e professionisti operanti nel settore anziani.
RELATORE
Oscar Zanutto, psicologo del lavoro e delle organizzazioni, coordinatore di ISRAA-Fabbrica Europa. Europrogettista, formatore, consulente, autore di volumi, articoli e talk sull’innovazione dei servizi assistenziali a livello internazionale. Chapter Ambassador Aging2.0 Treviso https://www.aging2.com/treviso/
www.oscarzanutto.com


WORKSHOP MM03
ORE 11.45 – 13:00
ACCOMPAGNARE CON LA PROPRIA PRESENZA UNA PERSONA ANZIANA
Un’esperienza di volontariato presso la Comunità “Le Civette” di Firenze.

 
Da ottobre 2015 a marzo 2016 il gruppo di studio “Il Pupazzo di Garza” dell’Associazione LAPO in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze, ha condotto uno studio fenomenologico-ermeneutico con un gruppo di volontari dell’Associazione AVO ONLUS, che prestano servizio presso la Casa di Cura per anziani “Le Civette” a Firenze. Questo si trova all’interno dell’area che era occupata dallo storico ospedale psichiatrico di San Salvi, e ospita, tra gli altri anziani residenti, alcuni pazienti che non hanno potuto lasciare quando l’ospedale è stato definitivamente chiuso negli anni novanta. Lo scopo dello studio è quello di indagare l’esperienza di vita del servizio di assistenza e volontariato con le persone anziane in questo contesto così particolare. In linea con l’approccio fenomenologico ermeneutico, i volontari sono stati intervistati individualmente; il materiale registrato è stato sottoposto ad analisi del contenuto. I risultati emersi sono stati analizzati e ordinati in categorie fenomenologiche. Dai risultati emerge un quadro complesso, che mostra come i volontari affrontano l’esperienza di perdita connessa all’assistenza degli anziani. Al tempo stesso appaiono sostenuti dalla qualità del rapporto che intrattengono con i residenti: rispetto reciproco, gratitudine e affetto genuino sono tra gli aspetti più rilevanti di questo legame.
RELATORE
Rosapia Lauro Grotto, Professore Associato di Psicologia Dinamica, Università degli Studi di Firenze


WORKSHOP MM04
ORE 11.45 – 13:00
LE ISTITUZIONI E GLI OPERATORI DELLA NON AUTOSUFFICIENZA
Dal dialogo tra la politica e gli operatori sta nascendo un nuovo orizzonte?

 

Ce ne parla
BARBARA GUIDOLIN, Senato della Repubblica italiana
RITA CUTINI, rivista WelfareOggi

Introduce e presenta
FLAVIO PAGANO


WORKSHOP MM05
ORE 11.45 – 13:00
TECNOLOGIE INNOVATIVE E RSA
Il valore aggiunto dei dati di qualità

L’elemento chiave di una tecnologia innovativa è la capacità di trovare l’informazione utile all’interno di un immenso volume di dati e presentarla in modo chiaro nel preciso momento in cui serve davvero. L’utilizzo di tecnologie innovative nella cartella clinica come l’intelligenza artificiale, i dispositivi wearables per il monitoraggio dei parametri, la digitalizzazione di documenti medici, referti o immagini, producono una moltitudine di dati utili e connessi tra loro che porteranno alla ridefinizione dei percorsi di cura e di prevenzione.
Da questa moltitudine di dati si estraggono informazioni chiare che aiutano gli operatori sanitari a prendere decisioni basate su fatti oggettivi, su dati rilevati con frequenza, aggiornati e corretti.
Attraverso dati di qualità, non solo si raggiungono livelli superiori di analisi dai quali definire nuove strade di cura personalizzate, ma in breve tempo è possibile ricostruire la storia del paziente adottando un approccio differente più orientato alla persona e all’ascolto.
Queste tecnologie permettono di ottenere risposte in breve tempo, forniscono dati e immagini comparabili tra loro e hanno la capacità di apprendere migliorando l’accuratezza delle diagnosi. Una cartella clinica innovativa deve gestire cose complesse esprimendole con la
massima semplicità e deve supportare le attività dei sanitari senza che si trovino immersi nella burocrazia facendo emergere il loro ruolo di persone che ascoltano, comprendono e si prendono cura del paziente.


WORKSHOP MM06
ORE 11.45 – 13:00
SERVIZI TERRITORIALI: DIGITALIZZARE PARTENDO DALLA PERSONA
A cura di Zucchetti – Business Unit Healthcare Solutions

 

Dal centro servizi, alla domiciliarità, un approccio integrato alla digitalizzazione della rete assistenziale sul territorio
Relatore:
Paolo Galfione, Direttore BU Zucchetti Healthcare Solutions


WORKSHOP MM07
ORE 11.45 – 13:00
SERVIZIO SOCIALE, PANDEMIA E DISABILITA’: DALLA FRAGILITA’ ALLA NON AUTOSUFFICIENZA
PROMOZIONE, SOSTEGNO E SUPERVISIONE NEI SERVIZI, NELLA DOMICILIARITÀ E NELLE STRUTTURE
Il Servizio Sociale, la Disabilità ed il Covid-19
Qual è stato l’impatto sulla gestione del Servizio Disabili, sulle famiglie e le persone in carico, sulla progettualità che li riguarda e sulla necessità di riorganizzare servizi diversi, capaci di rispondere alle necessità emergenziali?
Saranno prese in esame tutte le problematiche riscontrate durante questa particolare fase, i fattori di rischio emersi e le opportunità riscoperte nel rapporto tra nuclei in carico e servizio sociale professionale
Relatore:
Elisa Comandini, Docente a contratto di Legislazione e organizzazione dei Servizi Sociali presso il corso di Laurea Magistrale di Programmazione e gestione dei servizi sociali Dipartimento di Giurisprudenza, Università di Parma;
La Gestione del Caso Multiproblematico, tra doppia diagnosi e non autosufficienza: effetti sociali e sanitari della Pandemia nei pazienti psichiatrici con comorbidità durante e dopo il lockdown.
Attraverso un’attenta panoramica della sintomatologia, dei risvolti e delle conseguenze psicologiche della pandemia, verrà analizzato quanto la riduzione della socializzazione e delle relazioni umane ha avuto impatto su alcune fragilità preesistenti, ovvero su coloro i quali avendo una disabilità o una patologia cronica trovano nella relazione umana l’ausilio indispensabile per fronteggiare gli esiti stessi della malattia e per migliorare la loro qualità di vita.

Relatore:
Sabrina Ronchi, Psicologa e Assistente Sociale del Centro di Salute Mentale – Ausl della Romagna
Il ruolo del Care-Giver familiare durante la pandemia: come il carico assistenziale si è acuito e quali conseguenze su tali figure ha avuto la pandemia, nella gestione quotidiana della persona assistita
Gruppi di auto mutuo aiuto per familiari ed esperienze di fronteggiamento del carico assistenziale. Competenze trasversali e di coping necessarie, per i professionisti del sociale, spunti teorici, metodologici e deontologici di riferimento.
Relatore:
Donatella Peroni, Docente a Contratto di Laboratorio di Metodologia applicata al Servizio sociale del corso di laurea in Servizio Sociale, Dipartimento di Giurisprudenza, Università di Parma.
Il Care-Giver istituzionale, l’impatto del Covid-19  e la supervisione nelle strutture per soggetti non autosufficienti.
Si analizzerà come la dimensione pandemica  abbia condizionato l’agito professionale degli operatori socio-sanitari, tanto nelle modalità relazionali quanto nelle diverse modalità comunicative che li  hanno posti nella condizione di doversi attrezzare nuovamente  a contatto con il dolore, la non autosufficienza e la morte. Vedremo come ogni giorno la pandemia abbia determinato un ulteriore peso nella dimensione interrelazionale dell’organizzazione e quali strategie si siano potute e si possano mettere in campo per reagire a questa sfida, gli elementi di forza e di fragilità e di contesto.
Relatore:
Cristina Galavotti, Docente a contratto di Principi e Fondamenti del Servizio Sociale e Dirigente UEPE.


 

WORKSHOP MM08
ORE 11.30 – 13:00
FUTURO E BENESSERE OGGI: LA TELEMEDICINA
La Telemedicina a supporto dei servizi socio sanitari.
A cura di Margotta Medical SRL

Relatori:
Dott. Fabio Cavicchi, Direttore Fondazione Santa Clelia Barbieri
Dott.ssa Maria Caterina Manca, Dirigente Medico Legale AUSL Bologna
Dott. Claudio Vagnini, Direttore Generale Azienda Ospedaliera Universitaria Modena
Dott. Gianluca Simonini, Medico Geriatra


MM09
 WORKSHOP MM09
ORE 11.30 – 13:00
LA GESTIONE NUTRIZIONALE DELLA DISFAGIA PER LA PREVENZIONE DELLA MALNUTRIZIONE

Il mantenimento di un adeguato stato nutrizionale è la premessa per garantire condizioni di salute di base, ma anche per evitare la comparsa e/o il peggioramento di molte patologie. La malnutrizione, infatti, viene definita come una malattia nella malattia ed è spesso responsabile di comorbidità e di scarsa efficacia di alcune cure.
La disfagia rappresenta una delle cause di malnutrizione e può essere presente sia nella popolazione adulta e anziana – come effetto dell’invecchiamento o associata a patologie di vario tipo – sia in quella pediatrica, connessa, in tal caso, con patologie congenite o acquisite.
Il riconoscimento dell’insorgenza di una disfagia e l’intervento tempestivo di modifica delle consistenze degli alimenti solidi e liquidi garantiscono forniture calorico-proteiche in sicurezza, minimizzano i rischi di polmoniti ab-ingestis, e mantengono un buono stato nutrizionale.
Qualora, nonostante gli accorgimenti di modifica delle consistenze alimentari, le assunzioni non coprano i fabbisogni necessari, la fortificazione dei pasti utilizzando cibi ad elevata densità calorica e proteica aiuta a fornire apporti adeguati, in forma gradita agli utenti ed in piccoli volumi.
DESTINATARI
Il workshop è rivolto ai caregiver di vario livello (infermieri, personale ausiliario, familiari), ai responsabili dei centri produzione pasti, a chiunque si occupi dell’alimentazione di persone con patologie a rischio disfagia e malnutrizione o non autosufficienti.
PROGRAMMA
Cause della disfagia nell’adulto e nel bambino
La malnutrizione come causa e complicanza di fragilità e patologie
Modifica della texture degli alimenti e codifica internazionale delle consistenze per garantire una alimentazione sicura ed adeguata
Fortificazione dei pasti naturali come prevenzione e correzione della malnutrizione
RELATORI
Luisa Zoni, medico specialista in Scienza dell’Alimentazione, già Responsabile UO Nutrizione Clinica AUSL di Bologna
Laura Morisi, dietista, Coordinatore UA Nutrizione, AUSL di Bologna

 


WORKSHOP MP01
ORE 14.30 – 17.00
DISABILITÀ E NON AUTOSUFFICIENZA TRA SERVIZI E TERRITORIO
a cura delle Rete di Immaginabili Risorse
 
Parte 2^ – SERVIZI RESIDENZIALI
PRESENTAZIONE

  • Cos’è inclusione sociale – il progetto di vita inclusivo

Quando parliamo di inclusione sociale e di progetti di vita che la promuovano, ci riferiamo alla relazione tra la persona con disabilità e il contesto nel quale vive. La disabilità è il frutto della relazione tra persone con menomazioni e il loro contesti di vita (Convenzione ONU). Per lavorare con le persone con disabilità è necessario rivolgersi anche alla comunità nella quale le persone con disabilità vivono. Costruire progetti di vita significa costruire nuclei comunitari con e per la persona con disabilità.

  • L’inclusione sociale e il territorio

Le persone con disabilità forniscono alle comunità l’opportunità di imparare a pensare e agire per convivere nelle differenze, ponendole di fronte ad una diversa concezione della qualità della vita potenzialmente evolutiva per tutti.
In questo senso promuovere il benessere e la qualità della vita delle persone con disabilità rappresenta un’opportunità di crescita per tutti ed è possibile farlo se si creano opportunità di scambio e relazione tra persone con disabilità e territorio, nella logica della reciprocità. E’ necessario che le persone con disabilità abitino i territori come cittadini e non solo come utenti.

  • Inclusione sociale ai tempi del Covid

Cosa è successo quando è arrivata la pandemia?
La pandemia da Covid 19 ha comportato uno stravolgimento ella vita nei servizi diurni e residenziali. D’improvviso è stato necessario riorganizzare le modalità concrete di erogazione del servizio tenendo in considerazione tutti i vincoli legati alla prevenzione del contagio.
Le esperienze nei vari servizi sono diversificate e ricche di intuizioni, coraggio, fantasia.
Questa trasformazione ha permesso di mantenere un legame con le persone con disabilità e le loro famiglie, generando nuovi spazi di ascolto e vicinanza dentro una rinnovata relazione di fiducia ed ha anche generato nuove possibilità di incontro facendo mergere nuove abilità e capacità di resilienza inaspettate.
PROGRAMMA
Progetto Psicotecnologie e preparazione esami ospedalieri – Centro Domus Laetitiae – Biella
Progetto Buoni Amici Social Street – Centro Atlantis – Treviso
Moderatore: Roberto Guzzi – RSD Parolina – Milano
OBIETTIVI
La seconda parte si pone i seguenti obiettivi:
Condividere brevemente lo stato dei servizi per la disabilità complessa in seguito al Covid
Ascoltare alcune esperienze concrete per riflettere sulle possibilità di lavoro con il territorio anche in presenza di disabilità complessa
PARTECIPANTI
Coordinatori dei servizi legati alla disabilità, educatori professionali, assistenti sociali, associazioni culturali, sportive e di volontariato.


 WORKSHOP MP02
ORE 14.30 – 17.00
DECOSTRUIRE PER COSTRUIRE
Ipotesi e orientamenti per innovare nei servizi rivolti alle persone anziane e alle loro famiglie

 

La pandemia è stata, sarà (o potrà essere), un evento di profonde discontinuità nelle vite personali, familiari, sociali. Per questo è però necessario riconoscere consapevolezze, capire come assumerle e, nello specifico, come i servizi possano riformularsi nell’essere rinnovata risorsa per le persone, le famiglie, i legami sociali.
Questo significa non adagiarsi su auspici circolanti di ritorno alla normalità, dato che è proprio questa normalità che è emersa critica.
Il modello di sviluppo adottato dalla nostra società occidentale e dai suoi servizi ha mostrato di avere delle profonde crepe: non è quel muro sicuro che può sorreggere e mantenere le nostre condizioni di sviluppo, di salute, benessere, senso. Abbiamo l’opportunità di capire perché il muro ha ceduto e di ricostruire, guardando più da vicino che cosa tiene e non tiene, anche negli orientamenti e nei funzionamenti dei suoi servizi-risorsa.
Nello specifico, per gli anziani, con il moltiplicarsi dei servizi si è imposta una definizione dei destinatari per categorie analoga a quello in vigore in ambito ospedaliero. Ma in campo sanitario si ricorre a questa articolazione al fine di individuare patologie diagnosticabili e anche migliorabili o guaribili con terapie collaudate. Nel caso dei servizi socio-sanitari ciò non è possibile: ci si relaziona e si opera con la complessa irriducibilità di “soggettività in vita”, le categorie (non autosufficiente, demenza, disabilità) diventano inquadramenti astratti, e le dimensioni salute e benessere non sono riducibili a categorizzazioni in patologie.
In questi potenziali percorsi per nuove costruzioni, quindi, le famiglie come possono essere interlocutori-coproduttori di percorsi e non solo acquirenti di carte dei servizi? La vita nei territori può in modo rinnovato essere risorsa nell’invecchiare dei suoi cittadini? Le organizzazioni e i processi operativi che vi avvengono possono essere letti e gestiti di più su senso e qualità delle relazioni tra i soggetti e meno sulle proceduralità? Cosa vuol dir tutto ciò nelle competenze di chi vi opera?
“Aprire nuove possibilità” è però collegato a “riconoscere le costruzioni”, costruzioni entro le quali ci muoviamo ci comprimiamo che spesso sono date per scontate. E provare a “decostruire” qualcosa per liberare immaginari e vedere, riconoscere e valorizzare risorse. Sono queste le delicate questioni poste sui tavoli del workshop.
Relatori
Franca OIivetti Manoukian, Studio APS di Milano
Claudia Marabini, Studio APS di Milano
Giovanna Ferretti, Spedali Civili di Brescia
Luz Cardenas, Formatrice e consulente ambito socio-sanitario
Silvano Corli, Direttore Azienda Speciale Comune di Concesio
Valter Tarchini, Studio APS di Milano


WORKSHOP MP03
ORE 14.30 – 18.00
QUALE CURA PER LA SINDROME ITALIA?  COME DECLINARE IL SOSTEGNO ALLA DOMICILIARITÀ NEL CARING DELLE DEMENZE
 L’intervento mira a presentare e far riflettere l’uditorio attorno alla cura prestata a domicilio alle persone con demenza, con un particolare riferimento alla figura dell’assistente familiare (Badante). l’anno di pandemia ha reso evidente la fragilità delle cure domiciliari quando si parla di malattie degenerative. La solitudine in cui versano i carer, sia familiari che professionali è stata amplificata dall’interruzione dei servizi semiresidenziali.
PROGRAMMA

  • I limiti dei tradizionali modelli di intervento domiciliari nel contesto domiciliare con le persone affette da demenza;
  • Il vissuto del familiare e della badante, in particolare in riferimento al periodo pandemico;
  • La triade di solitudini: malato, caregiver, badante
  • La sindrome Italia, descritta attraverso le tavole della graphic novel “Sindrome italia, storia delle nostre badanti” di Tiziana Vaccario (2021)
  • Il modello di cura specialistica domiciliare della Rete Alzheimer di Treviso: metodo di lavoro e outcomes di efficacia

DESTINATARI
In prevalenza figure tecniche (es. psicologi, assistenti sociali), ma i contenuti saranno di possibile interesse anche per organizzatori di servizi e figure di coordinamento che hanno intenzione di implementare le cure territoriali o i servizi domiciliari.
RELATORI
Silvia Vettor, psicologa responsabile rete Alzheimer ISRAA
Eleonora Belloni, Psicologa ISRAA, autrice del testo “Caregiver badanti e altre creature”


WORKSHOP MP04
ORE 14.30 – 18.00
LA TERAPIA DELLA BAMBOLA EMPATICA
STRUMENTO DI CONOSCENZA, FACILITATORE DI INCONTRO RELAZIONALE E DI RICONOSCIMENTO IDENTITARIO
I benefici rilevati dall’utilizzo della terapia della bambola emptica (TBE) sono riconducibili a uno degli aspetti centrali preconizzati in tutte le Terapie non farmacologiche (TNF), il riconoscimento e la valorizzazione dell’esistenza di una variabilità di caratteristiche individuali e di esperienze di vita che influenzano la risposta alla malattia e il suo decorso (Kitwood, 1997; Miesen, 2010). Questo riconoscimento dell’unicità identitaria di ogni persona, permette di costruire un incontro intersoggettivo nell’”hic et nunc” della relazione che necessita di due co-costruttori, e, nel caso della Malattia di Alzheimer o altre forme di demenza, con una grande attenzione da parte di chi cura al cogliere la “presenza presente” della persona affetta d dmenza (Pad), che spesso dura il breve tempo di un momento, ma che dona spazi di comprensione e benessere emotivo importante per tutti e due gli attori in campo. Come suggeriscono Julian e Duran (2020), essa favorisce il mantenimento della personalità, poiché chi si avvale della TBE è portato a considerare, supportare, riconoscere gli aspetti identitari di ogni individuo, migliorando così le capacità relazionali ed empatiche e favorendo così un approccio olistico, personalizzato e che tiene conto dell’esperienza della persona affetta da demenza, “Doll Therapy can play a vital role in the connectedness between patients, families, and the care team” (p. 42).
A partire da una ricerca sul campo in 26 RSA sull’efficacia della TBE, con oltre 600 operatori coinvolti, si mostreranno i passi necessari per coinvolgere tutta l’équipe e mantenere nel tempo l’attenzione centrata sull’evoluzione della persona affetta da demenza nel suo contesto ambientale ed affettivo. Verranno indicati tempi e modalità di lavoro per mostrare, oltre ai risultati di diminuzione dei BPSD e del distress del personale, come questo strumento di lavoro diventi modalità di conoscenza e condivisione degli operatori con le persone residenti affette da demenza avanzata, degli operatori tra di loro e con i famigliari, favorendo così uno spostamento da una focalizzazione sul concetto di autonomia a quello del senso della vita, affinché la persona possa diventare sempre più se stessa nell’essenzialità e rendere così incontrabile la sua identità, come una filigrana che si coglie nelle attività relazionali.
RELATORI
Rita Pezzati, Professoressa al Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale della SUPSI, Psicologa e psicoterapeuta


 WORKSHOP MP05
ORE 14.30 – 17.00
DA VISIONI AFFIANCATE A VISIONI INTEGRATE ASSISTENTI SOCIALI E INFERMIERI
Workshop a cura di CNOAS – FNOPI

 
Un impegno comune per comprendere le esigenze di continuità assistenziale, una domiciliarità efficace e una valutazione sugli esiti di cura
Coordina Barbara Rosina, Vicepresidente CNOAS
Intervengono
Gianmario Gazzi, Presidente CNOAS
Barbara Mangiacavalli, Presidente FNOPI
Claudio Pedrelli, Consigliere CNOAS
Maria Cristina Magnocavallo, Consigliere FNOPI
Mirella Silvani, Segretario CNOAS
Nicola Draoli, Consigliere FNOPI
DIBATTITO


 WORKSHOP MP06
ORE 14.30 – 17.00
IL PNRR: LE RIFORME E LE RISORSE PER LA NON AUTOSUFFICIENZA

 

Ne discutiamo con:
Luca Degani
Paola Garbella
Cristiano Gori
Antonio Sebastiano
Marco Trabucchi
Modera e anima la discussione:
Flavio Pagano


WORKSHOP MP07
ORE 14.30 – 17.00
LA RELAZIONE DI CURA NEI PROCESSI DI VALUTAZIONE MULTIDIMENSIONALE AI TEMPI DEL COVID-19
A cura di Synergiasrl – SVAM-Network e della Società Italiana di Sociologia della Salute

Gli ormai consolidati processi di valutazione integrata socio-sanitaria delle persone con fragilità hanno conosciuto negli ultimi due anni, con l’avvento della pandemia da Covid-19 profonde, e per certi versi inattese, modificazioni nelle modalità di interazione con l’utenza, sia in chiave di diagnosi che di assistenza, ma anche delle modalità di lavoro e delle forme di collaborazione dei professioni di area sociale e sanitaria.
Nel corso del workshop di SVAM Network nel Forum NA 2020, è emerso che sebbene il lavoro a distanza sia entrato oggi nella quotidianità anche dei professionisti della cura, così come di tutti quei medici, assistenti sociali, psicologi, riabilitatori a vari livelli coinvolti nelle equipe di valutazione multidimensionale, resta fondamentale continuare a riflettere sugli aspetti che investono le nuove forme di lavoro e collaborazione fra i componenti delle equipe multidimensionali (come ad esempio il delicato equilibrio tra appropriatezza ed efficacia della valutazione monodimensionale e misure di contenimento dei contagi,  privacy e tutela della sicurezza nell’utilizzo di dispositivi privati per la gestione e archiviazione dei dati individuali e sensibili) e ha riservato ampio spazio, in particolare, alle soluzioni evolute ed avanzate per l’utilizzo di piattaforme informatiche per la collaborazione a distanza nelle equipe di valutazione multidimensionale.
Il Workshop di SVAM Network di quest’anno ha l’intento di recuperare la crucialità della dimensione relazionale nei processi di valutazione multidimensionale, declinandone i nuovi paradigmi emersi con l’esperienza del lockdown, sia rispetto al rapporto con l’utenza, sia rispetto al rapporto con i colleghi delle unità di valutazione multidimensionale.
DESTINATARI
Il workshop è rivolto ai referenti regionali per la programmazione dei servizi socio-sanitari, agli operatori del comparto socio-sanitario distrettuale e degli Enti Locali (Ambiti sociali e Comuni) impegnati nei processi di valutazione multidimensionale: Operatori coinvolti nelle Unità di Valutazione Multidimensionale, Responsabili di Distretto, Medici di Medicina Generale, Assistenti Sociali.
PROGRAMMA
Introduzione, a cura di Synergia
La valutazione multidimensionale alla luce delle fragilità sociale al tempo del Covid-19, a cura di Anna Maria Perino.
La relazione di cura nel processo di valutazione multidimensionale, a cura di Fabrizio Arrigoni.
Gli insegnamenti dall’esperienza del lockdown: gli esiti di un laboratorio di pratica professionale, a cura di Nicoletta Baracchini.
Tavola rotonda con gli esperti, condotta da Emilio Gregori e Giovanni Viganò
Discussione con i partecipanti al workshop.
RELATORI
Il workshop è realizzato in collaborazione tra Synergia e la SISS – Società Italiana di Sociologia della Salute.
Interverranno:
Emilio Gregori e Giovanni Viganò, partner di Synergia, esperti di valutazione multidimensionale del non autosufficiente
Anna Maria Perino, Presidente della Società Italiana di Sociologia della Salute e docente presso l’Università di Trento.
Nicoletta Baracchini, Direttore Generale Fondazione Territori Alta Val d’Elsa
Fabrizio Arrigoni, psicologo e psico-traumatologo RSA Fondazione Soldi di Cremona


WORKSHOP MP08
ORE 14.30 – 17.00
SANITÀ DIGITALE E TELERIABILITAZIONE NELLA GESTIONE DELLA DISABILITÀ
Evento accreditato ECM

L’emergenza da Covid-19 ha messo a dura prova il Sistema Sanitario del nostro paese e tutti gli operatori sanitari sono stati chiamati a dare nuove risposte ai bisogni delle persone con disabilità e non autosufficienza. Questa situazione ha dato un forte impulso al telecontrollo ed all’assistenza riabilitativa a distanza, pratica già diffusa con varie sperimentazioni nel nostro paese. La SIMFER intende condividere con il mondo della non autosufficienza i progressi raggiunti nell’ambito della sanità digitale e della teleriabilitazione oggi aprendo la discussione anche su criticità e correttivi.
Obiettivi
Lo workshop vuole fornire spunti di riflessione su come la sanità digitale e la teleriabilitazione possono migliorare l’assistenza nell’ambito della disabilità e della non autosufficienza. I lavori offrono anche una panoramica delle best practicesin Italia in questo campo. I relatori sono esperti del mondo sanitario e della tecnologia digitale.
 Programma

  • Teleriabilitazione in Italia: cosa ci ha insegnato la pandemia? Mauro Zampolini
  • Teleriabilitazione: punti di forza e criticità, PaoloTonin
  • Il progetto SIMFER di “ambulatorio digitale”, Andrea Bernetti
  • La presa in carico del paziente disfagico in teleriabilitazione, Irene Battel
  • Malattia di Parkinson e presa in carico da remoto: l’esperienza dell’Umbria, Maria Francesca Schifini
  • La casa accogliente per la persona non autosufficiente, Riccardo Magni
  • Discussione e conclusioni, conduce Piero Fiore
  • Chiusura dei lavori

Destinatari
Operatori della riabilitazione ospedaliera e territoriale, assistenti sociali di strutture pubbliche e private. Medici gestori di Distretti sanitari.
Relatori
Moderatore Maurizio Massucci
Irene Battel, logopedista Dipartimento di Medicina Fisica e Riabilitativa. Ospedale Civile di Venezia
Andrea Bernetti, RtdB Sapienza Università di Roma – CDP SIMFER
Pietro Fiore, Ordinario di Medicina Fisica e Riabilitativa Università di Foggia. Direttore UOC di Riabilitazione Neurologica 1 – ICS Maugeri IRCCS sede di Bari.
Riccardo Magni, Coordinatore COAT – Centro Orientamento Ausili Tecnologici Onlus
Maurizio Massucci, Direttore UOC Riabilitazione Intensiva Ospedaliera USL Umbria 1 Perugia
Maria Francesca Schifini, Medico Fisiatra S.C. Riabilitazione Intensiva Neuromotoria, Trevi (PG) – USL Umbria 2
Paolo Tonin, Istituto S. Anna Crotone.
Mauro Zampolini, Direttore Dipartimento Riabilitazione, Foligno (Pg) – USL Umbria 2


WORKSHOP MP09
ORE 14.30 – 17.00
IL MALTRATTAMENTO DELL’ANZIANO IN RSA
Strategie e strumenti di prevenzione

Il workshop ha l’obiettivo di descrivere il fenomeno del maltrattamento dell’anziano in RSA e di discutere delle strategie e degli strumenti per la sua prevenzione e gestione. Al di là dei casi eclatanti trasmessi dai media, il maltrattamento è un fenomeno che le ricerche internazionali rilevano essere presente e radicato in modo stabile nelle strutture residenziali. In Italia il maltrattamento è al contrario ancora un tema poco studiato. Di conseguenza si fatica a parlarne e ancora di più a introdurre strategie, metodi e strumenti per fare prevenzione e gestirne le possibili conseguenze.
I contenuti proposti nel workshop sono estrapolati da un lavoro di studio e ricerca, il primo per durata e dimensioni realizzato in Italia, finalizzato all’elaborazione di linee guida e strumenti per la prevenzione e gestione del fenomeno.
Destinatari
Il workshop è rivolto in particolare a dirigenti e coordinatori di RSA, ai responsabili di Nucleo ma anche agli amministratori – e ha l’obiettivo di far crescere competenze e consapevolezza, nonché capacità di programmazione e organizzazione di interventi efficaci per la prevenzione e la gestione dei fenomeni di maltrattamento in RSA.
Programma
Il maltrattamento dell’anziano in RSA: caratteristiche e dimensioni del fenomeno in Italia, Luca Fazzi
Strategie per la prevenzione e la gestione del fenomeno, Massimo Giordani
Strumenti per la prevenzione e la gestione del fenomeno, Eleonora Negri
La gestione del maltrattamento in ottica riparativa di Cristina Galavotti
Discussione
 Relatori
Luca Fazzi, professore ordinario presso il Dipartimento di Sociologia e ricerca sociale dell’Università di Trento
Massimo Giordani, Presidente di Qualità e Benessere srl, e direttore Upipa Trento
Eleonora Negri, responsabile formazione ricerca e sviluppo Upipa, Trento
Cristina Galavotti, Docente presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Pisa


WORKSHOP MP10
ORE 14.30 – 17.00
Il PROGETTO FRAGILITA’ COGNITIVE DI GRUPPO GHERON: EVOLUZIONE E ADATTAMENTO AL CONTESTO PANDEMICO
A cura di Gruppo Gheron e Advenias

Premessa
Negli ultimi anni, a fronte di un progressivo invecchiamento della popolazione, i disturbi neurocognitivi e le condizioni di fragilità neurocognitiva sono diventati estremamente frequenti nella popolazione italiana. Nelle RSA di Gruppo Gheron le diagnosi correlate alle demenze rappresentano oltre il 45% della popolazione e dunque ben oltre la collocazione dei soggetti più complessi nei Nuclei Alzheimer. In base ai dati estrapolati da parte di Regione Lombardia (04/2020) dai principali flussi informativi (SDO, prestazioni ambulatoriali, esenzioni, ricette farmaci SSN, flussi sociosanitari, pronto soccorso) emerge che le persone affette da tali problematiche hanno principalmente bisogno di assistenza sociosanitaria, ed in misura decisamente minore di ricoveri ospedalieri, visite specialistiche e farmaci.
Approccio
Riconoscere ed intervenire nelle fasi iniziali delle fragilità cognitive è fondamentale per la qualità di vita di questi anziani e caratterizza l’approccio che Gruppo Gheron sta tentando di porre in essere nelle proprie UdO, sia che si tratti di RSA, CDI o Assistenza domiciliare. Nelle fasi più avanzate, oltre al verificarsi di una inevitabile sofferenza all’interno dei nuclei famigliari, si assiste ad un progressivo disgregarsi della personalità da chi è colpito da demenza. Questo è tanto più vero all’interno delle RSA in relazione alle dinamiche di confinamento imposte dalla pandemia da COVID-19, ove si è aggiunta la necessità di sopperire alla assenza di protagonisti essenziali nel patto di cura: familiari e caregivers, incrementando l’uso di metodiche di assistenza di tipo personalizzato ed innovativo.
Descrizione e obiettivi del progetto
Il progetto si propone di armonizzare le tre componenti chiave dell’assistenza al soggetto fragile e con deterioramento cognitivo: gli spazi fisici, il personale, i programmi che interagiscono in una relazione necessariamente dinamica. Le strutture sono in grado di offrire spazi che garantiscono protezione e sicurezza, promuovono la mobilità, facilitano l’orientamento e assicurano ritmi di vita e stimoli riabilitativi adeguati. Il personale opera in equipe multi disciplinari con specifiche competenze che assicurano la messa in essere di piani assistenziali individualizzati sul singolo soggetto. I programmi insistono sulle terapie non farmacologiche, in grado di migliorare la qualità di vita dando sollievo a stati di confusione e ansia del malato e, specie nei quadri di demenza, rallentare il decorso delle malattie e quindi il declino cognitivo e funzionale. Il dossier sociosanitario integrato informatizzato “ePersonam” di Adveniasfacilita la gestione dell’assessment (corredato da valutazioni supplementari originali), della progettazione clinico-assistenziale, della pianificazione delle attività e della valutazione degli esiti.
Metodologia e attività tipiche del progetto
Nelle RSA di Gruppo Gheron si utilizza l’assessment “ACE Addenbrook Revised” volto a identificare il livello di compromissione dei cinque domini cognitivi descritti nel DSM V e a indirizzare gli interventi, proponendo agli Ospiti le attività a loro più adatte. Per coloro che presentano compromissioni iniziali o comunque non severe, dal 2019 si utilizza la piattaforma “Brainer” (Politecnico di Torino) che è stata ulteriormente 2 implementata anche dalle indicazioni del Progetto di Gruppo Gheron. Oltre 70 tipologie di esercizi e 3 livelli di complessità consentono di personalizzare la stimolazione cognitiva che è stata possibile, mediante tablet, anche in piena fase pandemica, rappresentando altresì attività occupazionale coinvolgente. Per gli Anziani con decadimento cognitivo moderato-grave, sempre con valutazioni quantitative e qualitative, viene utilizzato “Il baule dei ricordi”, una declinazione di terapia della reminiscenza che sfrutta la memoria retrograda autobiografica. Per gli Anziani con decadimento cognitivo grave viene proposta la “Doll Therapy” effettuata con bambole Joik capaci di sostenere prassi motorie, modulare stati d’ansia, ridurre condizioni apatiche e rispondere a bisogni emotivo-affettivi.
Attività speciali del Progetto
Le attività tipiche sono state, soprattutto nel corso dell’ultimo anno, affiancate da attività più particolari attivate e attivabili anche in contesti temporalmente circoscritti o puntuali:
➢ Stanza Snoezelen
Ogni RSA è dotata di stanza multisensoriale con oscuramento, fasci di led, lampade a bolle, poltrone, videoproiezione, musica relax, sabbia e altre strumentazioni sensoriali;
➢ Carrello multisensoriale
Il Carrello ripropone alcune caratterizzazioni della stanza Snoezelen in contesti itineranti;
➢ Vasca multisensoriale
Diversi Nuclei Alzheimer delle RSA Gheron dispongono di vasca con idromassaggio, cromoterapica, musicoterapica e cromoterapica che coniuga l’igiene con il relax e le coccole.
➢ Fermata del bus … dipinta
Alle RSA di Senago (MI) è stata allestita una fermata del bus con le pareti interamente dipinte e arredate per stimolare l’incontro “sotto la pensilina” e rispondere al bisogno di prefigurazione del viaggio;
➢ Aperitivo in Terrazzo … Alzheimer
Diverse RSA Gheron hanno terrazzi Alzheimer con loop, parziale copertura e verde, talvolta con pavimentazione erbosa per aperitivi all’aperto, talvolta a piedi nudi;
➢ Esperienze con animali
Esperienze “professionali” di Pet Therapy ma anche solamente incontri con diversi animali caratterizzano alcune giornate nelle RSA Gheron. Nel Nucleo Alzheimer di Villa Carpaneda di Rodigo (MN) è stata anche sperimentata l’adozione di un cagnolino.
➢ Rieducazione al ritmo musicale
Alle RSA di Villa Carpaneda (Rodigo – MN) un importante focus sarà dedicato al progetto di rieducazione al ritmo dell’Ospite Alzheimer presso il Centro Socio Sanitario “Villa Carpaneda” di Rodigo (MN): vere e proprie lezioni di musica con strumenti percussivi tradizionali e di recupero sono associate a uno studio che sta valutando i possibili effetti benefici sintomatici della musicoterapia sul piano alimentare, cognitivo e comportamentale, grazie ai dati misurati e raccolti nel Dossier sociosanitario informatizzato “ePersonam” di Advenias.
Risultati attesi
Comprendere come una organizzazione armonica di gestione e di approccio assistenziale all’Ospite con fragilità e deterioramento cognitivo possa essere funzionale a promuovere il benessere della persona, dando al termine benessere il significato del miglior livello funzionale possibile in assenza di condizioni distress, atto a ridurre: problemi comportamentali, stress di chi assiste e l’impiego di mezzi di contenzione fisica e/o farmacologica. L’idea è di riuscire a misurare in modo complessivo come tali approcci comportino miglioramenti sul fronte della depressione, dell’ansia, dell’agitazione, dei sintomi comportamentali e del consumo dei farmaci antipsicotici ed ansiolitici.

RELATORI
Francesca Agnolin, Psicologa Torino
Greta Calligaris, Psicologa Milano
Raffaele Esposito, Medico Parma
Barbara Giaretta, Direttore RSA – Infermiera Mantova
Roberto Rovati, Direttore RSA – Infermiere Pavia


WORKSHOP ESPERIENZIALE 
DALLE ORE 11.30 ALLE 18:00
LA MAGIA DELLO SNOEZELEN:  Workshop esperienziale nel Mondo Snoezelen con docente Isna-Mse
Mondo Snoezelen è una realtà italiana tutta dedicata allo Snoezelen, formazione Snoezelen Certificata  ISNA MSE, progettazione e allestimento di ambienti (stanze, giardini, bagni, piscine, residenze, ecc), vendita e consulenza di attrezzature Snoezelen, sviluppo tesi e ricerche dedicate, convegni e workshop.
Non conosci lo Snoezelen? L’approccio Snoezelen è un intervento terapeutico che nasce in Olanda negli anni ’70 del DeHartenburg Institute (centro per la disabilità mentale) portando subito risultati straordinari.
In 50 anni lo Snoezelen è cresciuto e si è sviluppato, e si è costituita l’International Snoezelen Association Multi-Sensory Environment (ISNA-MSE), l’associazione internazionale che riunisce i professionisti di diversi ambiti interessati a conoscere, approfondire e sviluppare l’utilizzo di un approccio multisensoriale Snoezelen.
Mondo Snoezelen Focos argento da settembre 2019 è ISNA-MSE Italia ed è accreditata alla formazione di operatori e professionisti Snoezelen certificati su standard internazionali ISNA-MSE.
Negli anni le numerose ricerche scientifiche hanno dimostrato come l’approccio Snoezelen risulti efficace durante tutto l’arco della vita (dall’infanzia, all’età adulta agli anziani), in molteplici applicazioni, che vanno dall’ambito della disabilità fisica e cognitiva, agli anziani con demenza, alla riduzione dello stress dei lavoratori. Risulta quindi un efficace strumento per promuovere benessere e migliorare la qualità di vita della persona attraverso i sensi. Non resta quindi che provarlo su sé stessi!

Programma
Nella stanza Mondo Snoezelen allestita sarà possibile svolgere un workshop esperienziale condotto da un docente certificato Isna-Mse per sperimentare in prima persona gli effetti dell’approccio multisensoriale, comprendere quali sensazioni il nostro corpo percepisce in un ambiente Snoezelen strutturato, e come i nostri sensi rispondono alle diverse stimolazioni attraverso:

  • esplorazione guidata attiva dell’ambiente multisensoriale (Tubi a Bolle, Fibre ottiche, sacco cloud, Cielo stellato, Musica, oggetti Snoezelen vari)
  • manipolazione tattile degli stimoli multisensoriali
  • stimolazione visiva (Proiezioni ad olio, luci UV e stimolazioni UV, bacchette luminose, ecc)
  • esperienza multisensoriale integrata attraverso una particolare poltrona
  • esercizi di rilassamento guidato

Il workshop esperienziale nella stanza Snoezelen per piccoli gruppi (5/6 persone massimo) ha una durata di circa 25 minuti.
La prenotazione per l’esperienza all’interno della Stanza Snoezelen verrà registrata allo stand di Focos Argento Mondo Snoezelen dalla mattina del primo giorno di manifestazione

Data e orario
Mercoledì 24 novembre mattina e pomeriggio dalle ore 11.30 alle 18:00
giovedì 25 novembre mattina e pomeriggio dalle ore 10:00 alle 17:00

Docenti/Coach dell’esperienza
Dott.ssa Giorgia Monetti, Psicologa, amministratore di Hr Care – Focos Argento – Mondo Snoezelen  certificata ISNA MSE
Dott.ssa Caterina Pacenza, Psicogeriatra, Mondo Snoezelen Hr Care – Focos Argento certificata ISNA MSE
Dott.ssa Marta Zerbinati, Psicologa, amministratore di Hr Care -Focos Argento- Mondo Snoezelen, docente certificato ISNA MSE


 

GIOVEDI’ 25 NOVEMBRE

PLENARIA 2
ORE 9:30 – 11:15
IL POSTO DEL WELFARE NEL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA
In collaborazione con il Network Welfare Responsabile

 

Introduce e coordina
Rita Cutini, Direttrice Welfare Oggi
Interventi di:
Folco Cimagalli, Università LUMSA
Elena Macchioni, Università di Bologna
Michele Marzulli, Università di Venezia
Nicola Pasini, Università di Milano
Riccardo Prandini, Università di Bologna
Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – è stato detto – c’è il futuro del paese e non vi è dubbio che nel futuro del nostro paese, ma anche in quello globale, si debba declinare in modo nuovo e ambizioso la parola Welfare.
Ci sono non poche buone notizie nel testo del Piano: la prima riguarda l’ammontare di finanziamenti: per la Missione 5 e 6, Inclusione Sociale, Coesione e Salute le cifre sono rispettivamente di 19,81 e 15,63 miliardi. Senza contare che anche nelle altre Missioni sono rintracciabili importanti interventi di politica sociale: un esempio per tutti è il rilevante investimento di 4,6 miliardi per il “Piano per asili nido e scuole dell’infanzia e servizi di educazione e cura per la prima infanzia”.
Che il tema delle politiche sociali non sia sottovalutato, del resto, è ben esplicitato nel testo del Piano laddove si afferma che Il terzo asse strategico è proprio l’inclusione sociale: “Garantire una piena inclusione sociale è fondamentale per migliorare la coesione territoriale, aiutare la crescita dell’economia e superare diseguaglianze profonde spesso accentuate dalla pandemia. Le tre priorità principali sono la parità di genere, la protezione e la valorizzazione dei giovani e il superamento dei divari territoriali.”
L’accento sul superamento del divario territoriale in tema di welfare è decisamente importante come rilevanti e ben note sono le differenze tra le Regioni: la spesa pro-capite per il sociale dei comuni secondo i dati Istat, è di soli 22 euro in Calabria, di ben 540 euro nella Provincia di Bolzano e si potrebbero elencare altri numeri e indicatori che mostrano la realtà di un’Italia spaccata in due. Il divario territoriale in tema di politiche sociali è uno dei nomi della disuguaglianza e, non lo si dice mai abbastanza, frena lo sviluppo e la crescita economica delle regioni del sud e quindi di tutto il paese.
Tra gli obiettivi che il Piano mette in conto di centrare anche grazie a risorse nuove e consistenti possiamo trovare alcuni temi da lungo tempo evocati ma mai messi in agenda in modo stringente. Per la prima volta, ad esempio, il tema degli anziani, e degli anziani non autosufficienti, entra in modo strategicamente articolato nel Piano così come quello delle pari opportunità per le persone con disabilità. Ma anche il potenziamento dei servizi domiciliari non aveva avuto in passato la stessa determinata individuazione: “l’investimento del piano mira ad aumentare il volume delle prestazioni rese in assistenza domiciliare fino a prendere in carico, entro la metà del 2026, il 10 percento della popolazione di età superiore ai 65 anni (in linea con le migliori prassi europee)”.  La dura lezione della Pandemia proprio sul tema dei servizi domiciliari ha puntato l’indice: troppo poco in passato si è investito su questo. Vale la pena ricordare che il punto n. 18 del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali sancisce che “ogni persona ha diritto a servizi di assistenza a lungo termine di qualità e a prezzi accessibili, in particolare ai servizi di assistenza a domicilio e ai servizi locali” [1]
Argomenti della Plenaria:
I temi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza alla prova dei fatti:

  • Niente è più come prima: Quale società dopo la pandemia?
  • La salute prima di tutto: Il sistema sanitario nazionale troppo ospedale- centrico?
  • Se non ora quando? Quali i modelli di intervento per la popolazione anziana
  • Un problema non più rinviabile: colmare il divario territorio
  • Un approccio sistemico: Le riforme proposte dal PNRR

[1] I 20 principi del pilastro europeo dei diritti sociali, Parlamento Europeo e Consiglio dell’Unione Europea 2017. https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/economy-works-people/jobs-growth-and-investment/european-pillar-social-rights/european-pillar-social-rights-20-principles_it


WORKSHOP GM01
ORE 11.45-13.15
LE RSA E LA LEZIONE DELLA PANDEMIA

 Il workshop – che prende spunto dalla pubblicazione del volume RSA, OLTRE LA PANDEMIA – intende offrire un contributo quanto più possibile concreto sulla gestione di una fase transitoria sia verso progressivi adattamenti delle RSA esistenti per renderle più vivibili per chi deve trascorrervi gli ultimi anni della propria vita e per chi opera al loro interno, sia nella direzione di un consistente adeguamento del patrimonio edilizio pubblico e privato alle esigenze di sicurezza, confort e funzionalità della popolazione anziana, affinché sia realizzabile per i più trascorrere in un alloggio la propria vecchiaia o comunque prolungarvi il più a lungo possibile la permanenza.
Introduce: Giovanni Gelmuzzi, Fondazione Cenci Gallingani
Chairman: Antonio Guaita, Geriatra, Direttore della Fondazione Golgi Cenci di Abbiategrasso
Relazioni:
Carla Costanzi, Sociologa
La genesi della residenzialità collettiva per gli anziani
Ernesto Palummeri, Geriatra, attualmente consulente per l’Azienda Ligure di Sanità (A.Li.Sa.)
Una epidemia nell’epidemia: il caso delle RSA
Antonio Guaita
Le residenze sanitarie assistenziali: per chi? Per quali bisogni continueranno ad essere la risposta necessaria?
Carla Costanzi
Progressivi adattamenti delle strutture residenziali: come modificare gli ambienti
Roberto Franchini, Docente presso il Dipartimento di Pedagogia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, responsabile Strategia e Sviluppo dell’Opera don Orione in Italia
Le RSA, non se, ma come … Criteri organizzativi e metodologici per nuove residenze
Benedetto Besio, Architetto
Un caso di studio: il centro Mater Dei di Tortona


WORKSHOP GM02
ORE 11.45-13.00
NOVE DIVERSI MODI PER INTERAGIRE CON LA NON AUTOSUFFICIENZA

L’attitudine al fare caratteristica dell’operatore attivo in ambito socio sanitario spesso è un deterrente fattore che limita l’osservare il fare. Gli spazi in cui fermarsi, verificare i risultati raggiunti, orientare lo sviluppo, condividere gli scenari e i percorsi, sono subordinati all’imperativo del dare risposte subito all’incalzare dei bisogni. E’ cosi che spesso gli operatori sono dei change makers inconsapevoli.
 Obiettivi
La giornata offrirà ai partecipanti una chiave di lettura originale per ottimizzare le relazioni, vivere il conflitto come occasione di conoscenza reciproca, prendere consapevolezza dei cambiamenti in atto, attraverso un approccio innovativo fondato sull’enneagramma delle personalità applicato all’ambito del lavoro.
 Programma

  • Introduzione all’auto-osservazione
  • Le 9 personalità secondo l’approccio dell’enneagramma
  • Simulazioni di esperienza
  • Mantenere e sviluppare quanto emerso nella giornata

Destinatari
Operatori settore pubblico e privato
 Relatori
Laura Bongiovanni Presidente di Associazione Isnet per lo sviluppo dell’impresa sociale è esperta di ricerca qualitativa e di gestione dei processi di cambiamento ispirati ad una visione olistica e alla valorizzazione del paradigma dell’economia trasformativa
Marta Molinotti Co-fondatrice dell’Associazione Italiana Enneagramma e divulgatrice a livello nazionale ed internazionale dell’Enneagramma delle Personalità quale importante mezzo di comprensione e trasformazione umana, utile a modificare il livello di consapevolezza delle persone, delle comunità e delle organizzazioni. Diplomata in Teatroterapia. Facilitatrice nei gruppi di autoaiuto per i familiari degli utenti inseriti nel programma di recupero dalle tossicodipendenze del Ce.I.S, per 20 anni.


WORKSHOP GM03
ORE 11.45-13.00
PROSPETTIVE ITALIANE DI SENIOR HOUSING

 

  • Longevità, stili di vita e la nuova domanda abitativa
  • Design e stato dell’arte degli standards per l’housing accessibile e inclusivo
  • Neighborhood of the future: contesti di vita multigenerazionali, sostenibili e smart

RELATORI
Matteo Zallio Architetto, si è trasferito negli Stati Uniti, come ricercatore Fulbright all’Università di Stanford lavorando come ricercatore UX al Center for Design Research con il Prof. Larry Leifer e poi come ricercatore UX Design all’Autonomous System Laboratory con il Prof. Marco Pavone. La sua ultima avventura è iniziata all’Università di Cambridge come Marie Marie Skłodowska-Curie senior UX research fellow, lavorando con il Prof. P. J. Clarkson, aiutando i designer a creare ambienti che garantiscono inclusività, diversità, equità e accessibilità. https://www.matteozallio.com/
Oscar Zanutto Psicologo del lavoro e delle organizzazioni, coordinatore di ISRAA-Fabbrica Europa. Europrogettista, formatore, consulente, autore di volumi, articoli e talk sull’innovazione dei servizi assistenziali a livello internazionale. Chapter Ambassador Aging2.0 Treviso https://www.aging2.com/treviso/ 
www.oscarzanutto.com
DESTINATARI
L’intervento è rivolto ad un pubblico vasto composto da policy makers, manager del sociale e professionisti operanti nel settore anziani con particolare predilezione per le municipalità e le organizzazioni che gestiscono patrimonio immobiliare in area sociale. 


WORKSHOP GM04
ORE 11.45-13.00
L’INFERMIERE DI FAMIGLIA E COMUNITÀ. UN SERVIZIO PROATTIVO PER UN’ASSISTENZA DI PROSSIMITÀ EFFICIENTE ED EFFICACE

EVENTO ACCREDITATO ECM

Razionale: Nell’ambito della non autosufficienza si evidenziano problematiche di soggetti che necessitano di una presenza attiva, che possa monitorare e valutare le loro condizioni e i loro bisogni sia da un punto di vista sanitario che sociale, nell’ottica di un processo di empowerment che produca outcomes a lungo termine come il miglioramento del livello di autosufficienza, il riconoscimento precoce delle condizioni di rischio e del supporto educativo, in modo da fungere da “ponte” di collegamento e figura di riferimento per la persona assistita, la famiglia, il caregiver, il medico di famiglia ed i servizi sociosanitari, tesorizzando tutte le risorse sociali presenti sul territorio.

  • Assistenza proattiva vs. Assistenza reattiva
  • Vantaggio a breve, medio e lungo termine dell’assistenza proattiva
  • Strategie di implementazione dell’assistenza proattiva

RELATORE
Dott. Francesco Germini, Dirigente Responsabile UOS Direzione delle Professioni Sanitarie Territoriali ASL Bari


WORKSHOP GM05
ORE 11.45-13.00
SALUTE 4.0: PLEINAIR, UN PARCO INTELLIGENTE PER LA SALUTE E L’INCLUSIONE
A cura di Pleinair 

Nel progetto Pleinair si è adottato un approccio innovativo all’attività fisica attraverso un arredo urbano dotato di “intelligenza” distribuita grazie alle tecnologie Cloud e IoT.

Durante l’incontro verranno presentati i risultati di progetto, l’app e gli OSO (Outdoor Smart Objects) sviluppati grazie a Pleinair, ovvero arredi e attrezzi ludici con sensori e attuatori in grado di riconoscere l’utente e di adattare dinamicamente le proprie prestazioni sia morfologiche che funzionali.

Attraverso gli OSO e un servizio cloud le attività svolte possono infatti essere monitorate per produrre feedback personalizzati in grado di mantenere l’utente motivato e consapevole.

Con Pleinair i parchi possono diventare sempre più smart e inclusivi, per diffondere una cultura inclusiva del movimento, a tutte le fasce d’età e secondo le abilità di ciascuno.


WORKSHOP GM06
ORE 11.45-13.00
RENDERE SICURA E VELOCE LA FILIERA DEL FARMACO
A cura di CBA

 

Rendere sicura e veloce la filiera del farmaco è il convegno dedicato alla soluzione per gestire l’intera filiera del farmaco. Le RSA e le case di riposo, già messe a dura prova dalla pandemia, stanno attualmente facendo i conti anche con la mancanza di personale infermieristico che si è trasferito andando in soccorso a ospedali e sanità pubblica. In questo appuntamento affronteremo con esperti del settore i temi della responsabilità infermieristica e degli errori in terapia, presentando la soluzione CBA per la gestione dell’intera filiera del farmaco utile per ridurre il rischio clinico e sgravare il personale da questo compito.  Verranno trattate inoltre le agevolazioni fiscali del nuovo Piano Transizione 4.0: destinatari e dettagli contributivi.

Programma:
Il processo di gestione del farmaco in sicurezza: responsabilità dell’organizzazione e dei professionisti
Dott. ssa Annalisa Pennini, PhD in Scienze Infermieristiche e Sanità Pubblica – Responsabile Area Consulenza e Formazione CBA
I plus della soluzione integrata CBA per la gestione dell’intera filiera del farmaco, dalla gestione del magazzino fino alla somministrazione e controllo e le agevolazioni fiscali correlate
Ruggero Maggioni – Responsabile Commerciale CBA
Racconto di esperienze dirette di utilizzo della soluzione CBA: vantaggi e benefici per il benessere organizzativo a vantaggio di ospiti e operatori.
Dott. Francesco Facci Direttore Fondazione Santa Tecla Este (PD) e Presidente Uneba Veneto


WORKSHOP GM07
ORE 11.45-13.00
EMOTIONAL TOY
Animali emozionali e bambole – per il benessere nel corso della vita
A cura di Focos Argento
I giocattoli rivestono un ruolo significativo per gli esseri umani fin dalla notte dei tempi, e considerando ogni singola persona, la accompagnano dalla nascita e lungo il corso dell’intera vita.
Durante le diverse epoche storiche, sono stati loro attribuiti molti significati: religiosi, simbolici, magici e consolatori; e, ancora oggi, li riteniamo fondamentali per lo sviluppo psicofisico dei bambini (doudou per il neonato; peluche e bambole durante l’infanzia) e riconosciamo loro un vero e proprio significato educativo.
Esiste un mondo vastissimo di Emotional Toy che va oltre le bambole per le persone con demenza.
Gli Emotional toy possono essere utilizzati con significati e obiettivi diversi, a seconda delle situazioni: animali robotici per le persone con demenza e per la stimolazione all’espressione delle emozioni, animali consolatori che possono facilitare il sonno, animali profumati che aiutano attraverso le essenze gli stati emotivi, bambole inclusive, bambole per facilitare gli interventi invasivi nei bambini ricoverati, e molto altro ancora.
Conoscere i diversi tipi di Emotional Toy, comprenderne gli obiettivi raggiungibili e padroneggiarne la metodologia d’uso è uno strumento funzionale nella cassetta degli attrezzi dei professionisti della cura.
Destinatari
I destinatari sono professionisti, operatori, e gestori di servizi che desiderano introdurre nella loro professione e/o Struttura/Servizio l’utilizzo consapevole degli Emotional Toy (animali e bambole) per l’applicazione con anziani, minori, disabili, ecc
Programma

  • Elementi concettuali relativi ai bisogni psicologici delle persone, lungo l’arco di vita e in particolari situazioni
  • Evidenze di efficacia riconosciute a livello internazionale dell’uso degli animali emozionali, animali robotici e bambole
  • Caratteristiche dei diversi Emotional toy: doudou, animali emozionali (di peluche e robotici) e bambole empatiche
  • Finalità di utilizzo degli Emotional toy
  • Domande dei partecipanti

Docenti
Dott.ssa Caterina Pacenza, Psicogeriatra, Mondo Snoezelen – Hr Care – Focos Argento, docente certificato ISNA MSE
Dott.ssa Marta Zerbinati, Psicologa, Fondatrice e amministratore di Mondo Snoezelen – Hr Care Focos Argento, docente certificato ISNA MSE


WORKSHOP GM08
ORE 11.45-13.00
BUSINESS INTELLIGENCE: UN UNICO STRUMENTO PER CONOSCERE LA TUA STRUTTURA SANITARIA
A cura di SysDat

Business Intelligence, la suite integrata e completa di strumenti di facile uso per il management delle strutture sanitarie di tutte le dimensioni che ne migliora la qualità e l’organizzazione.
  
RELATORI
Simona Erika Bassi
Mariateresa Mariotti


WORKSHOP GM09
ORE 11.45-13.00

LE DEMENZE GIOVANILI

IL LORO CARICO DI STUPORE, ERRORI, FATICA, DOLORE

Il tema delle demenze che colpiscono persone in una età “inattesa” verrà affrontato con Scienza e Umanità. Sono numerosi i motivi per scomodare la Scienza con la S maiuscola: un quadro di demenza giovanile esordisce molto spesso con sintomi ingannevoli e ben diversi dalle errate conoscenze che mettono in primo piano le solite problematiche relative alla memoria; le difficoltà sono in agguato già ai primi passi del percorso diagnostico, in cui giocano le maldestre interpretazioni dei test cognitivi (il Mini Mental può mentire!), ma anche certi pregiudizi che vedono queste patologie come appannaggio esclusivo dei ‘vecchi’. “Non può avere una demenza: è troppo giovane!”.

Il lato Umano vede protagonisti dolore, fatica, lutto, negazione, rimpianto, collera, isolamento, ansia, depressione e altri problemi di salute narrati con una notevole dose di apparente serenità da Michela Morutto. Commenterà la storia personale e del marito Paolo che ha presentato i primi sintomi di demenza poco dopo i quarant’anni, il suo difficile impegno come caregiver, moglie, madre, lavoratrice, combattente a nome di tutti coloro che si trovano nella medesima situazione.

La storia di Michela, Paolo e dei loro due bambini è raccontata fedelmente e con tratti autentici ed emozionanti nel libro “Un tempo piccolo. Continuare a essere famiglia con l’Alzheimer precoce. Storia di Michela e Paolo”, in cui Serenella Antoniazzi ha elaborato le parole e i fatti, le emozioni e i turbamenti della famiglia intera, senza fronzoli ipocriti, senza nessuno sconto alla dura realtà.

Si cavalca l’onda della pura concretezza, della verità. In vicende come questa non trovano spazio edulcoranti. Infine, arte, cultura, sentimento, lealtà del racconto a volte superano la realtà, coinvolgono le emozioni che devono servire a contrastare miti, luoghi comuni, errori e disinformazione, a far mutare opinioni e atteggiamenti sul lento percorso di una malattia che spesso parcheggia chi è malato su un binario morto e con lui la sua famiglia.

In tempo, prepariamoci a capire, per affrontare queste malattie crudeli che uniscono, separano, cancellano, imprigionano, rendono estranei e forse nemici nel modo più doloroso.

RELATORE

Ferdinando Schiavo, neurologo.


WORKSHOP GP01
ORE 14.30-17.00
FRAGILITA’: BENESSERE E QUALITA’ DELLA VITA CON LE TERAPIE NON FARMACOLICHE
L’ESPERIENZA DELLA FONDAZIONE SOLDI DI VESCOVATO

 
La cura inizia dal saper ascoltare.
Negli ultimi anni stiamo assi­stendo, da parte di chi si occu­pa dei servizi alla persona, a richieste sempre più numerose di interventi che impieghino le terapie espressive e le terapie non farmacologiche (TNF), nelle loro diverse modalità, in progetti preventivi, riabilitativi e tera­peutici.
Le terapie non farmacologiche, come dice la parola stessa, fa­voriscono sensibili diminuzioni del carico farmacologico che viene somministrato al malato e migliorano in modo concreto la qualità di vita dei pazienti.
Inoltre vanno a influire sugli stati depressivi e ansioge­ni, e favoriscono una stimolazione delle residue capacità cognitive dei pazienti come ad esempio i processi della memoria. In altre situazioni incidono sulle problematiche comportamentali dei pazienti affetti ad esempio da demenza senile.
Bisogna tenere sempre presente che le TNF sono utili se tutte le componenti operative (area socio assistenziale, area sanitaria) collaborano in modo sinergico, e agiscono in maniera preventiva (come pure è importante ricordare che il loro utilizzo in situazioni di de­ficit cognitivo e importanti pro­blematiche comportamentali deve essere di supporto e non sostituire le terapie farmacolo­giche).
Nel workshop si descriverà l’esperienza di un approccio che utilizza le TNF presso la Rsa Fondazione Soldi di Vescovato.
PROGRAMMA
Presentazione della Direzione Generale, Presidenza: dott. R. Bonelli – Prof. Palmiro Alquati
La medicina dell’evidenza e le terapie non farmacologiche: Claudio Cartocini, direzione sanitaria Fondazione Soldi
L’importanza di nuovi paradigmi della cura: Le TNF, l’ambiente terapeutico relazionale, la sala multisensoriale, la musica ambientale: Fabrizio Arrigoni, psicologo clinico.
L’aromaterapia nelle Terapie non farmacologiche dell’Anziano: Angelica Ziletti, educatrice professionale
La musicoterapia come cura: individuale e di gruppo: Mirta Savoldi musicoterapeuta
L’arte terapia come cura: liberiamo la comunicazione: Greta Castellani arteterapeuta
DESTINATARI:
infermieri, medici, educatori professionali, animatori
RELATORI:
dott. R. Bonelli 
Prof. Palmiro Alquati
Claudio Cartocini, Direzione Sanitaria Fondazione Soldi
Fabrizio Arrigoni, Psicologo Clinico
Angelica Ziletti, Educatrice Professionale
Mirta Savoldi, Musicoterapeuta
Greta Castellani, Arteterapeuta


WORKSHOP GP02
ORE 14.30-17.00
CONTESTI ABITATIVI ACCOGLIENTI E SICURI

 I tragici eventi della primavera 2020, proseguiti per molti mesi successivi, hanno reso palesi le carenze della soluzione RSA per assistere gli anziani fragili: le residenze collettive infatti, luoghi di cura e assistenza professionale, sono state fatte vivere all’opinione pubblica come trappole mortali per molti di loro. Segno tangibile di questa diffusa consapevolezza è stata la consistente diminuzione degli ingressi in RSA nei mesi successivi al lockdown (circa il 20 %), accelerando la contrazione dei ricoveri già in corso da anni.
Di conseguenza si è riacceso il dibattito sulla necessità di ripensare complessivamente l’organizzazione di questa forma di assistenza, nonché la funzione svolta all’interno della rete dei servizi, come pure di riflettere sulle soluzioni alternative destinate a un’utenza meno compromessa. Il protrarsi della pandemia da Covid-19 non ha messo in crisi solo il sistema italiano della residenzialità, ma ha evidenziato anche le disfunzionalità di un’offerta di cura centrata sul sistema ospedaliero e il conseguente ruolo residuale della medicina del territorio.
A proseguire l’indagine svolta nel workshop della mattina LE RSA E LA LEZIONE DELLA PANDEMIA – che prendeva le mosse dalla pubblicazione del volume RSA, oltre la pandemia – verrà discusso e trattato il tema dei contesti abitativi accoglienti e sicuri per la popolazione fragile.
Introduce: Carla Costanzi
Chairman: Antonella Pezzullo
Relazioni
Assunta D’Innocenzo
La transizione verso soluzioni abitative più appropriate all’invecchiamento attivo e sostenibile: dall’adeguamento dell’alloggio al cohousing
Fabrizio Giunco
Diversificare le soluzioni: il caso della Danimarca
Salvatore Rao
La domiciliarità e i servizi sociali a suo corredo
Alberto Cella
Il sostegno alla domiciliarità da parte dei servizi sanitari
Flavia Cellerino
La sensibilità artistica verso gli anziani ricoverati


WORKSHOP GP03
ORE 14.30-17.00
LA TUTELA CONTRO LE AGGRESSIONI AGLI OPERATORI SANITARI LEGGE 113/2020

EVENTO ACCREDITATO ECM

La tutela in sede penale:
– l’aggravante di cui all’art. 61 n. 11-octies;
– la procedibilità d’ufficio;
– l’estensione dell’art. 583-quater c.p.
La costituzione di parte civile
La tutela in sede amministrativa
Docente
Fabio Piccioni Avvocato del Foro di Firenze, Patrocinante in Cassazione. LLB presso University College of London, è Docente di Diritto penale alla Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali della Facoltà di Giurisprudenza, Coordinatore e Docente di master universitari e corsi di formazione. Giornalista pubblicista, è autore di pubblicazioni e monografie in materia di Diritto penale e amministrativo sanzionatorio.


WORKSHOP GP04
ORE 14.30-17.00
LO STRESS E I VISSUTI DEI CURANTI IN RSA NELLE DUE FASI DEL COVID-19
Cambiamenti, emozioni, fatica, ma anche aperture a nuove comprensioni

 
Nell’ambito del workshop verrà presentato e discusso uno studio, effettuato in 7 RSA ticinesi tra marzo-maggio e novembre 2020, che ha coinvolto complessivamente oltre 300 operatori. Dai risultati emerge un quadro di stress percepito diffuso in tutto il personale, curante e non, con andamenti diversificati nel tempo. Affiorano interessanti significati che i diversi segni/sintomi afferenti all’area dello stress indagati assumono nelle singole realtà e nel divenire della situazione pandemica. I vissuti raccolti e il quadro sfaccettato emerso dall’autovalutazione evidenziano allo stesso modo tanto gli elementi di vulnerabilità, quanto le nuove motivazioni e “scoperte” inaspettate che la pandemia ha messo in evidenza. Ciò consente di prefigurare un “nuovo” modello di cura e di vita per le RSA che, a partire da un investimento sulla capacità di leadership dei responsabili e dei quadri intermedi, dia una rinnovata centralità al clima sociale e relazionale delle strutture (persone anziane, operatori e famiglie), garantendo tempi e spazi di condivisione tra il personale (curante e non) e gli altri attori del servizio, al fine di dare risalto e continuità nel tempo alla rinnovata motivazione sperimentata nella fase acuta della pandemia.
Non solo quindi attenzione ai necessari “DPI operativi” (protocolli, procedure, interventi logistici, ecc.), ma sviluppo di “DPI emotivi” a sostegno della qualità di vita di tutte le persone coinvolte in questo complesso e appassionante contesto.
A partire dalla presentazione delle relatrici il workshop prevede momenti di scambio e condivisione di vissuti ed esperienze oltre ad un momento conclusivo di discussione e confronto in merito alle considerazioni e proposte trattati nel corso del seminario.
 Relatori:
Rita Pezzati, Professoressa al Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale della SUPSI, Psicologia e psicoterapeuta
Luisa Lomazzi, Professoressa SUPSI in Management e valutazione della qualità nei servizi sociosanitari, Sociologa delle organizzazioni
Carla Sargenti, Docente-ricercatrice senior SUPSI, Infermiera specialista clinica in gerontologia e geriatria
A chi si rivolge:
Figure manageriali (Direttori, Coordinatori, Referenti infermieristici, Referenti di nucleo, Referenti dei servizi) e professionisti del settore (medici, psicologi , infermieri, assistenti sociali, fisioterapisti, animatori, educatori, OSS, ASA).


WORKSHOP GP05
ORE 14.30-17.00
IL CORPO, QUESTO FANTASTICO STRUMENTO.
L’uso della voce, del ritmo e del suono: un binario alternativo di comunicazione.

 

Anna Loredana Civita, in collaborazione con Anne Marie Beukman, conduce un workshop semi-esperienziale basato su alcune attività tratte dal libro:
Attività di animazione e interventi sonoro-musicali nelle case di riposo.
Si intende far sperimentare ai partecipanti l’importanza del corpo come: voce, ritmo, suono, emozione.
Si presenteranno alcune attività di laboratorio descritte nel libro, che attraverso un percorso paraverbale, illustreranno possibilità di comunicazione alternative a quella verbale, spesso indispensabili per entrare in contatto con l’anziano.
Chi lavora con gli anziani si trova di fronte a mondi emotivi completamente diversi dal proprio. Sarà interessante ed utile ai partecipanti, riuscire a riflettere sulle emozioni che gli anziani provano: presenti e vive fino alla fine. Lo scopo è di distogliere lo sguardo da giudizi soggettivi e capire che spesso un vero bisogno viene interpretato come se fosse un capriccio, un dolore come se fosse una semplice abitudine, un pianto come se fosse inutile.
PROGRAMMA
Partecipazione attiva:
Sarà importante sperimentare il valore di essere riconosciuti e accolti, e di non sentirsi esclusi; di sentirsi gratificati; di pensare empaticamente all’anziano e al valore delle attività a lui proposte.
Verbalizzazione:
A conclusione di ogni attività attiva proposta seguirà una parte dedicata ad esternare emozioni e sentimenti provati del proprio vissuto, condividendo con gli altri: osservazioni e criticità proiettate verso se stessi e nell’ottica di una eventuale attività con l’anziano.
Materiali e metodi:
Spesso, le situazioni che incontriamo entrando in una residenza di anziani ci obbligano a cambiare l’attività che avevamo deciso di proporre. Indispensabile è improvvisare,  e il nostro corpo attraverso la voce, il ritmo, il suono, lo permetterà.
Durante il workshop verranno proposti momenti di animazione musicale fatti con l’ausilio di strumenti preparati artigianalmente con materiale riciclato, a basso costo.
Si farà cenno all’importanza della relazione con l’anziano e al metodo dell’ApproccioCapacitante® del Prof. Pietro Vigorelli che ha scritto il saggio introduttivo del libro.
Conclusione:
Dopo aver dato spazio all’opinione dei partecipanti, verrà presentato il libro: Attività di animazione e interventi sonoro-musicali nelle case di riposo.
CONDUTTRICI
Anna Loredana Civita È l’autrice del libro. Si è laureata nel 1978 all’I.S.I.A. di Urbino (Istituto Superiore Industrie Artistiche) come grafico pubblicitario ed in seguito ha lavorato in diverse città italiane per ditte famose. Nel 1999 inizia a svolgere un lavoro precario come animatrice in una casa di riposo della sua città e dovendosi rapportare con anziani e anziani malati di Alzheimer ricomincia a studiare. Oggi è musicoterapista, Operatrice Validation, Laughter Yoga Leader, Conduttrice di gruppi ABC. Il suo lavoro di animatore l’ha portata a rivedere, inventare e adattare i laboratori di attività di animazione anche in presenza di demenza. Alcuni sono stati introdotti nel testo. Vive e lavora a Trieste.
Anne Marie Beukman Psicologa, laureata nel 1988 con la tesi: “Il Riconoscimento delle Emozioni attraverso Indici Prosodici”.  Si è formata nell’ambito della psicologia sistemico-familiare. Profondamente convinta dell’unità mente-corpo, lavora sulle relazioni interpersonali, reali ed interiorizzate, usando il colloquio, il corpo e l’immaginazione quali strumenti interscambiabili. Vive e lavora a Vicenza.
DESTINATARI
Il workshop è rivolto ad Animatori, Educatori, Fisioterapisti, Psicologi, Assistenti Sociali, Medici, Infermieri e a tutti coloro che si interessano di anziani e anziani dementi. È rivolto in particolare a familiari e operatori caregiver che si occupano di malati di demenza del tipo Alzheimer.


WORKSHOP GP06
ORE 14.30-17.00
RIFORMA DEL TERZO SETTORE E SVILUPPO DEL SISTEMA SOCIOSANITARIO
A cura dello Studio Degani

 
PROGRAMMA
 I parte
I soggetti

  • Impresa sociale e Terzo settore quali attori dello sviluppo del sistema integrato dei servizi
  • Le nuove qualifiche soggettive e le attività di interesse generale: quali scelte, adeguamenti e adempimenti per gli enti con la recente normativa sul terzo settore
  • Il cambiamento della disciplina dei rapporti con la Pubblica Amministrazione
  • Lo stato dell’arte della Riforma

II parte
I servizi sanitari e sociosanitari

  • L’impatto del PNNR sui servizi sanitari e sull’integrazione sociosanitaria
  • Gli indirizzi programmatori nazionali su prestazioni e servizi: Patto per la Salute e LEA
  • I nuovi requisiti minimi per l’esercizio di ADI
  • I nuovi requisiti minimi per l’esercizio di RSA

Conclusioni
Uno sguardo di insieme: opportunità e scelte strategiche tra Riforma del terzo settore e ridefinizione del sistema sanitario e sociosanitario


WORKSHOP GP07
ORE 14.30-17.00
ROLE PLAYING DISFAGIA
L’alimentazione nel paziente anziano con difficoltà deglutitorie
 Accreditamento ECM
 

La disfagia è un’alterazione della deglutizione che si presenta con un’alta prevalenza nella popolazione generale. La presenza della disfagia nella popolazione adulta, nelle strutture per acuti così come nei centri di riabilitazione per malati in fase post acuta, nelle strutture residenziali e a domicilio, è elevata e destinata ad aumentare parallelamente al prolungamento della vita e all’evoluzione delle tecniche rianimatorie (Linee guida sulla gestione del paziente disfagico adulto in foniatria e logopedia – FLI 2007).  Nello specifico, nelle strutture residenziali per anziani la prevalenza della disfagia orofaringea raggiunge valori compresi fra il 40% e il 60% (Steele et al, 1997; Kaiser-Jones, 1999).

Programma
Il workshop sarà suddiviso in tre parti:

  1. una prima parte teorica nella quale verranno esposti il funzionamento della deglutizione fisiologica, i meccanismi patologici che si instaurano in caso di disfagia e le modalità di riconoscimento dei segni/sintomi di disfagia.
  1. Una seconda parte di tipo pratico durante la quale i partecipanti verranno coinvolti attivamente in un’attività di seniying dove assumeranno il ruolo di paziente con disfagia, caregiver che somministra il pasto e osservatore esterno.
  1. Una terza parte di confronto rispetto alle tematiche emerse durante i lavori ed alle realtà lavorative dei partecipanti.

Obiettivi
Gli obiettivi del workshop sono molteplici:
– sensibilizzare i partecipanti sulla tematica della disfagia e sull’impatto della stessa sulla qualità della vita delle persone che ne sono affette;
– fornire le basi per il riconoscimento delle difficoltà di deglutizione e per l’invio ai professionisti di riferimento;
– apprendere le indicazioni per la corretta assistenza alla persona con disfagia da parte del caregiver;
– sensibilizzare i professionisti delle strutture socio-sanitarie rispetto alla necessità di effettuare una formazione continua.
Le nozioni teorico-pratiche presenti nel corso sono frutto della revisione della letteratura scientifica disponibile sull’argomento. Le informazioni trasmesse potrebbero essere utili anche a chi non si occupa quotidianamente dell’assistenza alla persona con disfagia, poiché le problematiche di tipo deglutitorio necessitano della preparazione e della sensibilità di tutti i membri dell’équipe assistenziale, clinica, riabilitativa ed organizzativo/dirigenziale.
Relatori
Davide Zenaro, Infermiere – ecOSS Formazione, Specialista dei processi socio-sanitari – CoopSelios
Mattia Bertolazzo, Logopedista – ecOSS Formazione
Eleonora Grigoletti, Psicologa e Psicoterapeuta – ecOSS Formazione
Raffaele Pernigotto, Fisioterapista e Osteopata – ecOSS Formazione
Manuela Zampieri, Psicologa e Psicoterapeuta – ecOSS Formazione
Ines Duzioni, Specialista in Scienze della Nutrizione – Nutrisens
Yvonne Rosa, Dietista – Nutrisens


WORKSHOP GP08
ORE 14.30-17.00
“LIVING LAB BYRON: UN APPROCCIO INNOVATIVO ALLA PERSONA CON DEMENZA E AL SUO CAREGIVER”

 
PRESENTAZIONE
L’argomento che verrà presentato nel workshop è il progetto Living Lab Byron, ideato dal CDCD Byron dell’AUSL di Bologna nel corso dell’ultimo anno, anche sotto l’impulso del periodo pandemico, e realizzato grazie al finanziamento dalla Fondazione del Monte, con l’importante collaborazione di diversi partner del territorio bolognese (IRCCS Bologna, UNIBO, Fondazione ASPHI).
Trattasi di un innovativo ed integrato modello sanitario e socio-assistenziale di cura rivolto al paziente affetto da demenza, svolto direttamente al domicilio che tiene conto della natura multidimensionale della malattia e quindi della necessità di interventi quanto più personalizzati con una particolare attenzione all’elaborazione di risposte tecnologiche costruite ad hoc e semplificate.
In particolare, il progetto si propone di creare uno spazio in cui persone affette da demenze ed i loro caregiver, professionisti dell’area sanitaria, socio-assistenziale e tecnologica si incontrano per dare risposte sempre più mirate ed innovative ai bisogni di questa popolazione. Il Living Lab Byron si articola in una prima fase valutativa multiprofessionale (geriatra, neurologo, neuropsicologico, neuroftalmologo, fisiatra, psicologo, ecc), che prosegue in una fase di elaborazione condivisa di un profilo di bisogni e risorse. Segue un grande lavoro di costruzione di risposte personalizzate, ottenute anche grazie al ricorso a strumenti tecnologici costruiti o rimodulati ad hoc ed ausilii aggiuntivi, inseriti direttamente presso il domicilio del paziente grazie alla preziosa collaborazione e al sostegno del caregiver. L’iter prosegue con monitoraggi periodici, sostegno psicologico al caregiver e aiuto al domicilio del paziente nella conduzione delle diverse attività grazie anche all’intervento di personale specializzato (OSS).
La finalità principale del Living Lab Byron diviene quindi il mantenimento, quanto più spontaneo e prolungato, delle autonomie del paziente, nonché il miglioramento della qualità di vita dello stesso e del caregiver.
DESTINATARI
Il workshop si rivolge a medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali, OSS, educatori, ingegneri (operatori sanitari e socio-assistenziali del settore demenza).
PROGRAMMA
14.00 Introduzione
Cristina Manfredini – Ferriani Elisa
14:10 Il Living Lab Byron: come è nato il progetto
Simona Linarello, Geriatra
14:30 Il ruolo del neurologo
Sabina Capellari
14:50 Il ruolo del neuropsicologo e dello psicologo
Silvia Conti e Sabrina Stinziani
15: 10 Intervallo 10 minuti
15:20 Il ruolo di UNIBO
Luca Palmerini
15:40 La personalizzazione delle risposte tecnologiche. Il lavoro al domicilio
Nicola Gencarelli e Anna Temporini
16:00 Tavola rotonda: riflessioni condivise sugli esiti del progetto Living Lab Byron e discussione con il pubblico.
16:50 Conclusioni
RELATORI
Elisa Ferriani: Psicologa Psicoterapeuta, UOC Psicologia Ospedaliera, Centro Disturbi Cognitivi e Demenze, AUSL di Bologna
Cristina Manfredini: Segretario generale della Fondazione ASPHI Onlus
Simona Linarello: Geriatra Referente Aziendale Progetto Regionale Demenze, Centro Disturbi Cognitivi e   Demenze, Dipartimento dell’Integrazione, AUSL di Bologna
Sabina Capellari: Neurologa, Ricercatrice, Clinica Neurologica, Ospedale Bellaria, IRCCS Bologna
Silvia Conti: Neuropsicologa, Centro Disturbi Cognitivi e Demenze, AUSL di Bologna
Sabrina Stinziani: Psicologa Psicoterapeuta, Centro Disturbi Cognitivi e Demenze, AUSL di Bologna
Nicola Gencarelli: Project Manager della Fondazione ASPHI Onlus
Anna Temporini: Psicologa, Gravi Cerebrolesioni Acquisite, Associazione Amici Di Luca
Luca Palmerini: Ricercatore, Dipartimento di Ingegneria dell’Energia Elettrica e dell’Informazione, Università degli studi di Bologna


WORKSHOP GP09
ORE 14.30-17.00

INDICI DI GRAVITÀ ASSISTENZIALE E FRAGILITÀ SOCIALE PER LA DEFINIZIONE DI NON AUTOSUFFICIENZA

 

Tracce per individuazione di parametri condivisi in materia di trascuratezza, abbandono e incuria nelle persone non autosufficienti a domicilio

A cura del CNOAS, Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali

 

Coordina Monica Forno, assistente sociale specialista, formatrice

Introduce Claudio Pedrelli, Consigliere CNOAS

Esperienze, metodi e strumenti a confronto: 4 interventi preordinati di assistenti sociali, infermieri e medici

Dibattito

 


WORKSHOP ESPERIENZIALE 
DALLE ORE 11.30 ALLE 18:00
LA MAGIA DELLO SNOEZELEN:  Workshop esperienziale nel Mondo Snoezelen con docente Isna-Mse
Mondo Snoezelen è una realtà italiana tutta dedicata allo Snoezelen, formazione Snoezelen Certificata  ISNA MSE, progettazione e allestimento di ambienti (stanze, giardini, bagni, piscine, residenze, ecc), vendita e consulenza di attrezzature Snoezelen, sviluppo tesi e ricerche dedicate, convegni e workshop.
Non conosci lo Snoezelen? L’approccio Snoezelen è un intervento terapeutico che nasce in Olanda negli anni ’70 del DeHartenburg Institute (centro per la disabilità mentale) portando subito risultati straordinari.
In 50 anni lo Snoezelen è cresciuto e si è sviluppato, e si è costituita l’International Snoezelen Association Multi-Sensory Environment (ISNA-MSE), l’associazione internazionale che riunisce i professionisti di diversi ambiti interessati a conoscere, approfondire e sviluppare l’utilizzo di un approccio multisensoriale Snoezelen.
Mondo Snoezelen Focos argento da settembre 2019 è ISNA-MSE Italia ed è accreditata alla formazione di operatori e professionisti Snoezelen certificati su standard internazionali ISNA-MSE.
Negli anni le numerose ricerche scientifiche hanno dimostrato come l’approccio Snoezelen risulti efficace durante tutto l’arco della vita (dall’infanzia, all’età adulta agli anziani), in molteplici applicazioni, che vanno dall’ambito della disabilità fisica e cognitiva, agli anziani con demenza, alla riduzione dello stress dei lavoratori. Risulta quindi un efficace strumento per promuovere benessere e migliorare la qualità di vita della persona attraverso i sensi. Non resta quindi che provarlo su sé stessi!

Programma
Nella stanza Mondo Snoezelen allestita sarà possibile svolgere un workshop esperienziale condotto da un docente certificato Isna-Mse per sperimentare in prima persona gli effetti dell’approccio multisensoriale, comprendere quali sensazioni il nostro corpo percepisce in un ambiente Snoezelen strutturato, e come i nostri sensi rispondono alle diverse stimolazioni attraverso:

  • esplorazione guidata attiva dell’ambiente multisensoriale (Tubi a Bolle, Fibre ottiche, sacco cloud, Cielo stellato, Musica, oggetti Snoezelen vari)
  • manipolazione tattile degli stimoli multisensoriali
  • stimolazione visiva (Proiezioni ad olio, luci UV e stimolazioni UV, bacchette luminose, ecc)
  • esperienza multisensoriale integrata attraverso una particolare poltrona
  • esercizi di rilassamento guidato

Il workshop esperienziale nella stanza Snoezelen per piccoli gruppi (5/6 persone massimo) ha una durata di circa 25 minuti.
La prenotazione per l’esperienza all’interno della Stanza Snoezelen verrà registrata allo stand di Focos Argento Mondo Snoezelen dalla mattina del primo giorno di manifestazione

Data e orario
Mercoledì 24 novembre mattina e pomeriggio dalle ore 11.30 alle 18:00
giovedì 25 novembre mattina e pomeriggio dalle ore 10:00 alle 17:00

Docenti/Coach dell’esperienza
Dott.ssa Giorgia Monetti, Psicologa, amministratore di Hr Care – Focos Argento – Mondo Snoezelen  certificata ISNA MSE
Dott.ssa Caterina Pacenza, Psicogeriatra, Mondo Snoezelen Hr Care – Focos Argento certificata ISNA MSE
Dott.ssa Marta Zerbinati, Psicologa, amministratore di Hr Care -Focos Argento- Mondo Snoezelen, docente certificato ISNA MSE

 

Programmi edizioni precedenti